[Spike Jonze] Lei (Her)

Una cartella dedicata a quel grande magico calderone che è il cinema e al fascino magnetico che lo schermo gigante continua ad esercitare ancora oggi.
  • A me Spike Jonze piace molto e mi è piaciuto molto Her, che con una serie di contrasti (visivi per i colori, ma anche emotivi tra il protagonista e...il resto del mondo) e degli spunti piuttosto originali per il genere "futuro-dominato-dalla-tecnologia" riesce a raccontare una bella storia.

    Non ci vedo tanto il non fare evolvere la propria ragazza, quanto una storia comunissima, che accade tanto agli uomini quanto alle donne, ovvero il "crescere" insieme a qualcuno per poi rendersi conto che il proprio posto è altrove, per lei è il primo amore e per lui è un po' una scappatoia dalle persone reali che lo hanno fatto soffrire ed un modo per ricominciare dopo il divorzio. La storia più vecchia del mondo in chiave futuristica insomma.
  • La sua strana commedia "Essere John Malkovich" mi era piaciuta molto :)
  • Visto alcune sere fa, dopo essere stato nella mia infinita lista delle visioni da fare.
    Per quel poco che sapevo del film - uomo che intesse una relazione con un sistema operativo - era infatti una pellicola che mi incuriosiva parecchio, e da tempo quindi volevo godermelo, pur rimandando sempre. Per fortuna poi capitano le occasioni giuste e finalmente me lo sono visto.
    Ne esco soddisfatto, molto. Her ha quel gusto sottilmente - ma nello stesso tempo fortemente - malinconico che lo attraversa per tutto il film, come dice giustamente Pangur Ban. Ed è uno degli elementi che ho maggiormente adorato.
    Theodore è il prototipo di essere umano triste e annoiato, che non sa bene cosa fare della sua vita, che da un certo punto in avanti (nel suo caso, dal divorzio) va con il pilota automatico. Un uomo incapace di vivere adeguatamente anche la sua cerchia di amicizie, che trascura o che non sa bene come "maneggiare".
    È delizioso pensare che in questo futuro prossimo sempre più massicciamente dominato dalla tecnologia questi stati d'animo possano accentuarsi rispetto ad ora, invece che diminuire. È un ragionamento da sociologi base, forse, ma non mi suona mai così immediato come dovrebbe essere.
    Mi piace anche il ribaltamento: la tecnologia ci isola dagli altri, ci rende impersonali (Theodore per lavoro scrive lettere personali per conto di clienti che lo incaricando di farlo al posto loro), ma proprio un'innovazione tecnologica che simula l'essere umano contribuisce a regalare una seconda giovinezza al protagonista.
    Ho letteralmente adorato Samantha, l'Intelligenza Artificiale che acquista Theodore, dapprima come aiuto e amica, poi come partner. La voce italiana non sarà al pari con quella originale di Scarlett Johansson, ma trovo che Micaela Ramazzotti faccia un buonissimo lavoro, regalando una tonalità avvolgente, rotonda, leggermente goffa ma in modo dolce e amorevole, in grado davvero di poter creare un'intesa e una vicinanza. D'altronde la Ramazzotti, pur alla sua prima esperienza di doppiaggio, è prima di tutto un'attrice che nella sua carriera ha recitato in film italiani di tutto rispetto e ha vinto anche un certo numero di premi, quindi evidentemente è riuscita ad attingere dalla sua esperienza professionale per capire cosa dovesse suggerire la sua voce e cosa trasmetteva il tono vocale della Johansson.

    Le scene di "sesso" tra Theodore e Samantha, i momenti di gelosia e incomprensione, il tentativo disastroso di sfruttare una ragazza pronta a prestare il proprio corpo alla I.A. sono le scene migliori perché disturbanti, strane, ma anche spietatamente naturali a livello di relazioni interpersonali.
    L'upgrade di Samantha, [spoiler]che avendo la possibilità di interagire grazie alla Rete con un sacco di altre persone finisce per intessere un numero spropositato di altre relazioni sentimentali, senza amare nessuno di più o di meno e senza riuscire lei stessa a ricollocare tutto ciò in una sfera comportamentale di qualche tipo[/spoiler], è chiaramente il climax del film, momento di massima tensione e di rottura del presupposto narrativo, svolto in modo riuscito e ferale, dando al film una connotazione ancora più spietata e amara.

    Un bel film. Senza bisogno di scomodare paroloni o grandi giri di parole, inopportuni verso una pellicola molto buona ma comunque non imprescindibile, posso senz'altro dire che si tratta di una storia che vale la pena di vedere e nella quale farsi coinvolgere, un racconto che parla di sentimenti e di vita da un punto di vista diverso, quasi paradossale ma proprio per questo dannatamente funzionale ed efficace.
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  • Però [spoiler]finisce male[/spoiler] :(
  • Ma non è vero XD [spoiler]Finisce bene![/spoiler]
  • Sì, ma a me piaceva [spoiler]l'altra[/spoiler].
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