[Allegati Repubblica] Le Graphic Novel

Non solo Marvel e DC ma anche le classicissime strips e il fumetto autoriale di Alan Moore, Frank Miller o Jeff Smith.
  • Non conosco abbastanza le opere che non ho letto per consigliarle o meno.
    E temo dovrò prenderle, avranno fatto una selezione durissima.
    Non so dove prendere tutti 'sti soldi, inizio a rimpiangere i tempi in cui i fumetti erano pubblicazioni di nicchia :asd:
    A presto,
    Michele
  • Io in libreria, oltre a Maus, avrei pure Palestina; ma proprio non riesco ad iniziare a leggerlo...
    "Something not in the Guidebook? IMPOSSIBLE!"
    "I never thought it would be happen in OUR lifetime!"
    "... I feel faint ..."
    HDL in D 2003-081

    "Sei un mito, altro che misero kylioniano!" (Elikrotupos)
  • Infatti io non so se prenderlo, Palestina... Joe Sacco è fastidioso, nei disegni...

    Comunque io prenderò Maus, di cui per ora ho solo la versione monca già uscita con i Classici di Repubblica. Poi ovviamente Blankets, che altrove costa una marea di soldi, e Città di vetro, solo perchè è tratto da un'opera letteraria, non ho idea di cosa parli... per quanto riguarda i successivi, buio totale... vedrò di fare qualche ricerca.

    Da come ne parlava Luca Raffaelli nell'articolo dedicato su XL, il fatto che siano 10 è solo un inizio, forse la collana si amplierà, come è già successo per le collane precedenti.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Mi metto al servizio della comunità, offrendo una più o meno sintetica descrizione delle opere. Descrizione che è frutto di una estemporanea ricerca su internet.

    1. Art Spiegelman
    MAUS (1972-)
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    Storia autobiografica del padre dell'autore, sopravvissuto all'Olocausto, raccontata come se i protagonisti fossero topi (gli ebrei), gatti (i nazisti) e altri animali. Commovente, geniale e consigliatissimo.
    Premiato con il Pulitzer, oltre che con l'Eisner Awards e riconoscimenti ad Angouleme e a Lucca.
    [ Altre opere dell'autore > L'ombra delle torri ]

    2. Craig Thompson
    BLANKETS (2003)
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    Altro romanzo autobiografico. Una storia d'amore, nonchè un viaggio lungo l'adolescenza dell'autore, il suo conflitto col fratello, ecc... Un mattone di 600 pagine, imperdibile a 9,90€. Pluripremiato anche questo.
    [ Altre opere dell'autore > Addio, Chunky Rice | Carnet di viaggio ]

    3. Paul Auster, David Mazzucchelli, Paul Karasik
    CITTA' DI VETRO
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    Tratto dal romanzo omonimo (e facente parte di una trilogia di romanzi) di Paul Auster.
    Cito lospaziobianco.it:
    Quinn scrive gialli di successo sotto pseudonimo. Il "Washington Post" lo descrive come un "occhio privato post-esistenzialista" e ora una voce sconosciuta, scambiandolo per un'altra persona ancora, invoca disperatamente il suo aiuto. L'accettazione di questo cambio di identità sarà solo l'inizio di una discesa in un mondo bizzarro, in cui la parola ha il potere di cambiare i significati e le persone che la circondano.
    Il volume contiene anche Big Man, di David Mazzucchelli. Un gigante arriva in un villaggio americano, suscitando diffidenza e paura nella popolazione, che reagisce violentemente.
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    [ Altre opere dell'autore (Mazzucchelli) > Discovering America | Batman Year One ]


    4. Igort (Igor Tuveri)
    5 E' IL NUMERO PERFETTO (1998)
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    Opera italiana, napoletana per la precisione. Camorra, canzuncielle, e quel pizzico di giallo che non guasta nell'ormai abusata moda del noir italiano.
    L'autore è il fondatore della Coconino Press, l'editore che pubblica tutti i romanzi di questa collana :)
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    [ Altre opere dell'autore > Sinatra | Il letargo dei sentimenti ]

    5. Joe Sacco
    PALESTINA (1992-)
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    Reportage a fumetti di un vero viaggio in medioriente. Premiato, acclamato, blabla. Devo ancora decidere se prenderlo o no. Ma forse sì.
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    [ Altre opere dell'autore > War's end ]




    Il resto a domani, spero...
    Tante tante grazie a Lo Spazio Bianco per tutte le info e le recensioni qui linkate.
    Ultima modifica di Francesco F il sabato 04 novembre 2006, 16:40, modificato 1 volta in totale.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Seconda tranche...


    6. Gipi (Gianni Pacinotti)
    BACI DALLA PROVINCIA (2005-)
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    Autore italiano che opera soprattutto in Francia, con il primo volume di questa serie (perchè è una serie, che al momento conta due volumi) è stato addirittura nominato agli Eisner Awards. I due numeri sono di 32 tavole ciascuno, anche se il formato originale è molto grande (A4, 21,5x29), quindi forse le rimontano in qualche modo.
    Vol. 1 - Gli Innocenti
    Un ragazzino fa una scampagnata con lo zio, ma un vecchio amico di quest'ultimo, appena uscito di galera lo chiama per chissà quale losco motivo...
    Vol. 2 - Hanno ritrovato la macchina
    Cito coconinopress.com:
    Una telefonata notturna, qualche parola e tutto cambia: "Hanno ritrovato la macchina". Un tuffo nel passato per un evento innominabile, un segreto che non doveva essere svelato ma che rischia di essere di dominio pubblico. E sopra questo fosco scenario, le convinzioni a confronto (o scontro) di due uomini, un tempo amici, ma che adesso si ritrovano uniti solo nel pericolo di essere scoperti.
    E' strano che in questa collana non sia stata inserita qualche graphic novel più corposa, di questo autore. O magari ci saranno anche quelle, speriamo.
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    [ Altre opere dell'autore > Appunti per una storia di guerra | Questa è la stanza ]

    7. Lorenzo Mattotti
    FUOCHI E ALTRE STORIE
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    Credo sia una raccolta di racconti di questo autore, che "nasce" illustratore, e ha uno stile pittorico futurista e molto particolare. Vi linko il suo (bel) sito, dove ci sono delle preview. Cliccate qui su, sul nome dell'autore.
    E' l'autore della locandina del film EROS (film a tre episodi di tre registi, Antonioni, Soderbergh e Wong Kar-Wai), se l'avete presente, e anche dell'ultimo libro di Carlo Fruttero "Donne informate sui fatti".
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    [ Altre opere dell'autore > Il signor Spartaco | Chimera ]

    8. Baru (Hervé Baruléa)
    L'AUTOROUTE DU SOLEIL (2000-2001)
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    Finiti gli italiani, si passa alla Francia (anche se l'autore è figlio di un italiano) con quest'opera in due volumi per un totale di 400 pagine circa o__O.
    Cito coconinopress.com:
    "Karim ha 22 anni e una cattiva reputazione. Si racconta che guadagni delle fortune giocando a carte, che venda droga, che abbia l'aids ... ma che nessuna donna gli resista; e che lui vada a letto con le piu' ricche per soldi". Cosi' comincia un epopea, un road movie a fumetti. Vero e proprio romanzo picaresco che ha consacrato Baru, il suo autore italo-francese come una delle star del mercato d'oltralpe. Il racconto mozzafiato di una fuga rocambolesca sull'asfalto rovente dell'autostrada del sole francese. Una fuga verso la liberta' cominciata a cavallo di una vespa.
    A me non intriga per niente... anche se sono 400 pagine, quindi magari è una bella opera...
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    [ Altre opere dell'autore > L'arrabbiato ]

    9. Jean-Claude Floc'h, François Rivière
    UNA TRILOGIA INGLESE (1977-)
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    I disegni non mi piacciono.
    Comunque è una trilogia, come dice il titolo :P, composta dai seguenti volumi:
    1. Le rendez-vous de Sevenoaks
    2. Le dossier Harding
    3. A la recherche de Sir Malcolm
    per 180 tavole in tutto.
    In teoria c'è anche un quarto volume, di 70 tavole (più lungo dei singoli precedenti), che si chiama "Olivia Sturgess 1914 - 2004", dal nome della protagonista della serie, che infatti nei siti francesi è "Albany&Sturgess" e non "Una trilogia inglese". Comunque da quello che ho capito, la giornalista Olivia Sturgess, nei tre volumi, indaga sul defunto scrittore Francis Albany. Nel quarto volume defunge pure lei :P
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    [ Altre opere dell'autore > ... ]

    10. Daniel Clowes
    DAVID BORING E ALTRE STORIE (1989-)
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    Volume (David Boring) appartenente alla serie "Eightball" ma che si è guadagnata l'onore di essere considerata una graphic novel a parte, così come altri numeri di Eightball. Stando a Wikipedia i raggruppamenti dovrebbero essere questi:
    1. Like a Velvet Glove Cast in Iron (Eightball #1-#10)
    2. Ghost World (Eightball #11-#18)
    3. David Boring (Eightball #19-#21)
    4. Ice Haven (Reformatted and expanded version of the experimental, multilayered narrative in Eightball #22)
    Il primo è una storia ipersurreale di un uomo che casualmente va a vedere un film porno-sado-maso al cinema, e scopre che la star principale è sua moglie oO
    Il nostro, invece, David Boring, non lo so... cmq non mi piace... avrei preferito il primo volume, a 'sto punto :P
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    [ Altre opere dell'autore > ... ]



    Ecco qua. Dopo questa ricerca, i miei acquisti diventano questi:
    Maus - Blankets - Città di vetro - Baci dalla provincia - Fuochi
    E poi devo ancora decidere se prendere:
    Palestine - Autoroute du soleil - Una trilogia inglese
    Insomma, snobbo il napoletano e David Boring, sicuramente.

    Delle 'altre opere degli autori' invece mi interesserebbe:
    Addio Chunky Rice e Carnet di viaggio di Craig Thompson
    Appunti per una storia di guerra di Gipi
    Tutti quelli di Lorenzo Mattotti, fosse solo per i disegni. Vediamo se le storie sono all'altezza
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Io compro MAUS per il suo indubbio valore di testimonianza storica e pregevole opera d'arte (ed anche perchè era uno dei pochi fumetti citati nel mio libro di storia del liceo insieme a Topolino, descritto come il prototipo dell'americano medio speranzoso ed ottimista). :omg:
    Potrete ingannare tutti per un pò.
    Potrete ingannare qualcuno per sempre.
    Ma non potrete ingannare tutti per sempre.
  • Cambia l'ordine di uscita:

    1. MAUS di Art Spiegelman (04/11/06)
    2. BLANKETS di Craig Thompson (11/11/06)
    3. CITTA' DI VETRO di Auster/Mazzucchelli/Karasik (18/11/06)
    4. 5 E' IL NUMERO PERFETTO di Igort (25/11/06)
    5. PALESTINA di Joe Sacco (02/12/06)
    6. BACI DALLA PROVINCIA di Gipi (09/12/06)
    7. FUOCHI E ALTRE STORIE di Lorenzo Mattotti (16/12/06)
    8. L'AUTOROUTE DU SOLEIL di Baru (23/12/06)
    9. UNA TRILOGIA INGLESE di Floc'h/Rivière (30/12/06)
    10. DAVID BORING E ALTRE STORIE di Daniel Clowes (06/01/07)

    Sostanzialmente è stato posticipato PALESTINA a favore di CITTA' DI VETRO e 5.


    Piccola news sconvolgente (da comicus.it):
    - Blankets, di Craig Thompson sarà completo, ma per ovvie ragioni (l'edizione originale conta quasi 600 pagine!) è stato rimontato dall'autore.
    ora... "rimontato" cosa starebbe a significare, dato che è cmq completo? Non lo so, ma dato che Blankets era più o meno L'UNICO motivo per cui questa collana mi interessava, ci sarebbe da valutare se abbandonarla in partenza... Purtroppo l'alternativa in libreria costa 29 EURO -__-

    Questo mi da il là per fare un elenco di quanto costano questi volumi (a meno di sconti&promozioni) se presi singolarmente in libreria o fumetteria (quando disponibili):

    - MAUS, ed. Einaudi, € 13,80 (edizione integrale)
    - BLANKETS, ed. Coconino Press, € 29,00 (582 p.)
    - CITTA' DI VETRO, ed. Coconino Press, € 14,00 (142 p.)
    -- Big Man, ed. Coconino Press, € 8,27 (48 p.)
    - 5 E' IL NUMERO PERFETTO (1994-2002), ed. Rizzoli, € 14,90 (188 p.)
    - PALESTINA. Una nazione occupata, ed. Mondadori, € 12,00 (141 p.)
    - BACI DALLA PROVINCIA*
    -- Vol. 1 - Gli Innocenti, ed. Coconino Press, € 8,00 (32 p.)
    -- Vol. 2 - Hanno ritrovato la macchina, ed. Coconino Press, € 8,00 (32 p.)
    - FUOCHI**, ed. Hazard, € 16,00 (64 p.)
    - L'AUTOROUTE DU SOLEIL, ed. Coconino Press, (in due volumi) € 12,91 + € 12,91 (240 p. + 220 p.)
    - UNA TRILOGIA INGLESE, fuori stampa, pubblicato da Bonelli in vari albi negli anni '80
    - DAVID BORING**, ed. Coconino Press, € 14,46 (128 p.)
    ______
    NOTE
    * Dato che ogni volume in uscita con Repubblica è di 300 pagine, probabilmente questo volume contiene qualcosa in più oltre ai due volumi di "Baci dalla provincia".
    ** Il volume con Repubblica contiene altre storie, ma non so quali.


    Costerebbero tutti più di quanto costano con questa collana... rimane il fatto che volumi come BLANKETS e L'AUTOROUTE DU SOLEIL potrebbero essere monchi...
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • E inizia ad uscire la collana.
    E i soldi spesi sono sempre di più. Ma ne vale la pena.

    Ma ne vale decisamente la pena. Ottimi editoriali, materiali, e interviste prima del fumetto, ed edizione eccellente. Qui però, a differenza di quanto fatto con Dark Side nel quale gli editoriali descrivono i personaggi per chi magari non li conosce, gli articoli che precedono la storia "rovinano" un po' la storia (almeno così è accaduto nei primi 2 volumi, ma ritengo sarà così sempre, dato che sono comunque storie compiute): certo, non spoilerano il finale, ma comunque qualcosina lo esaminano...
    Consiglio quindi di leggerli dopo aver concluso la lettura del volume.

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    MAUS
    Maus è una delle graphic novel più importanti a livello mondiale, che ha fatto conoscere a molte persone questo nuovo "formato" di storie a fumetti, riscuotendo un enorme successo anche per via del tema toccante che tratta.
    Originariamente pubblicato a puntate negli USA, durante una serializzazine durata ben 11 anni, Maus è poi stato raccolto in volume e apprezzato da pubblico e critica, arrivando ad essere tradotto in venti lingue, e ottenendo addirittura il premio Pulitzer, il più grande riconoscimento nel mondo del giornalismo, per la prima volta assegnato ad un opera a fumetti.

    L'idea vincente di Art Spiegelman, vignettista satirico qui alle prese con la sua prima opera "imponente", è stata quella di rappresentare l'Olocausto attraverso una grande metafora degna di Esopo: gli ebrei sono topi, i tedeschi sono gatti, gli americani sono cani, ecc. Hitler amava definire gli ebrei ratti,
    L'artista è il primo a trattare un tema simile attraverso un fumetto, e gioca spesso su questa sua scelta, e con la metafora animalesca adottata, arrivando perfino a presentare a lettore i suoi dubbi riguardo a come verrà accolta la sua opera dagli ebrei, e se il suo lavoro abbia rispettato la memoria delle tante vittime.
    L'Olocausto viene raccontato attraverso i racconti di Vladek, il padre dell'autore, che narra al figlio la sua vita,cominciando dall'innamoramento nei confronti della moglia, paassando per la persecuzione da parte dei nazisti e la reclusione nei campi di concentramento, fino a giungere alla liberazione da parte degli americani.
    Ma al racconto dell'olocausto, si affianca l'autobiografia di Art Spiegelman che narra il suo rapporto col padre, attraverso i momenti (anche questi realmente vissuti) nei quali Art intervista il padre sulla sua vita. Ma da questi momenti si capisce realmente che tipo di persona fosse il padre, che viene rappresentato da Art non come un eroe o come una vittima che ha superato l'inferno causato dai nazisti, ma come una persona reale, con le sue manie e i suoi difetti.
    E le brutalità della persecuzione nazista viene narrata proprio dalle sue parole, crude e reali, che sono una pura cronaca, senza mai aggiungere "romanticismi" eccessivi. Non ce n'è biosgno, sono sufficenti i particolari ad emozionare, anche se ne abbiamo già sentito parlare un'infinità di volte dalle testimonianze dei reduci dai campi di concentramento: i numeri marchiati a fuoco sul braccio, gli espedienti adottati per sopravvivere, i duri lavori e le torture a cui erano sottoposti... Più il racconto prosegue entrando nelle fasi più intense della vicenda storica, e più i contrasti tra Vladek e Art si fanno intensi, culminando con la morte del padre dell'artista, avvenuta durante la stesura di Maus.

    Il tratto è piuttosto spoglio, con un bianco e nero "sporco"; i personaggi hanno un'espressività limitata, sono sufficenti le loro parole e le situazioni in cui si trovano a far trasparire le loro sensazioni. La scelta di Spiegelman è stata quella di limitare l'aspetto estetico, per favorire la lettura da parte di chi non mastica quotidianamente il linguaggio fumettistico, ma che può così ugualmente avvicinarsi a questa opera di fondamentale valenza storica.
  • Non le ho dimenticate, le Graphic Novels (GN).
    Evito di parlare di Maus e Blankets, perchè del primo si è già detto tanto, e concordo. Del secondo forse si è detto poco, ma è meglio così. E' talmente intimo, che farne una recensione è lesivo del suo carico emozionale (che è la sua ragion d'essere).
    Partiamo invece con la terza GN, uscita proprio stamattina.

    Paul Auster, David Mazzucchelli e Paul Karasik
    CITTA' DI VETRO
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    Tratto dal racconto "Città di vetro", di Paul Auster, contenuto nella raccolta "Trilogia di New York", contenente gli altri due racconti "Fantasmi" e "La stanza chiusa" (da cui non sono stati tratti fumetti, e che non sono i sequel del primo, ma solo due altri racconti sugli stessi temi e con le stesse atmosfere).

    Città di vetro è un noir. Ha il ritmo del noir, e le didascalie del noir. Uno scrittore si finge detective, al soldo della classica femme fatale, il cui ruolo è comunque marginale e 'telefonico'. Il padre di suo marito, appena uscito dal carcere, pare voglia tornare a far visita al figlio. Il nostro scrittore-detective (Quinn, Auster, Wilson, Max Work, chiamatelo come volete) incomincia a fare ricerche su di lui e a pedinarlo per le strade di New York. Poi gli parla, e ascolta i suoi deliri sul linguaggio, su Dio, su Babele, sul Nuovo Mondo, su un Uovo, e in questi deliri si perde.
    Città di vetro è un racconto sul lunguaggio, sulle parole, e quindi estremamente difficile da trasportare a fumetti. Si potrebbe cedere alla tentazione di trasportare brani interi del racconto (da cui si è scelto di non distaccarsi minimamente, e ovviamente tutto il progetto è stato sottoposto al 'veto' di Paul Auster), e in verità spesso si cede.
    In realtà, tutta la sceneggiatura è imperniata su una griglia di 3x3 vignette, una griglia che somiglia a una finestra, o a una cella (immagini spesso richiamate anche all'interno delle singole vignette), e l'uso delle didascalie è possente. A parte nelle scene di dialogo, è come se ogni vignetta illustrasse una frase o un paragrafo del libro, nonostante queste "illustrazioni" siano di notevole funzionalità narrativa. Questo può essere considerato un difetto, un mancato raggiungimento dell'obiettivo di tradurre a fumetti il testo, ma nonostante l'uso intensivo, le didascalie fanno comunque il loro lavoro di dare il ritmo noir a tutta la storia.
    A fare di Città di vetro un capolavoro sono alcune trovate grafiche e di sceneggiatura che hanno fatto scuola, oltre ovviamente ai continui rimandi metalinguistici che caratterizzano l'originale letterario. La più evidente di queste trovate è il lungo monologo di nove tavole di Stillman, l'uomo che da ragazzino è stato segregato dal padre in virtù di alcune sue (del padre) teorie. Il trauma ha prodotto un ragazzo e poi un uomo con problemi linguistici. Ecco, immaginate cosa può essere il monologo di un uomo traumatizzato e con problemi linguistici, lungo nove tavole. Con una successione quasi cinematografica di ingrandimenti, dettagli, simboli, una lunga "panoramica" a fumetti all'interno di un uomo traviato e terrorizzato, che si conclude con due stupende tavole finali, Paul Karasik ha risolto il problema. E poi il "flashback" evocato dalla moglie di Stillman per raccontare la sua infanzia, ci viene mostrato come simboli stilizzati di una segnaletica. E ancora il lento sgretolarsi della griglia 3x3 verso la fine del libro, quando anche l'integrità psichica del protagonista viene a sgretolarsi. E le miniature che corredano le ricerche che il protagonista svolge in biblioteca, sulla nascita del linguaggio, sulla torre di Babele e sul significato della scoperta di Cristoforo Colombo vista in quest'ottica: il Nuovo Mondo sarebbe stata una nuova Babele, dove si sarebbe parlata una sola lingua, la lingua di Dio.
    Città di vetro è il racconto della follia, il labirintismo delle metropoli, di New York, narrate da un personaggio schizofrenico che non sa se è un romanziere o un detective o un eroe o un barbone, alla ricerca del linguaggio con cui pensare la sua stessa vita, con cui ritrovare il suo nome.

    David Mazzucchelli
    BIG MAN - Il gigante
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    Questo breve racconto di 32 tavole di Mazzucchelli non è molto originale, ma ha nel suo tratto, nel suo colore e nel modo con cui viene narrato, una peculiarità che lo rende degno d'essere considerato nel panorama della letteratura disegnata, lunga o corta che sia.
    Un gigante si arena sulla riva di un fiume. E' legato ad una zattera (come un certo Corto Maltese...) e viene trovato senza sensi da dei bambini. Il padre di uno di questi (nonchè di una bambina minorata) decide di 'riporlo' nel suo granaio, in attesa che la polizia si degni di arrivare in un villaggio piccolo come il suo. Nell'attesa, il gigante si sveglia e scopre di avere un certo feeling con la ragazzina minorata, nonchè quanto può essere utile un bestione come lui nel lavoro nei campi. Finirà male.
    La caratteristica estetica di questo racconto che salta subito agli occhi è l'uso della bicromia: nero e verde (in questa edizione). Una bicromia che, paradossalmente, aiuta a percepire i 'dettagli' dell'ambiente agreste, nonostante il tratto sia solo accennato. Col secondo colore si indicano le nuvole, gli alberi, ma anche le ombre, e i giochi di luce sul corpo maestoso del gigante. Inoltre l'uso dei dialoghi è ridottissimo quando Mazzucchello ci mostra come Big Man si sia ambientato nella comunità. Una piccola perla dal soggetto banale (l'arrivo di un 'diverso', prima oggetto di pregiudizi e poi beniamino del villaggio, nonchè amico della bambina handicappata che è l'unica che lo capisce), il racconto è molto godibile, e l'assenza di dialoghi gli da quell'atmosfera riflessiva che si scorge anche in "Città di vetro".
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
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    PALESTINA, di Joe Sacco, è stato anticipato. Esce oggi -_-, al posto di "5 è il numero perfetto".

    :cazz: :cazz: :cazz:
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
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    Blankets è una meravigliosa autobiografia.

    Un'autobiografia è un'opera decisamente ambiziosa: l'autore parte con l'obiettivo di raccontare la propria vita. E se non è la biograifa di una vita storicamente importante (come possono essere i racconti dell'olocausto di Maus) perchè un lettore dovrebbe leggere un'autobiografia?
    Craig Thompson riesce ad orchestrare magistralmente la narrazione della sua vita, alternando elementi di diverso tipo.
    Il racconto della sua infanzia, mostrando i momenti belli e brutti vissuti da bambino, a cominciare dal lettone nel quale dormiva con il fratellino, fino ai castighi inflitti dai genitori.
    Il suo percorso religioso, la sua analisi della fede, come la società americana ci si relaziona, e come Craig deciderà di approcciarsi ad essa.
    Ma per me Blankets è soprattutto il racconto di un primo amore. Il delicato e sincero dipinto di come un giovane ragazzo può innamorarsi di una splendida ragazza e vivere una storia d'amore. Senza romanticismi, scene smielate o retoriche. Ma sincere, e rinchiuse in una vignetta con un tratto e una sensibilità veramente incantevole. Dentro una sola vignetta può essere racchiusa un'intera storia, uno sguardo o un minuscolo gesto sono in grado di trasmettere più sensazioni di quante solitamente sono raccolte in una pagina. I personaggi sono spesso deformati, gli adulti vengono rappresentati a volte con fattezze mostruose, e in diverse tavole l'ambiente che circonda i personaggi si trasforma in uno sfondo onirico.

    Craig si innamorerà di Raina, incontrata in un campeggio parrocchiale, e con la quale si terrà in contatto, rendendosi conto di tenere sempre di più a lei.
    E con la quale vivrà tanti piccoli attimi di poesia, pura poesia disegnata, da un vero artista come Craig Thompson. Disegni che sanno catturare con sensibilità attimi impressi nella memoria dell'autore, e rappresentati con minimalismo sul foglio bianco, come le tracce che il piccolo Craig lascia su un manto di neve incontaminato.

    Credo che nessuna graphic novel mi abbia mai emozionato tanto quanto ha saputo fare Blankets. Una descrzione perfetta della vita quotidiana, nella quale Craig Thompson dimostra di saper cogliere con sensibilità gli elementi più interessanti di una vita "qualunque", in un volume di oltre 600 pagine, rimontate per l'occasione dall'autore nell'edizoione pubblicata per Repubblica.
    La miglior graphic novel mai letta.
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