Tutto il racconto si svolge intorno al suo viaggio attraverso favolosi e stravaganti pianeti: l'automa che non avrebbe dovuto sognare fugge dai ristretti confini di pin-up lava-astronavi. Durante la peregrinazione galattica , che attraversa una galassia di genocidi religiosamente pilotati, conversioni di massa in diretta TV e miracoli a scopo promozionale, la sua intelligenza artificiale scopre una propria individualità e una natura incredibilmente potente, che la porterà a contendere alla Papessa Lodovica la guida dell'intero pianeta.

Il primo numero, "La città gialla", è introduttivo, e a dire il vero lascia un po' spaesati.
"Ehm… Salve Dio! Hai un momento?
Secondo l’indagine che mi sono permessa di condurre risulti essere:
A-Egoista
B-Vendicativo
B-Maschilista
C-Dotato di un discutibile senso dell’umorismo."
Così esordisce Sky Doll, con queste ironiche, blasfeme, aggressive parole che escono dalla bocca di una... bambola.
Noa è infatti una bambola del pianeta Papathea, la sua funzione è quella di permettere agli uomini di sfogare gli istinti più animaleschi e lasciare la loro anima bianca come la neve. Perché peccare con le bambole non è peccato, così come ha deciso la potentissima papessa Ludovica.
C’è un mistero da risolvere e questo mistero riguarda la protagonista, che della tipica bambolina sintetica ha poco o niente: ha una propria esuberante personalità e, soprattutto, vuole essere considerata un individuo con dei propri sentimenti. Proprio per questo, la vita che fa, una vita da schiava, gli va un po' stretta, a differenza delle altre bambole meccaniche. La soluzione è scappare lontano dall'astro-lavaggio in cui lavora, così da capire da dove viene e soprattutto il significato di strani ricordi riguardanti la sua “nascita”.
Il caso la porta a viaggiare insieme a Jahu e Roy, due ragazzi in missione diplomatica per conto della papessa Ludovica, verso il pianeta Aqua. Durante questo viaggio, gli autori mostrano la realtà che circonda il mondo in cui la nostra protagoista vive: un mondo futuristico dove la società è controllata dalla religione. Nello specifico, si parla di una società dominata dall'influenza dei media, e di una religione divisa nel suo interno, con i seguaci della papessa Lodovica e quelli di Agape che si scontrano.
E' un episodio particolare, che può piacere moltissimo così come non piacere per nulla, ma in cui si identificano bene alcuni cardini della serie. Io l'ho trovato...interessante. Mi ha molto colpito il contrasto tra l'umanità di Noa, una bambola, e l'inumanità del suo padrone (data dalla cattiveria) e del missionario Jahu (dovuta ad un misto fra eccessiva moralizzazione e frustrazione). In mezzo a questo, l'ingenua bontà d'animo dell'altro emissario, Roy, personaggio positivo e comprensivo, protettore della nostra bambolina.
Il numero si chiude con i protagonisti che, sulla loro astronave, dopo qualche tafferuglio al Santogrill spaziale, giungono in prossimità del pianeta Aqua, dove sono stati mandati in missione.

Il secondo volume, "Aqua", vede i tre protagonisti proseguire la missione diplomatica (la "santa missione") entrando sul pianeta Aqua. Qui entreranno in contatto con la cultura new age del pianeta, e si immergeranno in un mondo in cui, nonostante l'essere e l'apparire sembrino coniugati perfettamente, i contrasti tra di loro e tra loro e gli esseri del pianeta saranno notevolissimi. Splendida la sceneggiatura (supervisionata da Artibani, come nel primo numero), soprattutto nelle pagine finali, in cui le parole sono forti e profonde e ben rendono il clima di tensione della storia.
Il terzo episodio uscirà...presto, e personalmente lo attendo con impazienza.
Sky Doll è un fumetto coraggioso, un fumetto di contrasti. Contrasti di colori (blu, rosa soprattutto), di caratteri, di personalità. Non è un fumetto che può piacere a tutti per quanto riguarda i contenuti, ha diversi elementi che potrebbero essere definiti blasfemi. Dando una lettura a ciò che si scrive in rete, pare che il fumetto sia nato come reazione dei due autori ai preparativi per il Giubileo; la serie potrebbe quindi essere interpretata come una critica all’ipocrisia di un avvenimento tra il religioso e il mediatico.
I due volumetti sono zeppi di riferimenti all’iconografia cristiana: la decorazione barocca delle chiese, la croce, il sacro cuore.
La satira non risparmia però neanche altre forme di religiosità, il pianeta Aqua è infatti in parte la caricatura di certe tendenze new age tanto in voga negli ultimi anni.
Ma la forza di quest’opera le deriva anche dagli splendidi disegni: l’accuratezza dei particolari, l’espressività dei personaggi e i bellissimi colori ne fanno un’opera di gran pregio.











