Ho da poco completato la mia collezione di fumetti Dark Horse starwarsiani, pubblicati in Italia dapprima da Magic Press e poi da Panini:
-. Gli Adattamenti (Jones/Barreto, Goodwin/Williamson)

I primi albi di Star Wars giunti in Italia per merito di Magic Press negli anni 90, sono appunto questi tre adattamenti. Si tratta di un periodo fiorente in cui si cerca di far tornare in auge la passione per la serie in vista dell'uscita delle edizioni speciali degli episodi IV-V-VI, e Magic Press agisce appunto di conseguenza facendo uscire questi primi albi non numerati. L'adattamento di
Una Nuova Speranza qui viene ancora chiamato
Guerre Stellari, benché sia l'unico dei tre a non provenire dal periodo Marvel, che deteneva i diritti per i fumetti di Star Wars prima della Dark Horse. La cosa è un bene per l'impostazione grafica più moderna e attenta alle novità inserite nel film, la lettura è infatti visivamente molto appagante e parecchio decompressa anche se la riproposizione fin troppo letterale dei dialoghi del film ha dell'artificioso. Quest'unico adattamento Dark Horse conserva la struttura tipica delle miniserie della casa editrice con una suddivisione in quattro parti di una ventina di tavole ciascuna. I due adattamenti Marvel risentono invece dei segni del tempo con inchiostrazioni pesanti e una resa grafica molto cupa, che li rende sicuramente più ostici e difficoltosi anche se a lor modo interessanti.
L'Impero Colpisce Ancora è composto di sei parti di diciassette tavole ciascuna, uscite all'interno della serie regolare dedicata a Star Wars che la Marvel pubblicava in quel periodo, mentre
Il Ritorno dello Jedi è una miniserie Marvel a sé in sole quattro parti, di lunghezza identica. Di notevole c'è uno Yoda ancora poco definito, più simile a una via di mezzo tra un rospo e un Hobbit che a quello che ormai abbiamo imparato a decodificare. Le didascalie ancora una volta si sprecano, rappresentando il vero punto debole di ogni adattamento, ma paradossalmente una loro "dignità antica" questi albi ce l'hanno. Certo, non si perdona il finale veramente troppo tirato via del sesto episodio, ma tuttavia anche quell'albo riesce a farsi apprezzare grazie alla galleria di bozzetti che lo chiude, bilanciando l'eccessiva cortezza del fumetto.
-. Le Cronache dei Jedi (Anderson-Veitch/Gossett-Carrasco-AAVV)

Il Silmarillion formato Star Wars. Se c'è un'opera che può rispondere alla domanda "Di cosa dovevano vendicarsi i Sith?" è proprio la macroserie firmata dai due numi tutelari del fumetto starwarsiano Veitch e Anderson. Anderson specialmente, scrittore anche di una serie di romanzi ambientati dopo Episodio VI che raccontavano la costruzione del nuovo ordine Jedi per opera di Luke, e da sempre interessato enciclopedicamente all'universo di Star Wars, sente qui il bisogno di andare all'origine e raccontare fatti risalenti a millenni prima. Ecco quindi una Repubblica ancora piuttosto giovane che ha appena conosciuto i viaggi iperspaziali, una concezione dell'essere Jedi ancora molto "morbida" (non c'è traccia del divieto di matrimonio che verrà introdotto solo con la nuova trilogia e la strada verso l'apprendistato è aperta a chiunque senta di essere in sintonia con la Forza) e soprattutto i primi Sith. Che primi non lo sono affatto visto che la loro origine si perde nella notte dei tempi, in un'epoca ancora precedente ai fatti qui narrati. Nella coppia di volumi
L'Età d'Oro dei Sith e
La Caduta dell'Impero Sith si ha quindi il vero e proprio antefatto alle vicende di Star Wars, e viene così rivelato che i Sith altro non erano che Jedi che avevano conosciuto il male e che nella loro fuga erano venuti a contatto con un'antica civiltà aliena dedita alla magia nera. L'impero scaturito dall'unione di queste arti magiche con il Lato Oscuro della Forza aveva dato vita al culto che conosciamo oggi, rimasto nella periferia dell'universo fino al giorno in cui due incauti esploratori della Repubblica, in cerca di denaro tracciando nuove rotte commerciali, non ci erano finiti in mezzo. La tela d'inganni tessuta dal loro ultimo Signore, Naga Sadow, avrebbe dato inizio alla guerra iperspaziale, in cui l'impero Sith avrebbe trovato la sua fine. Questi volumi contengono due miniserie di sei e cinque parti, facente parti dello stesso arco narrativo, creato però a posteriori rispetto ai volumi successivi, realizzati anni prima (pratica abbastanza comune quando si parla di Star Wars). Di certo non esaltanti quanto a realizzazione, visto che in fin dei conti le caratterizzazioni dei protagonisti sono abbastanza ingenue e il lato grafico appare un po' confusionario, ma sicuramente fondamentali per la mitologia della Saga.
Ambientato mille anni dopo,
I Cavalieri della Vecchia Repubblica è invece il vero punto di partenza della serie, volumozzo gigantesco contenente ben due trilogie,
Ulic Quel-Droma e la Battaglia di Onderon e
La Saga di Nomi Sunrider, che presentano rispettivamente i due protagonisti della serie nonché una bilogia,
Il Risveglio di Freedon Nadd in cui i loro destini vanno a convergere. Si racconta la storia di Ulic Quel-Droma, sorta di precursore di Anakin Skywalker, destinato a cadere vittima del Lato Oscuro della Forza. Il periodo qui narrato appartiene alla sua fase Jedi, quando chiamato a fronteggiare un disordine sul pianeta di Onderon, scopre che i suoi abitanti sono assoggettati allo spirito di Freedon Nadd, Sith defunto millenni prima. Da qui iniziano le vicende raccontate ne
Gli Oscuri Signori dei Sith e ne
La Guerra dei Sith, in cui vediamo le perverse macchinazioni dello spettro che, desideroso di proclamare un successore, attira a sé il curioso Jedi Exar Kun con l'intenzione di farne il nuovo Oscuro Signore. E' l'occasione per scoprire l'origine dei templi visti su Yavin 4, sorta di mausoleo in cui riposa ciò che rimane dell'eredità dell'ultimo vero Signore dei Sith Naga Sadow, che Exar Kun fa propria. Ulic Quel-Droma, desideroso di imparare a conoscere il Lato Oscuro per poterlo sconfiggere dall'interno, si infiltra nelle linee di Exar Kun ma incapace di controllare un simile potere ne diventa presto vittima, trasformandosi nel suo apprendista. Siamo alle origini della famosa regola del due che la farà da padrone nella Nuova Trilogia e da qui in poi avrà luogo quella che verrà poi conosciuta come Guerra dei Sith. Sono pagine molto buone, ben realizzate e interessantissime, con frequenti elementi di modernità sebbene qua e là il loro essere realizzate nei primi anni 90 si faccia un po' sentire. Oltre ad essere fondamentali per quanto riguarda la mitologia dell'universo starwarsiano molti fatti si riveleranno interessantissimi a posteriori, visto che alcuni particolari torneranno nella trilogia a fumetti del
Dark Empire con un gioco di rimandi all'incontrario che appassiona molto i cultori dell'EU. Infine abbiamo
Redenzione, il volume più recente, sorta di corollario che narra appunto della sorte di Ulic e del terribile scotto che una volta libero dal Lato Oscuro dovrà comunque pagare. Per salvarlo dal male Nomi Sunrider, l'eroina dell'epopea, l'ha reso insensibile alla Forza, ed è ora una sorta di Jedi cieco che vaga per la galassia alla ricerca di un luogo dove morire in pace. La narrazione si articola in cinque parti, realizzate magistralmente: la loro modernità si sente tutta e la lettura risulta assai appagante, vuoi per il tratto pulito di Gosset, vuoi per gli spettacolari colori. Il frequente ricorso a immagini enormi e a splash page mute accentua molto la spettacolarità, sembra di star guardando dei quadri. E le atmosfere silenziose e innevate del pianeta dove Ulic cerca la pace interiore rimangono ben impresse, conferendo al tutto un registro al contempo epico ed intimista.
Tales of the Jedi è una serie molto buona, quindi, sia pur con alti e bassi, che però narra fatti da cui non si può prescindere, se si vuole avere una conoscenza approfondita dell'universo di Star Wars. La serie avrebbe avuto un richiamo molto forte, nonché una sorta di "sequel morale" nella nuova epopea ambientata nei secoli successivi,
Knights of the Old Republic, rimasta per ora ahimé confinata negli States.
-. L'Ombra dell'Impero (Wagner/Plunkett)

L'Expanded Universe Lucasiano è ufficiale, sì, ma fino a un certo punto. Tutti i romanzi e i fumetti che raccontano quanto accaduto prima, durante e dopo i sei film della Saga vanno presi per buoni a patto che Lucas non decida di rinnegarli. E a volte la loro presenza è persino ingombrante (non a molti fan piace che la morte di Chewbacca sia stata raccontata, e ci sono molti detrattori delle saga post Episodio 6). Sta di fatto che in questo stesso universo espanso, ci sono alcuni prodotti che si elevano su un gradino superiore, tanto da far quasi parte della saga principale. Si tratta delle due serie animate sulle Clone Wars rispettivamente di Genndy Tartakowsky e Dave Filoni, e del progetto multimediale
L'Ombra dell'Impero, approvato dallo stesso Lucas, che dovrebbe colmare il buco tra gli episodi V e VI. Di
Shadows of the Empire esiste un mucchio di roba, è sicuramente uno dei lati dell'universo di Lucas più conosciuto dai fan. Ma cos'è esattamente
Shadows of the Empire? Bè, un bel nulla. Il progetto era proprio quello di creare un episodio fantasma della Saga, un film ipotetico da non realizzare mai per davvero, ma a cui dedicare un romanzo, una serie a fumetti, un videogioco, una linea di pupazzetti Micro Machines e addirittura un'ipotetica colonna sonora. Insomma, una supertruffa, per farla breve.
Nel videogioco dell'
Ombra dell'Impero per Nintendo 64, si impersonava il mercenario Dash Rendar e lo si conduceva attraverso vari livelli di varia impostazione (potevano essere livelli sparatutto, di battaglia con navi spaziali, di corse con le moto), partendo da alcuni scenari de
L'Impero Colpisce Ancora e arrivando a riallacciarsi direttamente agli eventi de
L'Ombra dell'Impero, nel cui finale Dash Rendar aveva un ruolo di primo piano. Però dai pochi filmati presenti nel videogioco era impossibile capire qualcosa di questa storia, il cui modo migliore per fruirne dovevano essere per forza le due versioni cartacee, romanzo di Steve Perry in primis. Al fumetto rimane però il merito di aver esportato l'Expanded Universe nel nostro paese, dal momento che fu la prima uscita (non ancora numerata) dei volumi Magic Press, fungendo da grande inizio, per una serie di albi che avrebbe presto ospitato storie provenienti da tutti i cangli epocali della continuity starwarsiana. Il volume in questione racchiude l'intera miniserie, scritta da John Wagner e disegnata da Kilian Plunkett, composta da sei episodi di 24 tavole ciascuno, per un totale di trecento tavole di combattimenti, complotti e sottotrame una più complessa dell'altra. Perchè questa è una delle caratteristiche del progetto: una trama complessissima e ricca di intrighi che vede narrate a più piani: la disperata ricerca di Luke da parte del padre, le peripezie di Boba Fett impegnato in mille scaramucce contro IG-88 e altri cacciatori di taglie, intenzionati a sottrargli il corpo di Han Solo, il progressivo infiltrarsi alla corte di Jabba da parte di Jix, l'inviato di Vader, e ovviamente l'emergere della figura di Dash Rendar, schivo collaboratore dei Ribelli. Ma a reggere le fila di tutto questo è il principe Xizor, capo dell'organizzazione criminale del Sole Nero, che per tutta la durata della storia non fa che ingarbugliare la trama complottando e facendo il quadruplo gioco con tutti, Palpatine, Leia e Jabba inclusi, finendo per irritare tremendamente Vader e lo stesso lettore perso nelle sue innumerevoli trame. Paradossalmente proprio il personaggio a cui è stato affibbiato il ruolo del protagonista nell'incarnazione videoludica del progetto è quello che meno si integra col tutto, e ci si chiede sempre cosa ci stia esattamente a fare e perchè abbia avuto l'onore di essere il protagonista del videogioco.
Insomma probabilmente il medium per godersi appieno
L'Ombra dell'Impero non è neanche questo, ma il romanzo, uscito da noi ma di difficile reperibilità. Forse è lì che la maggior parte dei fatterelli (tipo la presenza di Dash su Ord Mantell) avranno il giusto spazio, e sempre lì la figura di Dash Rendar apparirà un po' meno sacrificata. Però va anche detto che la confusione riguarda più che altro la trama generale, mentre la sceneggiatura in sé è veramente ben fatta e cristallina. E la cosa migliore di tutte è che sin dai primi momenti di lettura pare di essere immersi nelle atmosfere e nello stile dei dialoghi della trilogia originale. E non è poco.
0-6-8. Trilogia di Thrawn (Zahn-Baron/Vatine-Dodson-Biukovic)

Il nume tutelare della narrativa starwarsiana in forma di romanzo è senza dubbio Timothy Zahn. E' lui l'artefice della trilogia di romanzi sull'ammiraglio Thrawn, iniziata con
L'Erede dell'Impero, che conclusa la Vecchia Trilogia servì a dare ai fan qualcosa su cui rimuginare in attesa che l'Expanded Universe si aprisse dinnanzi a loro dispiegando gli innumerevoli meandri della sua continuity. Non tutti gradirono però questo voler indugiare sui personaggi amati, rendendoli protagonisti di una dimensione narrativa di serie B in cui i rimasugli dell'impero si riorganizzavano di continuo, pronti a minacciare la Nuova Repubblica con armi sempre più potenti e flotte inarrestabili. I dati di vendita però parlavano chiaro, e fu così che Zahn, seguito a ruota dal collega Stackpole coi suoi romanzi sulla squadriglia X-Wing, proseguì la grande e discussa epopea del post-episodio VI, continuando la storia con
Sfida alla Nuova Repubblica e
L'Ultima Missione, senza alcuna soluzione di continuità. I tre albi in questione altro non sono che l'adattamento in forma di fumetto dei tre romanzi della trilogia, che raccontano i fatti successivi alla disfatta di Palpatine, con una Repubblica pronta a rinascere malgrado i tentativi di alcuni Moff nostalgici del vecchio regime. Il Moff che dà il titolo alla trilogia è appunto Thrawn, un personaggio molto interessante che in un certo qual modo si fa portavoce della visione che Zahn ha di Star Wars. E' un approccio strategico, tattico, molto poco spirituale, in cui la Forza è un potere magico di cui parlare il meno possibile, ma che anzi, si può addirittura spegnere qualora nei paraggi ci fossero degli Ysalamiri, animaletti in grado di annullarla. Inutile dire che una visione di questo tipo irritò leggermente buona parte del fandom, data l'evidente incogruenza con la concezione che si ha della Forza nella Saga. Al contrario oltre alle manovre militari a Zahn interessa molto esplorare la dimensione "piratesca" della saga, mettendo in scena un nucleo di contrabbandieri che nel corso di tutta la Trilogia entrerà in contatto con Luke. Ecco quindi arrivare il simpatico Talon Karrde ma soprattutto Mara Jade, aggiunta di non poco conto dal momento che il personaggio in questione rivelerà un passato come braccio destro di Palpatine e sarà destinata a diventare nientemeno che la moglie di Luke, malgrado al momento lo voglia ancora uccidere. I due collaboreranno accidentalmente nei primi due volumi, mentre nel terzo si ritroveranno a combattere dalla stessa parte, mettendo quindi definitivamente da parte i contrasti. Altra new entry che verrà utilizzata in seguito nelle opere dell'EU è l'agente che assiste Leia durante il parto dei due gemelli avuti da Han: la biancocapelluta Winter.
Ognuno dei tre volumi è composto da una mini di sei episodi, il formato più esteso per questo tipo di serie, ma pur essendo disegnati ottimamente e sceneggiati con una certa attenzione, l'eccessiva complessità della trama, lo strabordante numero di fatti e strategie militari di cui tenere conto, rendono la lettura di questi adattamenti molto difficoltosa. Forse questo è causato dal fatto che le vicende narrate nascono in un contesto diverso, quello del romanzo, in cui si ha una fruizione diversa, più rallentata, ma fattostà che dopo esser stati bombardati per tre volumi di tattiche, battaglie spaziali, voltafaccia e quant'altro è dura seguire bene il filo, e questo penalizza molto alcuni aspetti che in una trama meno "piena" avrebbero risaltato di più. Sia sottoforma di fumetto che di romanzo, questa trilogia rimane un'opera assolutamente fondamentale qualora si volesse esplorare il tanto biasimato periodo post-Episodio VI, dal momento che questo tipo di EU trova qua le sue origini e che infatti temi e personaggi avranno modo di tornare in seguito più e più volte.
1-2-3. Trilogia del Dark Empire (Veitch/Kennedy-Baikie)

L'imperatore redivivo! I cloni di Palpatine! Luke diventa cattivo! Questa e altre bestemmie stanno al centro della trilogia in questione, vero e proprio sequel fumettistico di Star Wars, quanto la trilogia di Thrawn lo era stato nei libri. Eppure, pur nascendo quasi indipendentemente e contemporaneamente questi due sequel ipotetici sono stati messi poi in continuity, in maniera leggermente forzata. Secondo i geniacci della Lucasfilm, questa sconvolgimente trilogia si collocherebbe quindi dopo la disfatta di Thrawn, nel momento in cui i resti dell'impero vengono presi in mano dal suo "legittimo proprietario" Palpatine, o meglio da uno dei suoi tanti cloni, che hanno ora il compito di ospitarne la coscienza, salvatasi dalla distruzione del corpo grazie a chissà quale perversa magia Sith. E' essenzialmente questo il punto focale della questione, quello che i puristi - giustamente - respingono: alla luce della Nuova Trilogia e della profezia del Prescelto, che dovrà portare equilibrio nella Forza, non ha alcun senso far tornare Palpatine, visto che questo annullerebbe il sacrificio del povero Anakin, e quindi il fondamento della Saga stessa. Le restanti eresie ad una seconda occhiata non sono poi così terribili e in un certo qual modo coerenti: l'idea stessa dei cloni come si è visto nella NT non è poi così distante dalla filosofia di Star Wars ed è molto Sith come idea quella di perpetuarsi tramite stratagemmi abominevoli. Il passaggio al Lato Oscuro di Luke inoltre è soltanto apparente, la prova che deve affrontare è esattamente quella che Ulic Quel-Droma fallì cinquemila anni prima: riuscire a passare al male per sconfiggerlo da dentro. Luke diventa così allievo di Palpatine e si istruisce nelle arti del Lato Oscuro, solamente per tradirlo al momento giusto e aiutare i suoi amici, il che ne valorizza il personaggio. Siamo quindi agli antipodi della versione di Zahn, quella di Veitch è filosofia e spiritualità allo stato puro, anche se questo significa andare contro il principio di cui sopra. Questi eventi vengono raccontati nel primo volume della trilogia,
Il Lato Oscuro della Forza, nel quale Veitch ha modo di far tornare persino Boba Fett, sopravvissuto perchè
il Sarlacc l'ha trovato un po' indigesto. Oltre alla storia, articolata in sei parti come al solito questo primo volume contiene una lunga trattazione su alcuni aspetti dell'universo di Star Wars, e viene iniziata la numerazione ufficiale dei volumi Magic Press (legittimamente visto che la serie è anche il primo fumetto di Star Wars mai prodotto dopo il passaggio a Dark Horse). Nel secondo volume,
La Vendetta dell'Imperatore, anch'esso in sei parti, l'attenzione si sposta sulla ricerca di nuove leve per l'accademia Jedi che Luke trova proprio su Ossus, l'antico pianeta biblioteca che era stato la base dei Jedi durante la Guerra dei Sith. E' solo il primo di un'innumerevole serie di riferimenti molto graditi a fatti che saranno poi spiegati nella serie
Le Cronache dei Jedi, ecco quindi una discendente diretta di Nomi Sunrider, il risveglio di quel Jedi tramutatosi in albero per sfuggire alla distruzione del pianeta, il ritrovamento delle antiche spade laser e degli holocron di Ulic e Exar, come a voler sottolineare un filo conduttore molto marcato con il resto della produzione a fumetti dell'EU. Certo, è un po' curioso che tutte queste cose, riferite guarda caso alla stessa epoca lontana saltino fuori proprio ora contemporaneamente, ma fa parecchio piacere questa coesione. Entrambi i volumi sono fortemente caratterizzati dai disegni di Kennedy, con un'estetica molto precisa e particolare, che può anche rimanere indigesta di prim'acchito, ma che superato il disorientamento iniziale inizia a piacere, con buona pace delle disturbanti tinte verdognole. Il terzo albo è però molto diverso dai precedenti visto che cambia il disegnatore, e che...è parecchio sottile.
La Fine dell'Impero è infatti molto breve visto che si estende per due soli capitoli, forse un unicum nella produzione a fumetti Dark Horse legata a Star Wars. Si narra la fine di Palpatine, ammalato a causa di un clone difettoso, e del suo ultimo tentativo di possedere un nuovo corpo: quello del figlio di Leila. La morte lo coglierà non appena uno dei Jedi ritrovati, Brand, imprigionerà la sua coscienza nella sua impedendogli di entrare in un nuovo corpo e morendo dilaniato dalle tenebre, una risoluzione piuttosto sbrigativa ma non priva di un certo fascino.
Una bella saga quella del Dark Empire, tutto sommato. Certo, ha la sua brava magagna ma anche parecchi pregi, ed è quasi un peccato che - come si vocifera in giro - alla luce dei fatti recenti la Lucasfilm stia valutando di sbatterla fuori dal canone. Se questo accadesse avremmo di certo un EU post Episodio VI più pulito e sopportabile ma si andrebbero a perdere molti elementi importanti, come i collegamenti con
Tales of the Jedi o quelli con la bilogia dell'
Impero Cremisi creata per poter far da sequel diretto a questa trilogia. Per non parlare del recupero brillante di Boba Fett, che nello stomaco del Sarlacc non avrebbe potuto dar vita ad alcune avventure fumettistiche molto intriganti che invece gli sono capitate. Una buona via di mezzo potrebbe essere un riconsiderare alcuni elementi in modo da correggere la Saga anziché sopprimerla definitivamente.
4. Boba Fett - Morte, Bugie e Tradimenti (Wagner/Kennedy)

Una serie molto particolare questa che vede Boba Fett finalmente protagonista assoluto. L'idea di farlo resuscitare in
Dark Empire si è rivelata senza alcun dubbio vincente viste le potenzialità del personaggio. Boba Fett è perfettamente calabile in qualsiasi contesto, lo si può mettere a confronto con feccia d'ogni tipo, come con l'elìte dell'aristocrazia (infatti avrà anche una mini in cui duetterà con Vader) e lui conserverà sempre la sua ironia, il suo freddo distacco professionale. Particolare è anche il formato della miniserie che consiste in sole tre parti, lunghe però una quarantina di tavole ciascuna, molto sopra la lunghezza media, il risultato è un volumozzo piuttosto spesso e illustrato con lo stile già visto in
Dark Empire (i disegni sono ancora di Kennedy e la colorazione tendante al verdognolo è identica) e ambientato a quanto pare proprio durante la rimonta imperiale lì narrata. La volontà di dare coesione è evidente, visto anche che si tratta della prima miniserie di Star Wars prodotta dalla Dark Horse, cosa che tralaltro spiega l'atipicità del formato.
Si tratta più o meno di tre storie autoconclusive legate però dal ricorrere di personaggi e situazioni: il tema di fondo è la militanza di Boba al servizio di un Hutt innamorato. E' l'occasione di osservare più da vicino il funzionamento delle caste Hutt, come funzionano i loro matrimoni e la loro riproduzione. Tutto molto grottesco e divertente e non mancano infatti tonnellate di humor nero e intrighi familiari, con tanto di scaramucce matrimoniali, contrasti col suocero che finiscono nel sangue, ricche doti e cadaveri di vecchi nemici serviti ai banchetti. Quella degli Hutt è una realtà disgustosa, una caricaturizzazione estrema del crimine organizzato, e in questo contesto allo spettatore non rimane che identificarsi col freddo distacco di Boba, che non si lascia troppo coinvolgere e che in una realtà tanto squallida pensa giustamente al suo tornaconto. Una mini particolarmente riuscita quindi, da avere anche solo per lo stile raffinato.
5. Jabba de' Hutt - L'Arte del Commercio (Woodring/Wetherell)

Ambientata in un momento imprecisato tra Episodio IV e Episodio V, ecco la prima (e pare unica) miniserie dedicata al mitico Jabba. Trash fino al midollo, consta di quattro episodi autoconclusivi, legati però tra loro in quanto tappe di un unico viaggio d'affari che Jabba affronta per raggiungere un vecchio amico. Amico che ovviamente gli volterà le spalle immediatamente incorrendo in una reazione a catena di mosse e contromosse sempre più stupefacenti, che vedrà i due rivali seduti a un tavolo intenti a negoziare veleni, controveleni e ricatti assortiti con una flemma dovuta all'abitudine. Il primo episodio è tutto così, e ricorda infatti moltissimo la scena iniziale di
Indiana Jones e il Tempio Maledetto, in cui Indy si ritrova a negoziare lottando per la sua stessa vita. Questa scelta dei tempi narrativi giusti, questa tensione a suo modo comica caratterizzerà anche i tre episodi successivi in cui Jabba si ritroverà a fare i conti prima con una regina vermona che se lo vuole mangiare, poi con una famigliola di ricconi i cui componenti hanno il brutto vizio di assassinarsi tra loro e infine con una rivolta organizzata nel suo stesso palazzo dal suo maggiordomo Bib Fortuna. E ogni volta Jabba se ne uscirà tranquillissimamente, con uno stile e una classe che avranno dell'invidiabile. Trame argute e un'ironia in dosi massicce vengono però valorizzate/penalizzate da un comparto grafico piuttosto povero e scarno, che da un lato abbassa terribilmente la qualità dell'insieme, ma nel contempo restituisce un registro trash appropriatissimo. Insomma, un fumetto feccia, e proprio per questo terribilmente divertente.
7-12. La Bilogia dell'Impero Cremisi (Richardson-Stradley/Gulacy)
L'Impero Cremisi è una mini in sei parti, nata con l'intento di offrire una sorta di sequel alla nota trilogia del
Dark Empire. Disegnata e sceneggiata eccellentemente riesce nell'intento di raccontare nuove guerre contro ciò che resta dell'impero, senza andare a scomodare i personaggi celebri come Luke o lo stesso Palpatine. Nel far questo la serie mostra una certa classe, visto che non tira mai in ballo vecchie conoscenze ma racconta il tutto da un punto di vista decisamente insolito, quello delle guardie cremisi, bodyguard personali dell'imperatore. Dietro la morte dell'ultimo clone di Palpatine c'è stato un sabotaggio, la sua guardia personale Carnor Jax ne è il diretto responsabile, e proprio lui è il principale candidato a raccogliere l'eredità imperiale. Il suo collega Kir Canos però ha visto tutto e, fedele ad un'immagine mitica dell'impero che è solo nella sua testa, rischierà tutto per vendicare il suo signore e impedire a Carnor Jax di usurparne il trono. Già si nota come Kir Canos agisca come un uomo solo: non è più un imperiale dal momento che ciò che ha visto lo mette in una posizione scomoda e allo stesso tempo non condivide la causa della Nuova Repubblica. Questo ne fa una specie di eroe romantico, una figura non banale, testarda e perennemente in dissidio con chiunque, ma coerente con sé stesso, al punto da risultarci un "buono". Nella sua quest personale non mancherà di entrare in contatto con i ribelli con cui stringerà una momentanea allenza, ricca di risvolti etici piuttosto interessanti. E a impreziosire il tutto, oltre a un comparto grafico spettacolare, sono presenti numerosi flashback che raccontano l'addestramento di Canos, e le prove d'ammissione all'ordine affrontate su ordine di Vader e in presenza di Palpatine. Con
L'Impero Cremisi II - Il Consiglio di Sangue torna Canos, che una volta compiuta la sua vendetta, si nasconde in incognito sotto l'identità del cacciatore di taglie Kenix Kil. L'impero è ormai completamento spazzato via e ai piani alti è rimasto un gruppo di politicanti in perenne contrasto tra loro, quando però tutti loro inizieranno a perire misteriosamente Canos tornerà in azione per cercare di capire cosa sta succedendo e quanto lasciarsi coinvolgere dalla cosa. Sicuramente la seconda parte è meno soddisfacente della prima, anche solo per la troppa complessità: la narrazione imbocca un discreto numero di strade parallele facendo cadere il tutto nel dispersivo. Riuscire a ricordare i nomi e la storia di ognuno dei tredici politicanti vittime del misterioso assassino non è facile e in fin dei conti inutile, ed è frustrante che il colpevole finale rimanga nell'anonimato suggerendo che si tratti della primissima avvisaglia dell'invasione Vong, che verrà narrata soltanto nei romanzi. Al di là di questo rimane sempre una bella lettura, e il modo migliore per rimettere sui giusti binari e sminuire un po' una resurrezione imperiale che pareva un bel po' fuori posto nella continuity starwarsiana.
9. L'Ombra dell'Impero - Evoluzione (Perry/Randall)

Questa particolarissima miniserie in cinque parti rappresenta più una zoomata su un personaggio minore dell'
Ombra dell'Impero piuttosto che il suo vero e proprio sequel. Ambientata pochissimo tempo dopo Episodio VI la mini racconta di come la ex killer personale di Xizor, l'androide Guri, dopo la morte del suo capo voglia assolutamente redimersi, ripulendo la propria memoria dalle azioni brutte compiute in passato. Per far questo dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico in cui un esperto scienziato proverà a rimuoverle la programmazione relativa a questo aspetto della sua vita, col rischio però, qualora l'operazione andasse male di perdere ogni singolo dato. Una scelta difficile che fa da base a una storia che avrà anche una cornice avventurosa, dal momento che tirerà in ballo un Sole Nero ora privo di leader, dilaniato dalle lotte intestine, con la nipote di Xizor pronta a servirsi di Guri per assicurarsi la sua fetta di potere. Nella seconda metà della storia avranno modo di inserirsi in via del tutto eccezionale anche Luke, Leila, Han e il gruppetto di personaggi classici, la cui utilità nell'economia della storia è alquanto dubbia ma che fa sempre piacere vedere in questo tipo di storie, di scarsa rilevanza per la continuity. La cornice di per sé è abbastanza inutile visto che la quest personale di Guri è già abbastanza interessante di suo e perfettamente capace di reggere da sola una storia. I disegni fanno il resto, molto buoni, luminosi e con tavole ricche di splash page che fanno sempre la loro figura. Guri è disegnata con una cura certosina ed è sempre bellissima, i colori sono ben dati, come tipico di queste storie fine anni '90. Interessante come Steve Perry abbia voluto chiosare il suo romanzo, decidendo di sceneggiare un fumetto che ne riportasse in luce un personaggio, e appropriato anche [spoiler]il cameo finale di Dash Rendar, che con la sua presenza chiude perfettamente il cerchio[/spoiler]. Non sarà però un caso isolato nel mondo di Star Wars questo passaggio da un medium all'altro, visto che la stessa cosa la faranno anche Zahn e Stackpole, mentre Anderson ha sempre dimostrato di sapersi muovere all'interno di entrambi gli ambiti.
10. Darth Vader (Macan/Gibbons)

Un'acclamatissima mini in quattro parti, che narra dei tentativi (a dire il vero un po' goffi) di Vader di scoprire e poi tenere nascosto il nome del pilota che ha distrutto la Morte Nera. La serie è collocata per forza di cose subito dopo Episodio IV a Morte Nera appena distrutta, con un Luke ancora giovane e inesperto contadinello che non si rende neanche conto di cosa ha fatto e di quanto importante l'abbia fatto diventare per la Ribellione questo suo atto eroico. Vader si rende quindi conto di avere un figlio, e che questo è sopravvissuto alla morte di Padmé, e cerca in tutti i modi di evitare che Palpatine, di cui comincia a dubitare, lo venga a sapere, per poterlo magari instradare lui stesso. E' una situazione molto ghiotta anche solo perché dà modo di tornare in scena a personaggi e situazioni che nel tradizionale EU post Episodio VI possono farlo solo tramite grosse forzature. E vedere Vader in azione, temibile e nel contempo dilaniato dalla sua stessa insicurezza, è a dir poco esaltante. Peccato che anziché indugiare su di lui la serie preferisca divagare narrando altri fatti, altre sottotrame parallele, che riguardano una missione diplomatica di Luke, l'invidia provata dal pilota veterano che avrebbe dovuto volare al suo posto il giorno dell'attacco ma che era stato bloccato alla base dal morbillo, e soprattutto la missione personale di Mala, una ragazza dal corpo bruciato, unica rimasta in vita per errore di Vader a sapere il nome di Skywalker. Una storia più corale che incentrata su Vader quindi, e con disegni "d'autore" visto che è di scena il Gibbons di Watchmen, che col suo tratto "ironico" mostrerà molto bene quanto alcune situazioni siano tristemente ridicole o paradossali. Un must consigliatissimo anche solo per il suo raccontare un episodio fondamentale della mitologia, una tematica su cui i film della vecchia trilogia hanno stranamente glissato.
11-13-16-21. Squadriglia Rogue Ala-X (Stackpole-Macan-Strnad-Tolson/Biukovic-Nadeau-Erskine)

Il secondo nume tutelare della narrativa starwarsiana sotto forma di romanzo dopo Timothy Zahn è Michael Stackpole. Stackpole si colloca pienamente nella scia di Zahn riprendendone le tematiche belliche contro i soliti rimasugli imperiali. Moff nostalgici e svariate minacce di piccola taglia sono infatti il tema della sua serie di romanzi incentrati sulla Squadriglia Rogue di Wedge Antilles. Stackpole prende Wedge, che nei film era sempre stato una presenza costante ma mai protagonista e lo rende il personaggio principale di questa serie di libri, creando attorno a lui un allegro equipaggio di piloti abbastanza assortito, che di volta in volta si modifica assumendo new entry e perdendone altre. Ambientate durante il pionieristico periodo di ricostruzione della Nuova Repubblica, queste avventure sono state poi la base per la seconda (dopo
Tales of the Jedi) macroserie fumettistica di Star Wars targata Dark Horse. Una macroserie è solitamente composta di svariati archi narrativi, che, esattamente come le miniserie, vengono poi raccolti uno per uno nei TPB, i volumi americani di cui queste uscite Magic Press costituiscono il corrispettivo italiano. La serie a fumetti sugli X-Wing, i cui soggetti sono stati scritti dallo stesso Stackpole, si compone di nove archi narrativi...di cui solo otto sono però stati raccolti in volume. Inspiegabilmente il primo è stato bellamente saltato negli USA preferendo partire dal secondo, e così si è fatto anche da noi. Con la differenza che noi ci siamo fermati molto prima, pressappoco a metà serie, pubblicando quindi solo quattro volumi degli otto previsti. Di quelli giunti da noi forse il migliore è proprio il primo,
La Nave Fantasma, che vanta una sceneggiatura cristallina, una trama molto interessante e dei disegni molto espressivi. Ambientato in un campus universitario questo episodio è forse il punto più alto toccato dalla serie e benché sia solo il secondo non stupisce che si sia voluto partire da qui per pubblicare in volume la serie. Viene fatto uno inoltre uno zoom sull'infanzia di Wedge, dal cui passato arriva un nemico che per il suo aspetto "pittoresco" non può non colpire la fantasia del lettore.
Campo di Battaglia: Tatooine riporta invece le atmosfere della serie sul ben conosciuto pianeta desertico, con la squadriglia impegnata a gestire un affare piuttosto delicato che riguarda l'eredità di Jabba e l'arsenale da lui lasciato dopo la sua morte. Il volume anche se disegnato in maniera un po' caotica è veramente un giacimento di situazioni ed elementi che faranno la gioia degli appassionati, come il ritorno di Winter, il personaggio creato da Zahn nella Trilogia di Thrawn, la celebrazione dell'eroe di guerra Biggs da parte del suo codardo padre, la momentanea trasferta nel pianeta dei Twileek, Riloth, e lo svelamento finale della [spoiler]scioccante sorte di Bib Fortuna[/spoiler]. Oltre a questo il volume contiene pure una storiella extra di tredici tavole, che era stata data in omaggio coi cereali Kellogs nel 1996. Un po' più debole è il terzo volume,
La Principessa Guerriera, che invece segue la scoperta delle origini nobiliari della pilota Plourr Ilo, che aveva sempre fatto parte del cast fisso di personaggi dei passati archi narrativi. Una storia di intrighi di corte un po' telenovelesca ma gradevole.
Requiem per un Rogue infine è lo story arc più cupo, ma anche il più semplice. Per recuperare una nave Bothan naufragata, la squadriglia si ritrova su una luna boscosa e disabitata in cui il Lato Oscuro sembra esercitare uno strano influsso sulle menti di chi ci capita. La storia prende le mosse, senza alcuna soluzione di continuità con il volume precedente, dal pianeta di Plourr dove lei si è definitivamente stabilità e vedrà nel finale [spoiler]il sacrificio di ben due personaggi principali, che escono così definitivamente di scena[/spoiler]. Ognuno di questi volumi è composto da un arco in quattro parti, e non è dato sapere il contenuto dei volumi successivi, mai giunti da noi, visto che la serie si conclude nel 1998, prima dell'uscita di Episodio I e che ora come ora se anche la Panini volesse pubblicare altro materiale oltre alle Guerre dei Cloni, non attingerebbe certo a questa produzione un po' datata. Insomma anche nella più rosea delle ipotesi, sarà pressocché impossibile vedere il proseguio di questa serie nel nostro paese.
14. Mara Jade - Il Braccio dell'Imperatore (Zahn-Stackpole/Ezquerra)

Timothy Zahn, coadiuvato dal suo "complice" Stackpole si dà al fumetto per raccontare le origini del personaggio di Mara Jade, da lui introdotto nei romanzi della Trilogia di Thrawn. Pur continuando a sembrare un po' strana l'idea che Palpatine si servisse di questa Jedi Oscura (non direi che sia possibile considerarla Sith) per i suoi scopi, la serie è molto azzeccata. Si tratta di una mini in sei parti (lunghezza finora adottata solo per saghe importanti come
L'Impero Cremisi, il
Dark Empire o
Le Cronache dei Jedi) che racconta delle difficoltà che Mara deve affrontare dopo la morte di Palpatine, in quei difficili giorni di interregno che vedono l'impero sgretolarsi nella lotta tra le fazioni. Leale all'imperatore e per questo in un certo senso "buona" (ricorda Kir Canos) Mara si ritroverà senza più alcuna protezione e in balia di funzionari imperiali che non vedono l'ora di sbarazzarsi di lei. Eppure tra un'evasione e l'altra, Mara riuscirà a portare a termine la sua ultima missione, quasi per sfizio personale, che consiste nell'annientare la Nebulosa Nera, sorta di erede del Sole Nero.
Anche se la sua presenza nella Saga a molti fan di Star Wars non è mai andata giù, leggendo questo volume non si può fare a meno di solidalizzare con lei, di provare tenerezza durante il suo tentativo di costruirsi una vita normale come cameriera di un bar. Un finale piuttosto veloce però, che sarebbe stato meglio diluire anche solo per dare una degna chiusa al saliscendi emozionale che riserva il lettore durante le peripezie di questa poveraccia.
15. Boba Fett - Nemico dell'Impero (Wagner/Gibson-Nadeau)

La seconda miniserie dedicata a Boba Fett si articola stavolta in quattro parti, e viene ambientata nell'assai poco sfruttato canglo epocale che divide le due trilogie, in quell'epoca oscura in cui Darth Vader spadroneggiava e la galassia veniva oppressa. Un periodo perfetto per raccontare qualsiasi tipo di storia senza dover tirare in ballo per forza i soliti volti noti che il sovrautilizzo rende sempre meno credibili, come sembrerebbe aver capito lo stesso Lucas dal momento che ha annunciato di volerci ambientare un telefilm. Una storia bella che conserva lo humor che Wagner ha già dimostrato di saper infondere nella scorsa miniserie con protagonista Boba Fett: feccia spaziale, cacciatori di taglie, criminalozzi e patetiche vittime sono di nuovo all'ordine del giorno. Molto divertenti anche le divagazioni sui monaci pessimisti, tuttavia in tutto aleggia stavolta un elemento di serietà, e cioè il "tesoro" che Boba Fett deve recuperare per Vader, salvo poi apprendere di dover morire. Il fatto che il contenuto dello scrigno celi [spoiler]la testa vivente di un'oracola, in grado di prevedere il futuro[/spoiler], offre alcuni spunti per indagare alcuni aspetti del rapporto tra Vader e Palpatine, e il combattimento finale tra due grandi personaggi come Boba Fett e Darth Vader è a dir poco esaltante. Una serie soddisfacente quindi anche se graficamente parlando potrà lasciare un po' straniti visto che si cerca di ricreare in qualche modo lo stile sporco e caricaturale di Kennedy, riuscendo solo parzialmente nell'impresa.
17. Accademia Jedi - Leviatano (Anderson/Carrasco)

Anderson è il filologo tra gli autori dell'Expanded Universe. Attivo sia nel settore libresco che in quello fumettistico ha curato in passato sia la serie
le Cronache dei Jedi insieme a Veitch che la sua serie di romanzi personale, incentrata sulla nuova generazione di Jedi che Luke sta addestrando. I riferimenti tra queste opere anche distanti tra loro nel tempo si sprecano: il personaggio di Exar Kun viene infatti messo in scena retroattivamente nella serie a fumetti, quando Luke si era trovato a doverne combattere lo spirito in uno dei libri della serie Accademia Jedi. Ora Anderson, con un briciolo di civetteria, fa ciò che avevano fatto pure Zahn e Stackpole trasportando nel medium fumetto quanto ha creato nella sua serie di romanzetti. Ecco quindi uscire una mini in quattro parti, che rientra perfettamente nelle atmosfere di quella serie, utilizzandone gli stessi personaggi e dando quasi per scontate le loro storie. La passione filologica nerd di Anderson emerge fin dalle prima pagine, quando Luke prima e Leila poi elencano le vicende che li hanno coinvolti durante tutto il periodo post Episodio VI. Ecco quindi venir enumerati i romanzeschi Thrawn e Daala, e la fumettistica resurrezione dell'imperatore, provenienti da due tradizioni quasi in contrasto tra loro ma qui uniti con una particolare attenzione verso i principi del sincretismo. Ridondante certo, ma a suo modo deliziosamente ingenuo.
Il resto della storia non è niente di che, e infatti non si tratta d'altro che di una missione di questi nuovi Jedi, che lasciati soli da un Luke che non vuole interferire, dovranno sconfiggere il mostrone di turno, responsabile della distruzione di un pianeta. Lettura scorrevole, questo sì, con disegni senza né infamia né lode, ma abbastanza dimenticabile proprio per via di questa vicenda, adatta più ad un episodio di una serie televisiva che a una miniserie appositamente dedicata.
18. Darth Maul (Marz/Duursema)

Ed ecco giungere in Italia la prima miniserie appartenente ad un nuovo EU, non più l'abusata guerriglia post Episodio VI contro i nostalgici del duce, ma episodi più plausibilmente inerenti ai fatti dei film. Con la Nuova Trilogia è iniziata una nuova era infatti, in cui si pensa più a colmare i vuoti tra un film e l'altro che a immaginare forzati sequel. A svolgere questo onorato incarico è la macroserie
Republic, considerata la testata portante su Star Wars che con il suo centinaio di numeri e i suoi innumerevoli archi narrativi ripercorre, praticamente in tempo reale con l'uscita dei film, l'intero arco che va da Episodio I a Episodio III. Di conseguenza ecco che le miniserie ambientate in questo periodo (come
Jedi o
Obsession) diventano una sorta di tie-in, subordinate a questa sorta di serie portante. E' il caso di questa mini di quattro episodi che fa da antecedente immediato ai fatti visti in Episodio I, facendoci seguire Maul da vicino in una missione affidatagli da Palpatine che lo vedrà annientare uno per uno i leader del Sole Nero di allora. Veloce, silenzioso, spettacolare sono aggettivi che potrebbero riferirsi tanto al protagonista della storia quanto al volume stesso visto che in fin dei conti è tutto una grande scusa per mostrarci Maul in pose plastiche e dinamiche. La vicenda, semplice semplice, la si può leggere velocissimamente dando una sfogliata, dal momento che si esaurisce in una serie di combattimenti silenziosi, eppure risulta forse una delle letture più belle a tema Star Wars, proprio per il carisma implicito del personaggio. Molti hanno avuto da ridire in merito al sottoutilizzo di un personaggio come Maul all'interno della
Minaccia Fantasma, tutti si aspettavano chissà cosa da lui, e invece hanno avuto "solo" un nemico agile e stupendo a vedersi, una furia visionaria e estetica che, secondo le dichiarazioni dello stesso Lucas, altro da questo non voleva certo esserlo. E il volume, perfettamente coerente con questo ci offre lo stesso tipo di spettacolo. Un caloroso applauso a Duursema che ritroveremo poi proprio nella serie
Republic.
19. Matrimonio (Stackpole/Teranishi)

Quando si cita il punto più basso mai toccato dall'EU, molti fanno riferimento proprio a questa terribile mini da quattro in cui vengono raccontate nel dettaglio le nozze tra Luke e Mara Jade, chiosando una love story che si protraeva dai tempi della trilogia di romanzi di Timothy Zahn. Il "colpevole" di cotanto misfatto pare essere ovviamente Stackpole che onorando l'operato del suo amico Zahn riesce a infilare in questa speciale celebrazione tutta una galleria di personaggi creati da lui quali Winter, Talon Karrde e ovviamente Mara Jade. Non mancano i componenti della "sua" squadriglia Ala-X che alla cerimonia non possono certo mancare. Lo spunto per un simile abominio viene dato da certi speciali del Marvel e del Dc Universe che tra una pacchianata e l'altra celebrano i matrimoni di questo o quel supereroe, facendo uscire anche edizioni differenti dello stesso albo celebrativo. La pacchianata in questo caso sta tutta nel poter vedere finalmente Luke, Lando, Han e tutto il gruppetto alle prese con la vita quotidiana e le problematiche comuni di un simile evento, traslate però nell'universo narrativo starwarsiano. E se la cosa non fosse infinitamente triste e di cattivo gusto, sarebbe quasi divertente. E infatti presa come divertissement la serie funziona anche, e infatti dà modo di vedere l'addio al celibato di Luke che consiste in una scazzottata in osteria accompagnato da Han e Lando, oppure i giretti di Mara Jade accompagnata da Leia, Winter e altre comari in giro a far spese. E non manca la sottotrama d'azione! Alcuni filoimperiali non vedono infatti di buon occhio il matrimonio tra i due e cercano di mandare a monte la cerimonia rovinando l'abito della sposa, salvo poi pentirsi e redimersi all'ultimo momento.
In questo clima da fiction/telenovela ci stanno a fagiolo i "disegni" di Chuckry, che più che disegni somigliano più a delle fotografie modificate con photoshop. La cosa ha dell'inquietante, specie visto che spesso e volentieri alcune loro espressioni sono assolutamente fuori luogo, i personaggi fanno delle smorfie oscene che incredibile a dirsi sono assolutamente realistiche e plausibili, seguendo alla perfezione i lineamenti degli attori di riferimento. Come se l'obiettivo fosse stato prendersi gioco dei difetti fisici di Hammil, della Fisher & co. Questo effetto "rotoscopico" poi, non fa altro che accentuare il feeling da telenovela, dal momento che dà al tutto un taglio da fotoromanzo. Insomma, un pezzo da collezione!
20. Chewbacca (Macan/AAVV)

E finalmente anche il caro vecchio "Ciube" ha la sua miniserie in quattro parti. Peccato che tale onore gli venga tributato solo da morto. Eh già, perché secondo l'EU il caro Wookie perisce nelle guerre contro i Vong, popolazione che invade la galassia in epoca molto tarda, e a cui vengono dedicati fior fior di romanzetti. Va anche detto che questa guerra contro i Vong è un'invenzione piuttosto gratuita, fatta più per avere un pretesto per tirare in ballo nuovamente il solito vecchio cast, che sennò una volta ripulito l'universo dai nostalgici del vecchio regime, correrebbe il rischio di vivere una vecchiaia serena. Ma che piaccia o no sono eventi che sono entrati di diritto nel database della Lucasfilm e come tali devono essere messi in conto quando si parla di EU. L'intera miniserie altro non è che una celebrazione dello Wookie, morto da poco. C-3PO e R2-D2 passano in rassegna una per una tutte le persone che hanno avuto in passato a che fare con Chewbacca, con lo scopo di intervistarle e realizzare così una raccolta di aneddoti con cui salutare l'amico. Si parte dalla moglie e dal padre, quegli stessi Mallatobuck e Attichitcuk che avevamo avuto modo di conoscere nel tremendo
Star Wars Holiday Special, restituiti qui ad una dimensione un filino più appropriata alla visione lucasiana di Star Wars. I due raccontano un paio di aneddoti "tribali" in cui Chewbacca si è distinto per coraggio, possenza e orgoglio, dopodiché si passa a intervistare un po' di feccia spaziale, che da lui ha ricevuto in un certo qual modo una lezione. Vengono introdotti così gli aneddoti dello schiavista Sooh e di Mala Mala, quella stessa esserina dal corpo bruciato già vista in
Darth Vader, che qui avrà modo di raccontare le sue drammatiche origini. Ogni episodio ha un disegnatore differente, e per illustrare questo viene nuovamente chiamato Gibbons che aveva ideato graficamente il personaggio.
Si passa poi a intervistare il padre di uno Wookie albino, ucciso da Chewbacca in un regolamento di conti tribale, che avrà modo di raccontare un episodio a cui Lucas ha sempre tenuto tanto e che aveva vietato di raccontare fino a questo momento: il primo incontro con Han Solo, quando lui era ancora un soldato imperiale desideroso di ribelllarsi. Il cerchio poi si stringe intorno ai personaggi più famosi, quindi tocca a Wedge e Lando raccontare qualcosa, e i due si inventano aneddoti piuttosto ridicoli, quello di Wedge specialmente, in cui Ciube fa figure piuttosto comiche. Ma un pugno nello stomaco è invece la testimonianza di Leila, che più che una storia è un triste monologo in cui si rammarica della sua infelice condizione. E' una Leila invecchiata malissimo, parecchio imbruttita, e schiacciata dal rimpianto e dal rancore verso Chewbacca, che implicitamente accusa di averle sempre tenuto distante il marito. Una Leila che sembra piuttosto non sapere bene con chi prendersela per tutte le sue recenti sventure, i cui veri responsabili sembrano essere invece gli autori EU che non hanno saputo inventare un percorso sereno per raccontare le avventure post Episodio VI dei personaggi principali. Una figura migliore non la fanno Luke e Han, il primo talmente intristito dagli eventi da non saper raccontare altro che gli ultimi momenti di Chewbacca prima di morire, mentre il secondo è messo ancora peggio, ridotto a parlare da solo facendo finta che il suo amico sia ancora con lui, quando così non è. Il suo aneddoto è paradossalmente il più brutto e anonimo di tutti e lascia un grande amaro in bocca. Il volume però è forse uno dei più riusciti, ricco di materiale interessante, di guest star importanti e di riflessioni non banali e con una discreta dose di pathos. Il modo migliore di salutare Chewbacca...sempre che doverlo salutare sia da considerarsi una cosa positiva.
22. Cacciatori di Taglie (Truman/McCaig, Schultz/Rubi, Mangels/Nadeau, Stradley/Saltares)

Giungono al termine le pubblicazioni Magic Press con quest'ultimo volume di Star Wars. Un volume veramente bello che propone una miniserie incentrata sui cacciatori di taglie, figure da sempre ben presenti nello scenario di Star Wars. La serie è peculiare visto che conta solo tre albi, dedicati ognuno a una storia differente, non legata alle altre due. Il cacciatore di taglie preso in esame cambia ogni volta, e nella versione raccolta in volume vi si aggiunge come extra una quarta storia, uscita a solo molto tempo prima ma assolutamente al suo posto in questa antologia visto che parla di Boba Fett, cacciatore di taglie per eccellenza. Si inizia con
Aurra Sing, cacciatrice di taglie apparsa di sfuggita durante la gare dei Pod in Episodio I e poi ripresa più volte all'interno dell'EU legato alla nuova trilogia. Una storia divertente e sorprendente, chinata però in maniera un po' pesante, ma con un effetto complessivo molto gradevole. Si passa poi a quella che è la perla dell'albo,
Il Prezzo di una Canaglia disegnata e colorata in maniera stupenda. In questo gioiellino di ritmo e umorismo sono di scena Bossk, Dengar e 4-LOM, i cacciatori che si intravedono nell'Episodio V e che vengono poi ripresi nell'
Ombra dell'Impero. I tre hanno a che fare con un Lando più sfuggente che mai, e la storia si colloca durante il periodo di prigionia di Han nella grafite. Viene tralaltro spiegato come abbia fatto Lando in così poco tempo ad infiltrarsi senza troppi problemi tra le guardie di Jabba. In terza posizione viene inserita la storia extra, realizzata in precedenza come uscita singola e inclusa qui dentro a posteriori:
Boba Fett - Motori di Distruzione in cui Boba si ritrova a fronteggiare un impostore. Godibile, anche se per forza di cose ha un look più datato rispetto alle altre. Va segnalato anche il fatto che si veda Boba Fett interagire più volte con Dengar, col quale sembra avere un rapporto di amicizia, dal momento che l'ha salvato dal Sarlacc. Forse un out of character che ne pregiudica la freddezza e il distacco, ma per certi versi anche un elemento di tridimensionalità non da poco. Infine abbiamo
Kenix Kill che altri non è che l'identità alternativa di quel Kir Canos conosciuto nell'
Impero Cremisi. Torna così un grande personaggio, con una storia che va a colmare il vuoto tra i due volumi che ne compongono la bilogia, e che spiega quindi cosa lo portò a vestire i panni fittizi di un cacciatore di taglie. Un volume che da solo abbraccia la più completa gamma di periodi possibile con storie che si inseriscono sia prima che dopo l'esalogia e persino nelle intercapedini tra un film e l'altro. Storie che colmano vuoti sia filmici che dell'EU e che restituiscono in pieno la sensazione di immensità che solo l'epica della galassia lontana lontana può dare. Una chiusura sfavillante per una serie di albi di cui si sarebbe sentita la mancanza per anni e anni.
-. I Nuovi Adattamenti (Gilroy/Damaggio, Gilroy/Duursema, Lane/Wheatley)

Gli adattamenti dei film della Nuova Trilogia non sono stati mai pubblicati da Magic Press qui da noi.
La Minaccia Fantasma e
L'Attacco dei Cloni furono infatti pubblicati a parte da Fabbri Editori, mentre
La Vendetta dei Sith rappresenta un nuovo punto d'inizio per il cammino editoriale italiano di Star Wars visto che è il volume con cui i diritti di pubblicazione passano da Magic Press a Panini Comics. Tutti e tre sono stati pubblicati come miniserie in quattro parti, formato oramai considerato lo standard per una miniserie di media lunghezza, anche se i singoli episodi presentano una foliazione ben maggiore rispetto alla media dal momento che si aggirano sopra la trentina di tavole. inutile dire che il trend qualitativamente positivo iniziato nei normali fumetti si riflette anche in questi adattamenti che appaiono molti migliori dei loro predecessori Marvel, sia graficamente grazie a delle colorazioni più accattivanti, che narrativamente, grazie invece alle meraviglie della decompressione. Il primo film è forse quello che risente un po' dei segni del tempo, disegnato con uno stile un po' inespressivo (ma tutto sommato rispettoso nelle somiglianze con gli attori), ma già nel secondo con i disegni di Duursema (uno dei fuoriclasse di
Republic) le cose migliorano sensibilmente. E' con il terzo però che si ottiene una sintesi perfetta tra cinema e fumetto, con immagini che sembrano star raffigurando direttamente gli attori, con un filtro pastello di classe, molto lontano dall'effetto filtro fotografico di
Matrimonio. E quel che conta è che il pathos dei film si ripresenta anche sulla carta stampata, obiettivo difficile a raggiungersi per qualsiasi adattamento. Va segnalato anche che essendo ormai introvabili i volumi Fabbri Editori, se si vuole recuperarli si può optare anche per il volume dei Classici Oro di Repubblica, che racchiude tutte e tre le storie.
-. Obsession (Blackman/Ching)

Era dal 2003 che non venivano pubblicati fumetti di Star Wars in Italia. Con
Cacciatori di Taglie la Magic Press aveva chiuso le pubblicazioni relative, e fu così che fino al 2005, anno dell'uscita di Episodio III nei cinema, fu il totale blackout. La nuova proprietaria dei diritti, la Panini, attese l'uscita del film per lanciare sul mercato il relativo adattamento nonché questo primo assaggio di Expanded Universe, che avrebbe dovuto testare i gusti del pubblico per cercare di capire se fosse stato il caso di far riattecchire in Italia il fenomeno Star Wars. Ambientata pochi mesi prima di Episodio III durante la fine delle Guerre dei Cloni, questa miniserie di cinque episodi é la storia della ricerca ossessiva da parte di Obi-Wan Kenobi di Asajj Ventress, l'aspirante Sith già vista in
Clone Wars, la serie animata di Genndy Tartakowsky, nonché in svariati numeri della macroserie
Republic di cui questa mini costituisce una sorta di divagazione. Sconfitta da Anakin per la prima volta su Yavin 4 e poi svariate volte nel corso dei fumetti (e dei futuri episodi della serie 3D), Asajj rappresenta per Obi Wan la proiezione di ciò che sarebbe potuto diventare (e che diventerà) il suo allievo se anzichè da Qui-Gon fosse stato trovato su Tatooine da Darth Maul. Questo spinge il Jedi a sprecare i giorni della sua licenza nell'affannosa quanto inutile (a detta di Anakin che crede che Ventress sia morta) ricerca della Jedi rinnegata. Obi-Wan crede di poterla redimere e trascina Anakin e mezzo consiglio Jedi su Boz Pity, pianeta cimitero, dove intraprende l'ennesima battaglia contro l'esercito separatista. All'interno della storia trova spazio inoltre un lungo combattimento contro il cacciatore di taglie Durge, introdotto pure lui nella serie 2d di Tartakovski e poi ripreso più volte negli albi di
Republic. E' chiaro che la serie voglia essere una sorta di saluto definitivo per entrambi questi due personaggi, caratteristici delle Guerre dei Cloni, la cui sorte, tragica o meno viene qui narrata una volta per tutte. Un po' strano che non si sia voluto fare questo all'interno della serie regolare dove entrambi avevano avuto una massiccia dose di apparizioni. Triste poi notare con il senno di poi che pur venendo recuperata in seguito Asajj per gli episodi della serie tv 3D (ambientati certamente prima di Obsession) la stessa cosa non accadrà a Durge che troverà in Grievous una sorta di rimpiazzo ideale, per il ruolo di cattivone pseudo-robotico. Ad ogni modo quel che va delineandosi dalla lettura di questa serie dedicata a Ventress è un personaggio molto triste, con un malessere esistenziale enorme, che proprio da questa sua frustrazione trae forza. La sua rabbia cieca la rende potente, e sarebbe stato bello se questo potesse esser raccontato meglio tramite qualche flashback sul suo passato.
I disegni di Ching rinunciano spesso al iperrealismo e alla somiglianza coi personaggi del film per privilegiare l'appeal visivo, cosa a mio parere assai positiva, che rende ancor più accattivante il volume. Insomma, un must have, che però forse a causa di questo suo dipendere troppo dai fatti del cartone e dei fumetti può esser parso piuttosto limitato ad occhi profani. Questo spiegherebbe il motivo per cui i fumetti di Star Wars sarebbero nuovamente caduti nell'oblio per altri tre anni.
-. Rebellion (Williams/Badeaux-Lacombe)

Pare che la macroserie starwarsiane procedano a coppie: come
Tales of the Jedi trova il suo degno successore in
Knights of the Old Republic, come
Republic ha la sua degna prosecuzione in
Dark Times, ecco che la lunga epopea di
Empire durata una quarantina di numeri, trova un sequel diretto nella serie
Rebellion.
Rebellion non avrà altrettanta fortuna, visto che dopo sedici albi e quattro archi narrativi verrà chiusa, ma perlomeno avrà "l'onore" di essere scelta dalla Panini Comics nel 2008 come test per provare a dare una seconda possibilità alla Saga. Vengono così fatti uscire, con una strategia sostanzialmente differente, non un volume ma ben tre albetti da edicola che racchiudono il primo arco narrativo della serie,
Mio Fratello, il Mio Nemico arco narrativo lungo cinque episodi (corrispondente a più o meno un terzo della serie complessiva) che vede Luke fare i conti col suo passato, quando scoprirà che Tank il suo amico d'infanzia milita come ufficiale imperiale. Sono pagine molto belle che affrontano scenari e situazioni della Vecchia Trilogia secondo una sensibilità nuova, più raffinata, maturata dopo anni e anni di pausa dal vecchio modo di fare EU. Si parla di fatti ambientati tra gli episodi IV e V con un Luke ancora un po' inesperto e la ribellione piena di soggetti interessanti. Molti fatti avvenuti in
Empire però vengono dati per scontati, e toccherà ad un ottimo apparato redazionale spiegare i punti oscuri. Inoltre ognuno dei tre albi contiene due episodi, sicché per appaiare l'ultimo viene scelta una gradevole storiella autoconclusiva tratta da
Empire,
Target: Vader. L'esperimento stavolta sembra avere successo e, complice l'imminente arrivo della serie tv
The Clone Wars Panini mette programma per l'anno successivo l'uscita dei nove volumi sulle Guerre dei Cloni, che proporranno l'intera seconda metà di
Republic, condita con alcune miniserie quali
Jedi o la stessa
Obsession, che si troverebbe addirittura a venir ristampata.