[Disney/MCU] Thunderbolts*
Uhm. Che il vero titolo possa essere Dark Avengers?
«È uno strano mondo.»
«Facciamo in modo che non cambi.»
(Warren Ellis, Planetary)
«Facciamo in modo che non cambi.»
(Warren Ellis, Planetary)
https://youtu.be/v-94Snw-H4o?si=U3y3zh_c91_Tuefr
Primo trailer, quasi del tutto uguale a quello mostrato qualche tempo fa al Comicon. Si prospetta una lineup di personaggi secondari interessantissimi:
-un clone di cap con lo scudo
-un clone di cap con lo scudo
-un clone di cap con lo scudo
-un clone di cap senza scudo
-una vedova nera
-ghost
I quali, come villain, dovranno affrontare Sentry, uno dei personaggi più potenti della Marvel che tiene testa a Hulk, per dire, boh.
Comunque sono curioso di sapere cosa faranno con alcuni di questi personaggi, in passato non caratterizzati troppo bene, come Us Agent.
Primo trailer, quasi del tutto uguale a quello mostrato qualche tempo fa al Comicon. Si prospetta una lineup di personaggi secondari interessantissimi:
-un clone di cap con lo scudo
-un clone di cap con lo scudo
-un clone di cap con lo scudo
-un clone di cap senza scudo
-una vedova nera
-ghost
I quali, come villain, dovranno affrontare Sentry, uno dei personaggi più potenti della Marvel che tiene testa a Hulk, per dire, boh.
Comunque sono curioso di sapere cosa faranno con alcuni di questi personaggi, in passato non caratterizzati troppo bene, come Us Agent.
Thunderbolt* è venuto fuori molto bene, e se ne sono accorti tutti.
E in effetti parte da una base sana. Si ricorda cosa davvero piacque del MCU e dunque lo riproduce per bene, senza troppe sofisticazioni. La Fase 1 lo rese palese: era come il giochino del piccolo chimico. Si preparavano sostanze e reagenti a parte, poi le si mescolava insieme e ci si godeva lo spettacolo. Era tutta questione di interazioni: era bello conoscere Tony, Hulk, Thor, Cap uno alla volta e poi vederli interagire di colpo tra loro, contro Loki e via dicendo. In questi anni il progetto si è però sfilacciato, qualcuno ha pensato che il punto di tutto fosse costruire un universo narrativo enorme, ricco di eroi e sottoeroi, generi e sottogeneri per venire incontro ad ogni target, genere, età, etnia possibile, con la scusa di star attingendo a un secolo di diversificata tradizione fumettistica. Si è pensato che il punto fosse riuscire a trasferire in una Hollywood sempre più crossmediale le stesse dinamiche dispersive del cartaceo, espandendosi il più possibile e rimandando sempre più il momento di tirare le somme. Ci hanno guadagnato un pubblico stanco e per nulla disposto a fare i compiti, specie se i compiti includevano progetti strani, collegamenti ad altre timeline, cartoni animati e via dicendo.
Ma Thunderbolts* ci riporta all’illusione iniziale di star seguendo un percorso. Prende i personaggi di Black Widow, FATWS e costruisce un anti-Avengers ispirato e pieno di simpatia e personalità. Riannoda fili lasciati sospesi dall’inizio della Fase 4 e ci proietta verso un futuro organico. Nel far questo si gode il suo cast e lo fa godere anche a noi, ricordandoci di avere in mano figure paradossali e di spessore. Red Guardian e Yelena sono due pezzi da novanta, personaggi proprio belli e ben sviluppati: lei a metà strada tra assassina nichilista e bambinetta ingenua, lui un bambinone egotico con una luce dentro che lo rende a suo modo genuino. Entrambi incastrati in quel residuo di familiarità farlocca che inconsciamente portano avanti anche decenni dopo la fine della loro copertura. Bellissimi. E non è da meno John Walker, detestato da chiunque compreso sé stesso.
E poi c’è un’altra cosa da dire. Questo è un film sulla depressione. E’ proprio il tema portante, che regala alla pellicola una sua identità specifica. Non la racconta in modo didascalico o verbale, ce la fa vedere, usando effetti speciali, trovate visive e “schiette metafore”. Fa quello che dovrebbe fare un buon film MCU, anzi fa quello che deve fare un buon film. Anzi la sparo: fa quello che dovrebbe fare un buon film DISNEY.
Pare che la Fase 5 finisca qui, sempre che abbia senso ancora parlare di Fasi. E considerato tutto quello che vediamo alla fine, le due post credits, il senso dell’asterisco nel titolo, e i numerosi easter egg presenti nei titoli di coda è tra i migliori finali di fase di sempre.
E in effetti parte da una base sana. Si ricorda cosa davvero piacque del MCU e dunque lo riproduce per bene, senza troppe sofisticazioni. La Fase 1 lo rese palese: era come il giochino del piccolo chimico. Si preparavano sostanze e reagenti a parte, poi le si mescolava insieme e ci si godeva lo spettacolo. Era tutta questione di interazioni: era bello conoscere Tony, Hulk, Thor, Cap uno alla volta e poi vederli interagire di colpo tra loro, contro Loki e via dicendo. In questi anni il progetto si è però sfilacciato, qualcuno ha pensato che il punto di tutto fosse costruire un universo narrativo enorme, ricco di eroi e sottoeroi, generi e sottogeneri per venire incontro ad ogni target, genere, età, etnia possibile, con la scusa di star attingendo a un secolo di diversificata tradizione fumettistica. Si è pensato che il punto fosse riuscire a trasferire in una Hollywood sempre più crossmediale le stesse dinamiche dispersive del cartaceo, espandendosi il più possibile e rimandando sempre più il momento di tirare le somme. Ci hanno guadagnato un pubblico stanco e per nulla disposto a fare i compiti, specie se i compiti includevano progetti strani, collegamenti ad altre timeline, cartoni animati e via dicendo.
Ma Thunderbolts* ci riporta all’illusione iniziale di star seguendo un percorso. Prende i personaggi di Black Widow, FATWS e costruisce un anti-Avengers ispirato e pieno di simpatia e personalità. Riannoda fili lasciati sospesi dall’inizio della Fase 4 e ci proietta verso un futuro organico. Nel far questo si gode il suo cast e lo fa godere anche a noi, ricordandoci di avere in mano figure paradossali e di spessore. Red Guardian e Yelena sono due pezzi da novanta, personaggi proprio belli e ben sviluppati: lei a metà strada tra assassina nichilista e bambinetta ingenua, lui un bambinone egotico con una luce dentro che lo rende a suo modo genuino. Entrambi incastrati in quel residuo di familiarità farlocca che inconsciamente portano avanti anche decenni dopo la fine della loro copertura. Bellissimi. E non è da meno John Walker, detestato da chiunque compreso sé stesso.
E poi c’è un’altra cosa da dire. Questo è un film sulla depressione. E’ proprio il tema portante, che regala alla pellicola una sua identità specifica. Non la racconta in modo didascalico o verbale, ce la fa vedere, usando effetti speciali, trovate visive e “schiette metafore”. Fa quello che dovrebbe fare un buon film MCU, anzi fa quello che deve fare un buon film. Anzi la sparo: fa quello che dovrebbe fare un buon film DISNEY.
Pare che la Fase 5 finisca qui, sempre che abbia senso ancora parlare di Fasi. E considerato tutto quello che vediamo alla fine, le due post credits, il senso dell’asterisco nel titolo, e i numerosi easter egg presenti nei titoli di coda è tra i migliori finali di fase di sempre.
Buon film, ma il mio problema come già detto sono i personaggi, non molto interessanti e basati sul combattimento a calci e pistole, oltre ad essere molto uguali tra loro.



