
Avatar: The Last Airbender o La Leggenda di Aang è una serie tv di Nickelodeon che negli ultimi anni ha ricevuto il plauso di più o meno tutto mondo sopracqueo. Io, che sono come sempre sul pezzo, ho iniziato a guardarlo mentre il suo spinoff giunge a conclusione... il che è un'ottima cosa, perchè mi permette di recuperarmeli in modalità maratona
La serie, 3 stagioni costituite da 20 episodi ciascuna, si svolge in un mondo diviso in 4 nazioni: il vastissimo Regno della Terra, che comprende gran parte del pianeta, la Nazione del Fuoco (che nonostante il nome non è una Lethal Lava Land ma una terra perlopiù verdeggiante), le Tribù dell'Acqua alloggiate ai due poli del mondo e i Nomadi dell'Aria, popolo vagabondo i cui templi si trovano su catene montuose nei 4 punti cardinali. Tra gli abitanti delle 4 regioni possono nascere i dominatori, persone dotate dell'abilità di controllare uno dei 4 elementi classici, e ciclicamente tra i dominatori nasce l'avatar, che ha la capacità di manipolarli tutti e ha il compito di mantenere l'equilibrio tra le nazioni e tra il mondo dei mortali e quello degli spiriti. Il prologo della serie ci spiega che un secolo prima degli eventi raccontati l'avatar sparì e la Nazione del Fuoco lanciò un attacco su vasta scala che spinse il mondo in una guerra senza fine, ma nel primo episodio i due coprotagonisti, due ragazzi della Tribù dell'Acqua del Sud, Katara (l'ultima dominatrice dell'acqua del sud) e suo fratello Sokka (che non è un dominatore, ma sa comunque farsi valere), trovano l'avatar ibernato in un iceberg. L'avatar però è solo un ragazzo di 12 anni, Aang, e ha imparato a dominare soltanto l'aria, l'elemento della sua nazione di appartenenza. Seguono viaggio alla scoperta di sè stessi e alla ricerca di maestri che possano insegnare ad Aang il dominio degli elementi e il significato dell'essere l'avatar, grandi avventure e nuove amicizie.
Esteticamente e culturalmente il mondo di Avatar è di chiara ispirazione orientale, ma da ignorante quale sono sull'argomento devo ammettere di aver riconosciuto solo pochi degli innumerevoli rimandi alle varie religioni e filosofie asiatiche di cui questo universo narrativo è impregnato, tuttavia non serve avere essere appassionati di oriente per osservare come la Terra di Avatar sia un mondo costruito in maniera molto credibile, cura che si estende ad ogni altro aspetto della produzione. L'animazione è su livelli televisivi ma grandissima cura è stata riservata alle coreografie dei combattimenti, al design di personaggi e posti, alla caratterizzazione dei personaggi e alla continuity. La prima stagione può sembrare un po' debole, in quanto è strutturata in una serie di episodi più o meno autoconclusivi che devono condurre i nostri personaggi dal Polo Sud al Polo Nord, ma i semini che getta sono innumerevoli, tant'è che nonostante le apparenze pochissimi episodi potrebbero essere rimossi senza che ci fossero effettive conseguenze sul resto della serie. La seconda e la terza stagione sono invece decisamente più concise e prediligono la trama orizzontale rispetto alle avventure standalone e vanno a culminare in uno dei migliori finali mai avuti in una serie tv (animata e non).
Tra le poche critiche che è possibile muovere c'è il fatto che la doppia anima della serie, a metà tra oriente e occidente, sebbene funzioni spesso in maniera molto armonica talvolta stride, specie per quanto riguarda l'umorismo non sempre efficacissimo. Un altro piccolo neo è la presenza di villain non particolarmente memorabili, problema che comunque passa in secondo piano rispetto alla grande simpatia di tutti i personaggi principali.
Comunque, in definitiva, vedetevelo. Ne vale la pena.
Curiosità: Dave Filoni ha diretto 9 episodi della serie, mentre Mark Hamill presta la voce al Signore del Fuoco, big bad della serie



