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[Michel Gondry] L'Arte del Sogno

Inviato: lunedì 29 gennaio 2007, 19:01
da DeborohWalker
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Gigi Marzullo ha scritto:La vita è un sogno, o i sogni aiutano a vivere meglio?
Bè, di sicuro questo film cerca di dare una risposta a questo interrogativo.

Dopo il successo mondiale di Eternal Sunshine of a Spotless Mind, Micheal Gondry torna a realizzare un film onirico e visionario. Ma per L'arte del Sogno, nonostante la fama ottenuta, viene realizzato al di fuori dalle major hollywoodiane, per due motivi: innanzitutto, le major si fidano pienamente di Micheal Gondry regista, ma non come sceneggiatore dato che i suoi due film precedenti sono stati scritti da Charlie Kaufman, autore già di Essere John Malkovich

Morto il padre messicano, Stèphane, un ragazzo che confonde sogno e realtà, si trasferisce in un appartamento parigino, e costretto a svolgere un lavoro tutt'altro che entusiasmante, procuratogli dalla madre che gliel'aveva presentato come una mansione artistica. E giunto qui, oltre a ritrovarsi in un ambiente lavorativo a lui non congeniale, troverà una vicina di casa di cui si innamorerà, cercando di creare un legame, nonostante la sua fantasia galoppante gli impedisca di comprendere cosa avvenga realmente, e cosa sia frutto della sua mente. Perchè è nel sogno che Stèphane si rifa' della vita che durante il giorno vive facendo ripetutamente le scelte più sbagliate.

Come nel precedente film di Gondry, anche qui si susseguono due differenti piani: se in Eternal Sunshine il regista giocava con presente e passato, qui sono realtà e sogno a intrecciarsi incontrollatamente. E, in pieno stile Gondry, che possiamo definire "il poeta della pellicola", il mondo del sogno è realizzato con affascinanti espedienti ed effetti speciali, ma soprattutto con idee surreali realizzate in modo divertente e delicato. Il suo modo di mettere in scena gli elementi surreali, potrebbe quasi definirsi un decoupage cinematografico, per i diversi elementi che inserisce nell' immagine: dei batuffoli di cotone diventano delle nuvole, del polistirolo fluisce come acqua fuori dai rubinetti, e un quadrato di stoffa può essere un fondale.
La sceneggiatura è una commedia romantica che profuma di vita reale, nonostante la presenza di elementi assolutamente assurdi, ma sono gli atteggiamenti e le personalità dei protagonisti a renderli non "personaggi", ma più vicini a vere e proprie persone. E non è difficile capire come ciò sia possibile, dato che questo è il film più autobiografico di Gondry, che ha costruito Stèphane come una rappresentazione di sè stesso, e immergendolo in esperienze realmente vissute.
E così, niente retorica da commedie d'amore hollywoodiane, ma due personaggi estremamente credibili: da una parte un ragazzo inguaribilmente sognatore, a tratti illuso, romantico pasticcione, eche prova un sentimento leggero ed ingenuo nei confronti della ragazza amata. Un ragazzo malinconico, con una vita quotidiana abbastanza scarna e oppresso da personalità forti, ma che sa rifugiarsi nella speranza. Stephanie è invece una ragazza dalle diverse sfacettature: spirito infantile, giovane ragazza piena di passione, donna dall'istinto materno. E il rapporto tra i due diverrà ambiguo, senza capire cosa veramente sia sogno, e cosa realtà.

E la domanda con la quale il film ci lascia è: "la fantasia può essere patologica?"

Io dico di sì, anche perchè Sthèphane è il personaggio cinematografico in cui più mi sia mai riconosciuto, anche più di Amèlie Poulin.

Inviato: sabato 03 febbraio 2007, 11:06
da Francesco F
Sono andato a vederlo, perchè avevo già visto Eternal sunshine..., perchè me l'ha consigliato un'amica (la stessa che mi ha consigliato Apocalypto -_-), perchè ho avuto l'impressione che forse la versione maschile di Amélie, che ho visto a suo tempo consigliato dalla stessa amica di cui sopra (che mi consiglia un sacco di belle robe... a parte Apocalypto -_-).

E' un film delirante, molto più sullo stile dei videoclip di Gondry che non di un film tradizionale (e lontanissimo da Eternal sunshine...). L'ho apprezzato tantissimo, ovviamente per l'ottimo personaggio di Stéphane, e l'altrettanto ottima controparte Stéphanie, che sono l'Amélie e il Nino Quincampoix della situazione, ma molto più con la testa fra le nuvole (Amélie era solo "naif", Stéphan è proprio partito di testa...).

Mi piace molto la piega drammatica che prende il film nei momenti in cui si sottolinea che la creatività di Stéphan è dovuta a una sorta di malattia (tipo quando si risveglia dal sogno, con i piedi nel congelatore... quasi commovente).

Inviato: sabato 03 febbraio 2007, 11:09
da Francesco F
piccolo appunto sui comprimari:

sempre analogamente ad Amélie, penso che questi attori francesi siano troppo... come dire... grotteschi(?). Sono esagerati nella recitazione, sono più idioti/sfacciati di quanto il loro personaggio richiede, e sono MOOOLTO irritanti...

Inviato: domenica 01 aprile 2007, 12:35
da Rebo
Elikrotupos ha scritto:la creatività di Stéphan è dovuta a una sorta di malattia .
La mia ipotesi è che abbia la narcolessia.

La descrizione dei mondi onirici è meravigliosa. Peccato il finale decisamente debole.

Inviato: domenica 01 aprile 2007, 14:29
da Francesco F
Rebo ha scritto:
Elikrotupos ha scritto:la creatività di Stéphan è dovuta a una sorta di malattia .
La mia ipotesi è che abbia la narcolessia.
però non cade addormentato di giorno, mi pare... cioè, la narcolessia non colpisce all'improvviso? lui mi pare che dorma normalmente la notte

Inviato: domenica 01 aprile 2007, 15:25
da Rebo
Elikrotupos ha scritto:
Rebo ha scritto:
Elikrotupos ha scritto:la creatività di Stéphan è dovuta a una sorta di malattia .
La mia ipotesi è che abbia la narcolessia.
però non cade addormentato di giorno, mi pare... cioè, la narcolessia non colpisce all'improvviso? lui mi pare che dorma normalmente la notte
Be', no... Ci sono scene in cui si capisce che sta dormendo anche di giorno, anche se non lo si vede addormentato. Pensa a quando non capisce più le parole della persona con cui sta parlando. Oppure all'episodio della vasca da bagno, quando lui è convinto di stare sognando e invece è sveglio. Questa confusione tra sogno e realtà, mi hanno detto, è tipica della narcolessia.

Inviato: lunedì 02 aprile 2007, 01:22
da DeborohWalker
Secondo me non dorme, semplicemente non distingue la verità dalla fantasia.

Inizia ad immaginare un mondo tutto suo, e crede sia quello reale.

E' un paragone assurdo, ma un po' come quando Homer Simpson smette di ascoltare le persone accanto a sè, e vede le scimmie che ballano il cancan nella sua testa.

Re: L'Arte del Sogno

Inviato: domenica 04 maggio 2008, 16:15
da Elaine Marley
Gondry mi piace molto, come regista di film e di videoclip (lo adoro insieme a Cunningham, Sigismondi e Jonze). Il suo genio visionario merita sempre e non delude proprio mai. La traduzione italiana del film è fedelissima, ma forse è proprio questo a penalizzarla leggermente, se non altro perché almeno per quel che mi riguarda, ho trovato certe scene in inglese molto più accattivanti e dotate di un'espressività superiore. Ho amato il modo in cui il mio mindfucker preferito ha deciso di rappresentare i sogni del protagonista, con una lo-tech un po' rudimentale, prettamente europea, ossia quella dell'animazione in super-8: non so voi, ma ho trovato geniali le macchine di cartone, il cavallo di pezza, la pista da sci lanosa, i palazzi di cartone oscillanti, un po' dechirichiani (neologismo :D). Bernal nel ruolo di Stéphane è assolutamente perfetto: gli occhioni sgranati, le espressioni un po' stralunate, i sorrisi ingenui e per questo assolutamente meravigliosi. Stessa cosa posso dire per la Gainsbourg: la ragazza ci piace. Esilaranti le scene con Alain Chabat.

C'è solo una cosa che mi lascia perplessa, ma più che altro è perché dopo aver visto Eternal sunshine of the spotless mind (scusate, non ce la faccio a scrivere il titolo in italiano, è più forte di me), che ho annoverato tra i miei film preferiti di sempre, sono rimasta ipnotizzata dalla coppia Gondry-Kaufman: da un lato, in ESOTSM, ho apprezzato enormemente il rarissimo talento di Kaufman di saper contenere in una struttura narrativa controllata una trama labirintica, che magari avrebbe potuto risultare confusionaria, quindi mi chiedo se per questo film non sarebbe stato meglio riaffidarsi a lui per la sceneggiatura; dall'altro lato, probabilmente certe situazioni indefinite, una linea non precisa tra sogno e realtà erano volute, cosa che ben si adatta d'altronde all'intento del film, quindi magari è stato meglio che la sceneggiatura, Gondry, se la sia scritta da solo.

Ho apprezzato anche la colonna sonora, specialmente After hours dei Velvet Underground ed Instinct blues dei White Stripes. Ah, piccola chicca proprioqui: Everlong, un videoclip dei Foo Fighters diretto da Gondry anni addietro, contiene una scena che il regista ripropone in L'arte del sogno, quella delle mani giganti... ossessione? Elemento autobiografico? :D

Re: L'Arte del Sogno

Inviato: domenica 04 maggio 2008, 16:30
da Francesco F
contiene una scena che il regista ripropone in L'arte del sogno, quella delle mani giganti... ossessione? Elemento autobiografico? :D
mancanza di fantasia?
[è un'insinuazione pesante, per Gondry, lo so... volevo solo provocare :P]

Comunque approfitto per dire che il nuovo film di Gondry ha finalmente una distribuzione italiana, e un titolo italiano (che nel dubbio, lascia anche l'originale, nonostante stavolta il titolo sia carino) Be kind, rewind - Gli acchiappafilm, e uscirà il 23 maggio.

Re: L'Arte del Sogno

Inviato: domenica 04 maggio 2008, 16:33
da Elaine Marley
Elikrotupos ha scritto:Comunque approfitto per dire che il nuovo film di Gondry ha finalmente una distribuzione italiana, e un titolo italiano (che nel dubbio, lascia anche l'originale, nonostante stavolta il titolo sia carino) Be kind, rewind - Gli acchiappafilm, e uscirà il 23 maggio.
E io non vedo l'ora. :sbav:

Re: L'Arte del Sogno

Inviato: domenica 04 maggio 2008, 17:17
da DeborohWalker
Elaine Marley ha scritto:probabilmente certe situazioni indefinite, una linea non precisa tra sogno e realtà erano volute, cosa che ben si adatta d'altronde all'intento del film, quindi magari è stato meglio che la sceneggiatura, Gondry, se la sia scritta da solo.
Beh, Sthephane è anche "l'incarnazione" di Gondry, che ha dichiarato più volte come questo film sia pesantemente autobiografico, quindi anche per questo è cosa buona che si sia scritto da solo il copione; di sicuro più di chiunque altro sa rappresentare un personaggio che è lui stesso.

Gli acchiappafilm non mi fa impazzire come titolo. Vabbè, sempre meglio di Se mi lasci ti cancello.

Il vero dilemma è che esce lo stesso giorno di Indiana Jones, due filmoni di quel calibro si meriterebbero il proprio spazio, ma so benissimo che non potrò resistere e aspettare di vederne uno dei due più tardi. :cazz: