

Maria Antonietta, di oorigine viennese e promessa sposa del Delfino di Francia, a 1a anni viene costretta a dire addio al suo mondo, salutando per sempre l'Austria,e e trasferendosi nella regia di Versailles.
Sofia Coppola, già regista de Il giardino delle vergini suicide e dell'ottimo Lost in Translation, realizza il terzo capitolo della cosiddetta "Trilogia delle Ragazze" nel quale mostra la difficoltà di crescere da parte delle giovani nell'ambiente che le circonda: nel primo film era l'ottusità di una famiglia americana, nel secondo film era un paese straniero del quale non si conosce la lingua, che corrispondeva al complesso rapporto che la protagonista aveva con sè stessa. In questo film la Coppola osserva la crescita della più giovane regina di Francia: una ragazzina ingenua e piena di vitalità che si ritrova strappata dalle amiche e dai parenti con i quali è sempre vissuta, ed intrappolata in un ambiente che nonostante gli ambienti di lusso e gli abiti sfarzosi è in realtà freddo, asettico. Tutto è ripetitivo, la giornata dei futuri monarchi è come un rituale al quale si devono sottoporre senza alcuna via di fuga, rispettando pedissequamente l'etichetta.E se questo non bastasse, Maria Antonietta si ritrova a dover dividere il letto con Luigi XVI, che non la degna di alcuna attenzione e sembra vivere solo per assaporare la vita di corte, senza mai lasciar trapelare alcuna emozione. Questo crea ancor più tensione nella giovane viennese; in tutta la nazione si sparge la voce che la coppia non ha ancor consumato il matrimonio, e ogni tentativo della giovane di sedurre il suo consorte sembra inutile. E senza un'erede, la posizione di futura regina di Maria Antonietta è messa a rischio, l'intera Francia è ricca di aspettative nei suoi confronti.
Insomma, una vita tutt'altro che piacevole.
E questo disagio è rappresentato alla perfezione, col tentativo da parte della ragazzina di rifugiarsi in una vita da teenager viziata, potendosi consolare solo con l'acquisto di scarpe, circondandosi di cagnetti che potrebbero ricordare una ricca signora di Beverly Hills, e altri capricci che grazie alla sua posizione devono esserle esauditi. Per sottolineare questa spensieratezza il film viene affrontato con uno stile decisamente "pop": abiti color pastello e una fotografia altrettanto sgargiante, di sicuro effetto. Le musiche, un riuscito mix di melodie settecentesche e brani rock-punk, che raffigurano metaforicametne il contrasto di una persona come Maria Antonietta all'interno diVersailles.
Kirsten Durnst è perfetta nel suo ruolo, che la Coppola ha dichiarato di aver costruito pensando proprio all'attrice; la protagonista riesce ad essere un'ottima ragazza sbarazzina, che si ritrova tra capo e collo a dover convivere con un'infinita serie di frustrazioni.
Tutte queste belle parole e questi elogi nei confronti del film, non valgono purtroppo per tutta la sua durata. Sofia Coppola ha sempre detto che questo film non voleva essere una ricostruzione storica, ed infatti non aspettatevi un'eccessiva fedeltà a quanto è realmente accaduto, il film preferisce concentrarsi più sulla costruzione della figura della regina che sugli eventi che accadono attorno a lei. Ma a due terzi del film, questa messa a fuoco sulla protagonista sembra perdersi, tutte le frustrazioni che avevano alimentato la tensione dello spettatore scompaiono nella trama, e così il procedere della vicenda risulta molto meno appassionante di quanto era stato fino a quel momento.
Questo non deve far pensare che la pellicola precipiti drasticamente, ma visto l'ottimo inizio, purtroppo il risultato è qualcosa di incompleto. Il film è piacevole, ma avrebbe potuto essere qualcosa di più: ciò non toglie che andandolo a vedere lo spettatore non può non rimanere affascinato per la prima ora e mezza.

