Letto il primo volume.
Jack Tenrec, figura carismatica della sua comunità, è il classico uomo tutto d'un pezzo, l'eroe a cui la gente si affida quando c'è da affrontare una missione pericolosa. Non è però un tipo politicamente corretto, segue una sua particolare filosofia per cui più della vita umana è importante rispettare l'equilibrio della natura, e perciò non esita a punire con azioni bastardissime chi non rispetta le sue regole. Ad esempio quando scarica il fucile del bracconiere e quest'ultimo finisce in pasto all'orso, oppure quando manda il tizio della miniera a prendere la carcassa del dinosauro, ben consapevole che ce ne sarebbe stato una altro vivo in agguato.
In realtà i lestofanti che rimangono uccisi sono vittime della loro avidità e della loro sottovalutazione dello Xenozoico, la Terra del futuro in cui vivono. Un mondo primordiale e selvaggio in cui ogni evento è conseguenza di un altro in un rapporto causa-effetto che Schultz sembra particolarmente interessato a evidenziare.
Le storie brevi non danno il tempo alle singole avventure di sviluppare tutto il loro potenziale ma sono comunque concatenate, il che consente d'imbastire delle trame orizzontali come quella dei misteriosi custodi. La continuity coinvolge anche i personaggi secondari come Remfro, l'Icaro dell situazione, che ritroviamo intento a coronare il suo sogno di volare nell'ultimo capitoletto dopo che era stato introdotto nel secondo.
La lettura scorre bene e questo anche grazie all'uso delle didascalie che alleggeriscono i dialoghi. C'è azione ma anche scene di vita, e ad allietare il tutto non manca una bella co-protagonista pinup. Tra mostri e dinosauri poi non si può che notare la pura essenza del pulp da fantascienza-horror d'epoca. Basta citare l'episodio in cui il cervello del ricercatore mutante esce dal naso dell'ospite e comincia ad andarsene in giro per conto suo. Meraviglioso!
Edizione Cosmo: le tavole sono troppo piccole per la bellezza dei disegni ma per lo meno il bianco e nero è quello originale.
A fine volume Schultz parla in un commento delle sue fonti di ispirazione citando in primis Egar Rice Burroughs e King Kong, poi Robert E. Howard e i fumetti della EC Comics. La postfazione è affidata a Craig Elliot (visual development artist per la Disney e altre case di produzione) che loda l'abilità nel disegnare di Schultz.
Forse che entrambi i testi sono stati presi dall'edizione di Zenozoic Tales della Flesk? Del resto la casa editrice californiana ha dedicato un libro anche a Elliot.