
Visto l'incredibile successo ottenuto dal primo film, era auspicabile che la Disney decidesse di dare un seguito alle avventure piratesche di Jack e compagni. E infatti, dopo circa un anno la produzione annuncia che il film diverrà a breve una trilogia, con due sequel girati in contemporanea. Senza neanche uno straccio d'idea per la sceneggiatura, ma con già in tasca i soldi sufficenti a realizzarli, e dei personaggi caraterizzati alla perfezione, pronti ad essere riutilizzati.
E l'operazione sembra aver danto i suoi frutti, dato che il film è già al terzo posto come più grande incasso cinematografico di tutti i tempi, e il secondo posto potrebbe arrivare a breve.
La vicenda parte là dove si era concluso il primo film: Will Turner ed Elizabeth Swann stanno per celebrare le loro nozze, ma un mandato d'arresto (e conseguente condanna a morte) cala sulle loro teste, per aver aiutato un criminale come Jack Sparrow a fuggire. Così la coppietta di fidanzatini sarà separata: dato che Will sarà costretto a partire alla ricerca di jack Sparrow, che possiede un oggetto in cambio del quale potrà togliere ogni accusa su di sè e su Elizabeth.
La storia, dopo una divertente avventura su un'isola popolata da cannibali, che ha per lo più lo scopo di farci familiarizzare con il cast "allargato", entra nel vivo con una missione, che presumo si prolungherà fino alla fine del terzo film.
La maledizione del forziere fantasma è un degno seguito del primo Pirates of Caribbean: non c'è più lo stupore davanti all'atmosfera e ai fantastici personaggi, ma si rimane affascinati dalla storia e dalle situazioni.
Will, vero eroe impavido pronto a tutto pur di riavere la sua amata e il suo passato, dovrà affrontare ogni tipo di ostacolo, ritrovandosi come rivale, su più fronta, anche lo stesso Jack.
Elizabeth qui acquisisce spessore psicologico, attraverso situazioni nelle quali si troverà ad affrontare e scelte che dovrà compiere per raggiungere i propri obiettivi.
Jack Sparrow, il fulcro delle attenzioni dello spettatore, è ancora meglio di quanto visto nel primo film. L'interpretazione di Johnny Depp è magistrale, dal film precedente si è letteralmente trasformato in un cartone animato, con sequenze ideate attorno a lui proprio per esaltare questa sua caratteristica; memorabile una lunga scena nel quale Jack Sparrow si ritrova a fare peripezie degne di Wile E. Coyote.
Nel ruolo di villain di questo capitolo (e del prossimo) c'è Davy Jones e la sua ciurma di pesci-umani: il pirata polipone riesce a non far rimpiagere il caro vecchio Barbossa. Più spaventoso e meno divertente forse, ma ugualmente affascinante. Il volto ricreato con la motion capture è incredibilmente affascinante, a differenza del resto della ciurma, che pecca forse di scarsa caratterizzazione. Deludente anche il personaggio di Bill Turner, figura tanto nominata nel primo capitolo, ma decisamente poco azzeccata.
La caratterizzazione scarsa non affligge però la ciurma della Perla Nera, i cui membri ci vengono presentati a dovere, laddove nel primo film erano a volte appena accennati. E alla ciurma si uniscono i due pirati pasticcioni del primo film, che qui diventano una formidabile coppia comica, con dialoghi surreali in puro stile beckettiano. Inoltre, l'ex-commodoro Norrington ritorna in versione "barbone rancoroso", rivelandosi una minaccia più temibile di quanto si potesse immaginare, ottimo modo di reinventare un personaggio.
L'equilibrio tra toni comici e più "epici" è lo stesso visto nel primo capitolo; a questo si aggiunge la minaccia del Kraken, una bestia leggendaria la cui figura aleggia sempre sui protagonisti, contribuendo a ricreare l'atmosfera marinaresca.
Come nel primo capitolo, numerosi i riferimenti: all'inizio del film Gibbs canta la celebre canzone de "L'Isola del tesoro" e anche il marchio nero sulla mano di Jack Sparrow ricorda quello presente nel romanzo di Stevenson. Inoltre, nella scena in cui Will ritorna a Tortuga, si può vedere un uomo che viene calato in un pozzo e che sputa uno zampillo d'acqua, scena che riprende un animatronic dell'attrazione, e che tra l'altro doveva essere inserita nel primo film.
Molte le sequenze che sembrano ispirate da Monkey Island. E se nel primo film si ipotizzava un uguaglianza dovuta alla comune ispirazione (l'attrazione di Disneyworld), questo non avviene per il sequel, dove gli elementi presenti non c'erano nell'attrazione.
Innanzitutto il personaggio della Vodoo Lady, e la sua palafitta, identica a quella vista in Monkey Island 2, anche esternamente.
Jack entra in scena remando in una bara, come fa Guybrush in MI2, proprio per recarsi dalla Vodoo Lady
Davy Jones, con la sua barba tentacolare, ricorda LeChuck di MI2, con la sua barba "viva"
La fortezza che si vede all'inizio del film ricorda per certi versi la fortezza fantasma di LeChuck
Il villaggio di cannibali, pur avendo un tono nettamente meno umoristico (e soprattutto non ha le maschere buffe) è presente anche nel primo e nel terzo capitolo di Monkey Island.
Ci sono un bel po' di riferimenti anche al primo film:
- il Governatore Swann stacca acidentalmente un candelabro dalla parete, così come fa Will all'inizio del primo film.
- Quando Lord Beckett all'inizio del film nomina "Jack Sparrow", Will ed Elizabeth lo correggono "Capitano", così come rispondeva sempre Jack Sparrow nel primo film.
- Jack si chiede perchè il rum finisce sempre e, quando Elizabeth entra a far parte della propria ciurma, dice al suo equipaggio di nascondere il rum; entrambe le battute sono riferimenti alla scena sull'isola deserta nel primo film.
- Quando Will cerca Jack a Tortuga, incontra Giselle, che gli rifila uno schiaffo identico a quello che da' a Jack nel primo film.
- Will dice a Jack di essersi legato ai piedi due tartarughe marine, come il pirata aveva raccontato nel primo film.
- Prima di abbandonare l'isola dov'è nascosto il forziere, Jack da un colpo di pala in testa a Will, vendicandosi dello stesso colpo che aveva ricevuto da lui nel primo film
- Quando Elizabeth finge di svenire per interrompere il triplice combattimento con la spada, riutilizza la stessa tecnica usata per sventare l'esecuzione di Jack Sparrow alla fine del primo film, che as ua volta era un riferimento allo svenimento all'inizio del film nel quale precipitava dalla rocca
- Il cane con le chiavi, viene esplicitamente chiamato dal governatore, e poi gli uomini in cella allungano le mani verso Elizabeth, come facevano nel primo film per chiamare il cane
- All'inizio del primo film, Mr.Gibbs dice alla piccola Elizabeth di smettere di cantare una canzone sui pirati. All'inizio di questo film Gibbs canta lui stesso una canzone sui pirati, ora che è diventato uno di loro
- In entrambi i film c'è un combattimento con le spade ambientato su un terreno poco stabile. Nel primo film è un asse basculante, qui la ruota del mulino
Il film non delude affatto le aspettative (e per conto mio, erano MOLTO alte); se proprio bisogna trovare dei difetti, si può additare una caratterizzazione scarsa per i nuovi personaggi (Davy Jones e "Vodoo Lady" esclusi), ma in compenso vengono esplorati molto di più i personaggi già conosciuti donandogli nuove profondità, e facendoli uscire da stereotipi nei quali, pur se alla lontana, potevano essere rinchiusi.
Altro difetto, se così vogliamo chiamarlo, è la non-omogeneità del film: mentre il primo film si concentrava su un'unica storia, qui abbiamo due avventure: l'isola dei cannibali, che occupa il primo terzo del film, e l'avventura principale. Questo però si può giustificare ipotizzando che (quasi sicuramente) l'avventura di Davy Jones si concluderà alla fine del terzo film, e così gli autori hanno pensato di inserire un intermezzo prima della "saga finale". Intermezzo questo che non è assolutamente fine a sè stesso, ma che ci fa ulteriormente affezionare ai personaggi (o ri-affezionare, per chi in questi anni non ha consumato il DVD del primo film guardandolo a ripetizione) e soprattutto re-imposta i toni del film, qui ancor più cartooneschi di quanto visto ne La Maledizione della Prima Luna.
Ah, e soprattutto un paio di colpi di scena niente male nel corso del film, per realizzare i quali, gli autori non hanno voluto rivelare nulla neanche al resto del cast, per esempio, facendogli credere che nel finale a scendere le scale sarebbe stata Anamaria, la piratessa del primo film, per poter così riprendere la loro vera espressione di stupore.
Ora l'attesa è forte per il terzo film, e nel frattempo il franchise sarà sfruttato a dovere, dato che sono già stati annunciati fumetti e romanzi incentrati sul personaggio di Jack Sparrow. Ma "solo" un anno ci separa dalla conclusione della vera storia di Pirati dei Caraibi, e io sto letteralmente scalpitando.




