La saga è conclusa. Mi sono così imbarcato nella rilettura dei sette libri, ora che i misteri sono stati svelati e la conclusione delle vicende di Harry Potter sono ormai note. Quanto segue contiene spoiler per chi non abbia ancora letto l'ultimo volume.

Harry Potter e la Pietra Filosofale esce il 30 giugno 1997 in Inghilterra; è un romanzo per ragazzi che narra le avventure di un giovane apprendista mago, e nessuno può vagamente immaginare che quel libro dieci anni dopo sarà considerato il nono libro più venduto di tutti i tempi (e sale al secondo posto se escludiamo i testi religiosi e politici, superato solo da Don Chisciotte).
E dalle premesse della trama, il lettore non può immaginarsi i toni epici che la saga assumerà: tutto comincia con un povero ragazzino orfano, costretto ad abitare con i suoi zii, i quali sono creature malvagie ai limiti del grottesco, tanto che sembrano usciti dai romanzi di Susanna Tamaro o Roald Dahl. Col tempo questi caratteri decisamente eccessivi saranno ridimensionati, ma soprattutto in questo primo libro i comportamenti sopra le righe (soprattutto di Dudley e Vernon) servono per mettersi dalla parte della povera vittima Harry Potter, ma soprattutto abituarsi allo stile di scrittura strampalato di J.K.Rowling, qui lasciato senza freni, ma che nella parte successiva ambientata ad Hogwarts spunterà qua e là, anche se la Rowling sarà impegnata a tratteggiare le fondamenta di una trama ben pìù complessa di quanto parrebbe.
Comunque la "prigionia" di Harry inizia a traballare da quando arrivano le prime lettere da Hogwarts, destinate ad aumentare sempre di più, fino alla strepitosa valanga di lettere che obbliga i Dursley a fuggire. Ma il vagabondaggio risulterà inutile, con il prorompente arrivo di Hagrid che stravolge completamente la vita di Harry, introducendolo alla vita maghesca, e mettendo fine a una parte della storia che ritengo tuttora una delle più riuscite della saga, pur se priva della profondità che giungerà in futuro.
Questo libro ha chiaramente lo scopo di introdurre le ambientazioni e i personaggi dell'universo potteriano, e infatti la Rowling riesce benissimo a presentare un universo fantasy credibile, preoccupandosi soprattutto di inserire elementi che riutilizzerà in futuro: mi pare che a parte la Pietra Filosofale e lo Specchio delle Brame, non ci sia nulla che non rivedremo in futuro. A proposito, è interessante osservare come questo libro sia una sorta di riassunto "7 in 1" di tutta la saga, dato che Raptor è un prototipo di ciò che sarà Moody nel quarto libro, e il ruolo di Piton di presunto colpevole ma in realtà protettore sarà ripetuto nel secondo libro e, in modo più ampio e approfondito, negli ultimi due. Anche il discorso finale di Silente, nel quale il preside dice ad Harry che "per una mente ben organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura", sembra avere molto in comune con il messaggio finale dell'ultimo libro...
Molti interessanti altri rimandi al futuro, come la signora Figg che sembra una banalissima comparsa, Harry che parla allo zoo con il serpente, o la visita alla Gringott dove inizia l'esplorazione di Harry al mondo dei maghi, e dove si chiuderà il cerchio nel settimo libro con l'irruzione all'interno della stessa banca, i cui meccanismi di difesa (drago compreso) sono elencati proprio qui.
La Rowling lascia anche diversi spiragli aperti per approfondire personaggi nei libri successivi, com'è giusto che sia trovandoci alle prese con un volume introduttivo; l'esempio più interessante è Silente che non racconta ad Harry cosa vede realmente nello Specchio delle Brame, spunto che l'autrice si degnerà di spiegare, sviscerando il passato travagliato del preside, solamente nell'ultimo libro.
Sicuramente ciò che però è più avvincente osservare alla luce della conclusione del percorso dei sette volumi, è Piton e il suo atteggiamento che ad una prima lettura sembrava il classico professore cattivo, a metà saga abbiamo scoperto che era vittima del bullismo di James Potter e compagni, ma dopo l'ultimo libro abbiamo scoperto come il personaggio abbia motivazioni ulteriormente più profonde: queste risiedono nel suo amore per Lily, che si contrappone fortemente all'odio per James, e questo conflitto viene sfogato sull'inocente Harry, sul quale Piton compie la sua personale vendetta nei confronti di suo padre, ma che contemporaneamente protegge per la parola data alla madre. Harry ad un certo punto inizia a sospettare che l'astio provato da Piton nei suoi confronti sia causato da qualcosa di cui non è a conoscenza, ma dato che Hagrid si rifiuta di spiegarglielo, Harry continuerà a pensare (erroneamente) che Piton voglia solo impossessarsi della pietra filosofale.
La storia si conclude con il secondo scontro tra Harry e Voldemort, nel corpo di Raptor; Harry riesce a vincere grazie all'amore di sua madre, come gli viene spiegato da Silente, ma anche questo, come moltri alti misteri verranno approfonditi in futuro...
A mio parere è un libro più che buono, soprattutto se consideriamo le finalità introduttive che deve avere, e il fatto che abbia un tenore ben diverso dai libri successivi non lo vedo come un difetto, ma come una necessità: d'altronde anche Il Signore degli Anelli non parte con scontri tra eserciti, ma con le avventure di un gruppo di ometti in viaggio.
Una domanda:
Lavanda Brown fu la prima nuova Grifondoro e il tavolo all'estrema sinistra esplose in un evviva generale; tuttavia Harry notò che i fratelli gemelli di Ron fischiavano.
Perchè mai i gemelli Weasley ce l'hanno con Lavanda? Non penso che possano prevedere cosa accadrà nel sesto libro, quindi perchè hanno questa reazione?