Portando stamattina un gruppo di marmocchi in una biblioteca attrezzata con "sala cinema", mi sono recuperato questo film d'animazione che avevo trascurato. (Ok, ho truccato la votazione su "quale film volete vedere?" solo perchè gli altri film li avevo già visti, dettagli

)
E per di più, me lo sono guardato senza ricordarmi minimamente che avesse vinto l'Oscar, (cosa che mi è tornata alla mente solo una volta aperto questo topic), quindi la mia visione non è stata influenzata da alcuna aspettativa alta o astio per amore della PIXAR.
Tecnicamente parlando, ho apprezzato.
Certo, visivamente non è accattivante come i pinguini cartooneschi di Surf's Up, ma almeno utilizzare il fotorealismo è un esperimento interessante, che trasmette sensazioni nuove, nel vedere pinguini fotorealistici che ballano il tip-tap; se lo stesso fosse stato realizzato in versione cartoon lo stupore sarebbe stato minore. O comunque qualcosa di già fatto.
Sembra che si sia trovato un utilizzo efficace per quel fotorealismo sfruttato inizialmente per il film di Final Fantasy, ma che evidentemente è molto adeguato per film che hanno per protagonisti animali o altri esseri che non potrebbero recitare in altri modi. Inoltre il fotorealismo è in qualche modo "truccato", dato che lo stesso protagonista ha quegli occhioni azzurri e le occhiaie (prelevati direttamente dal suo doppiatore Elijah Wood) e che lo avvicinano a un personaggio dei cartoon senza farlo sembrare fuori luogo.
Per quanto riguarda gli esseri umani, concordo con quanto detto su Grrodon per il live action, ma non mi pare sia l'unica tecnica; quando Mambo è dentro all'acquario, si intravedono umani che vengono "coperti" attraverso ombre e vedo/non vedo, ma che mi sono sembrati fatti al computer, anche se di alta qualità. Se non mi sbaglio, alcuni momenti (come il sorriso della bambina) sono un grande passo avanti nella recitazione umana fotorealistica, facendo sprofondare nella vergogna opere come Beowulf.
Per quanto riguarda la trama, è meglio di quanto mi aspettassi.
Ad essere precisi, la prima metà del film è esattamente ciò che mi aspettavo: pinguini ballerini, canzoni rockpop riutilizzate (ma non hanno un briciolo dell'efficacia e della seconda lettura che hanno in Moulin Rouge, o in Across the Universe), personaggi carucci ma nessuno di veramente bello, e giusto un paio di battute che mi strappano un sorriso. La sceneggiatura non brilla, e la vicenda prosegue in modo piuttosto lento, preferendo inserire sequenze cantate e ballate a ogni piè sospinto; l'unica che mi sia piaciuta veramente è stata
Somebody to Love. Per il resto, ho avuto l'impressione come che questo film fosse derivato da un breve filmato-tormentone (tipo l'ippopotamo degli Happy Hippo e cose così), nel quale si vede un pinguino ballerino, tutto il mondo lo clicca e lo ama, e i produttori hollywoodiani decidono di farne un lungometraggio, senza una vera e propria idea di fondo.
Nessuno dei pinguini (a parte il protagonista e gli spagnoli) è riuscito a pieno, e ho avuto l'impressione che tutte le caratterizzazioni fossero piuttosto superficiali, con un qualcosa che manca. Per questo posso confermare che la frase di Elik che se fosse stato un film Disney sarebbe stato uno dei migliori Classici Disney, mi pare un tantinello esagerata.
Poi però parte il viaggio di Mambo per cercare di convincere "gli alieni" a restituire il pesce ai pinguini, e tutto diventa più interessante.
Ad essere precisi, il film guadagna un paio di punti quando Mambo è prigioniero dell'acquario, e sconsolato si rende conto sconsolato che è in gabbia.
Ho pensato che quello sarebbe stato un finale perfetto, anche sapevo che non sarebbe mai successo perchè è un film per bambini.
Poi la rivalsa, Mambo sfrutta la sua abilità e improvvisamente tutti i visitatori lo ammirano incantati, la stampa si accorge di lui; insomma, quegli "alieni" che lui temeva gli riconoscono quella bravura che i suoi simili gli avevano negato.
Ho pensato che quello sarebbe stato un finale perfetto, e avevo sospettato che il film potesse realmente finire così, anche se è un film per bambini.
Insomma, il protagonista che è sempre stato disprezzato dai suoi simili come il Brutto Anatroccolo, trova finalmente un luogo dove può essere realmente spontaneo, un palco dal quale tutti lo applaudono rendendolo felice.
Questo luogo è fittizio, una riproduzione del suo ecosistema, ma Mambo è chiaramente felice pur essendone consapevole; insomma, una situazione filosofica alla Matrix, dove si può riflettere se è meglio vivere in un mondo reale "brutto", o in un mondo fittizio "bello".
Purtroppo non è questa la strada scelta dagli autori, che hanno preferito optare per un finale più canonico, col classico ritorno dalla famiglia e dagli amici, il ribaltamento delle opinioni negative sul protagonista, e il salvataggio dell'ecosistema.
Tutto ciò mi è parso un po' sottotono, e anche forzato, dopo che ho visto sfumare il finale che nella mia mente era molto più interessante.
In primis, il localizzatore che viene applicato a Mambo l'ho trovato ridicolo: veramente gli umani farebbero una cosa simile, oppure sfrutterebbero l'animale più come un fenomeno da baraccone per cercare di trarne il maggiore ricavo economico?
E poi, le maggiori potenze mondiali decidono di smettere di pescare pesce solo perchè un esercito di pinguini si è messo a ballare il tip-tap? Ok, col buonismo, ma qui si esagera.
Per non parlare del "ehi, vogliono comunicarci di smettere di pescare il loro pesce!", al cospetto del mega-ballo di gruppo; ora, non so quale collegamento mentale possa portare dal balletto al voler trasmettere un messaggio simile, evidentemente l'umano che pronuncia quella battuta nel film si era appena visto il primo tempo di Happy Feet, perchè non vedo altro modo di fare una deduzione simile.
Comunque, un film carino, anche se con diverse potenzialità sfruttate a metà.