[George R. R. Martin] House of Dragons (HBO)

L'America non vive di soli hamburger ma anche di una grassissima infornata annuale di serie tv di tutti i generi, dal tentacolare procedural a piccole grandi epiche.
  • Gradito a malapena, ma non amato.

    Non provo forte interesse per questo tipo di approfondimenti, specie dopo quanto accaduto con i libri della storia principale. E penso che giocare con genealogie spicciole mi interessi molto poco.

    Non se ne sentiva proprio il bisogno, a differenza invece dell'altro grande fantasy in onda in quegli stessi giorni che invece ho amato oltre misura.
  • Valerio ha scritto: giovedì 19 ottobre 2023, 00:49

    Non se ne sentiva proprio il bisogno, a differenza invece dell'altro grande fantasy in onda in quegli stessi giorni che invece ho amato oltre misura.
    Sono curioso, quale ?

    Gradito a malapena, ma non amato.

    Non provo forte interesse per questo tipo di approfondimenti, specie dopo quanto accaduto con i libri della storia principale. E penso che giocare con genealogie spicciole mi interessi molto poco.
    Ti dirò, a parte qualche svarione, lo trovo meglio delle stagioni di GOT dalla quinta in poi. Non che ci voglia molto.
  • Ho amato Gli Anelli del Potere.
  • Valerio ha scritto: giovedì 19 ottobre 2023, 12:25 Ho amato Gli Anelli del Potere.
    Ah

    Uno dei pochi....
  • House of the Dragon 2 si è concluso.

    Che superba interpretazione attoriale, che messinscena meravigliosa, che costruzione dettagliata dell’intreccio e della psicologia di ogni singolo personaggio.

    Che noia, anche.

    Ecco, temo che l’enorme, incommensurabile, intollerabile baco alla base del progetto sia infine emerso. La prima stagione aveva messo molta carne al fuoco, tutta quella che aveva. E in qualche modo ce l’aveva fatta ad attirare l’attenzione. Gli indizi che qualcosa non andasse però c’erano già tutti sin dal principio, erano connaturati nell’opera.

    House of the Dragon è lo spinoff di una grande opera fantasy, che è diventata un fenomeno, ma che ha avuto i suoi bei guai, per colpa di un autore che invece di finire di realizzarla ha preferito inseguire una sua grande ossessione: l’araldica. E di conseguenza ha voluto giocare a espandere il suo quasi-verosimile mondo proprio in quella direzione, perdendosi tra alberi genealogici intricati e l’infinito ricorrere degli stessi tre o quattro nomi, generazione dopo generazione. Considerando quanto questo sia stato dannoso per la saga madre, assecondare questa deriva scegliendo di adattare la vicenda della danza dei draghi, così come narrata in Fuoco e Sangue, la sua enciclopedia sui Targaryen, l’ho sempre trovato quantomeno discutibile.

    Il risultato è un qualcosa che richiama GoT nella forma, e lo richiama in modo insistente e insistito a partire dalla sigla, ma poi a conti fatti… non sfama altrettanto, e non può farlo per limiti strutturali. Perché GoT era un florilegio di elementi disparati (pure troppo disparati), dal mediamente interessante all’interessantissimo, che si muovevano in attesa di un qualcosa di enorme che stava per succedere. Qui c’è un semplice screzio dinastico condito coi draghi.

    Personalmente posso solo provare una grande stima per chi ha scritto questa cosa, riuscendo a donare carisma e spessore a figure che prima ancora di essere dei personaggi erano sterili nozioni. Ho visto attori spingersi al massimo, recitare con ogni singolo muscolo facciale, cercando di non farmi accorgere del fatto che non avevano niente da fare. Che l’intera stagione è stata una chiacchiera in preparazione di un qualcosa che se va bene vedremo fra due anni. E che anche quando avverrà… non è che sarà sta gran roba.

    Nel frattempo HBO conferma che le stagioni saranno 4 e rilascia il trailer di Dunk & Egg, confermando la volontà di investire a tutto spiano su Westeros. Sudo freddo, perché quando ci si renderà conto che Martin non ha costruito una IP con le spalle abbastanza larghe da reggere questa mungitura selvaggia, l’inverno arriverà per davvero.
  • Senza dubbio i problemi maggiori sono stati rappresentati dal fatto che la fonte originale sia piuttosto scarna rispetto a GOT (da romanzi con POV dettagliati ad un semi trattato storico con abbozzi di trama) e dal fatto che senza più salti temporali messi per giustificare il saltare parti noiose sei costretto a mostrare tutto, senza contare i limiti dovuti al fatto che in una serie tv devi per forza mostrare tutto e non puoi permetterti personaggi troppo passivi.

    Pero ha contribuito parecchio pure lo sciopero degli sceneggiatori è il taglio del budget.

    House of the Dragon è lo spinoff di una grande opera fantasy, che è diventata un fenomeno, ma che ha avuto i suoi bei guai, per colpa di un autore che invece di finire di realizzarla ha preferito inseguire una sua grande ossessione: l’araldica. E di conseguenza ha voluto giocare a espandere il suo quasi-verosimile mondo proprio in quella direzione, perdendosi tra alberi genealogici intricati e l’infinito ricorrere degli stessi tre o quattro nomi, generazione dopo generazione.
    Si, credo che questo sia uno dei difetti princiapli di Martin: è bravo a creare dei mondi, i personaggi che li popolano, i rapporti ecc. Ma poi quando si tratta di svilupparli, risulta pigro e tende a tergiversare.

    Nasconsde questa cosa grazie ai suoi dialoghi sagaci e il suo modo di raccontare, cose che in Fire e Blood un po' si perdono per via dello stile di narrazione.
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