[Millar/Romita Jr.]: Kick-Ass 3
Inviato: lunedì 14 luglio 2014, 22:36
Kick-Ass 3 - 1 (di 4)

Se ne sentiva il bisogno?
Io una risposta ce l'avrei, e non è "sì".
Il senso di Kick-Ass, secondo me, stava tutto nella prima miniserie. La seconda già mostrava la corda, e l'impressione era che Mark Millar per scrivere un fumetto ancora più di rottura non avesse avuto altre idee se non di spingere sull'acceleratore della violenza cieca, inutile e schiaffata in faccia al lettore. La mini su Hit Girl serviva in teoria per far da ponte ai due macro-capitoli delle avventure di Dave Lizewski, ma in realtà era fan service per tutti i lettori ammaliati dalla ragazzina guerriera.
Potevo solo immaginare, tremando, cosa sarebbe potuto essere Kick-Ass 3, che da questo luglio Panini Comics pubblica in Italia con l'ormai consolidato formato di 4 albetti sottiletta, al ritmo di uno al mese e di 3 euro cadauno.
Invece questa prima parte non mi ha costernato come temevo: vediamo Kick-Ass insieme a ciò che resta del super-gruppo Justice Forever continuare, tra varie difficoltà, a pattugliare le strade e a compiere imprese eroiche. La loro inadeguatezza li rende credibili e offre vari spunti per una comicità paradossale che funziona, e la cosa si riscontra soprattutto nei siparietti con un membro particolarmente scazzato del gruppo, tal Juicer, e ancor di più nei tragicomici tentativi di far evadere Hit-Girl, dove è stata reclusa dopo i fatti avvenuti alla fine di Kick-Ass 2.
Ecco, quel che ritrovo tra queste pagine è un po' di genuina comicità, anche nonsense e un po' sopra le righe, che apprezzavo nella prima miniserie.
Poi, certo, già la seconda parte diventa più pesante, quando ci si focalizza sulle condizioni Chris Genovese/Motherfucker e sui sentimenti di sua madre, ma per ora la cosa aggiunge spessore e riflessioni alla trama, limitando lo splatter gratuito, quindi ben vengano anche queste situazioni.
Per ora, dunque, mi dico soddisfatto: un acquisto fatto più per completismo che per altro, e con basse aspettative, si rivela nei suoi primi passi qualcosa di più gradevole di quanto mi aspettassi. Aspetto con interesse l'evolversi della situazione nei prossimi albetti

Se ne sentiva il bisogno?
Io una risposta ce l'avrei, e non è "sì".
Il senso di Kick-Ass, secondo me, stava tutto nella prima miniserie. La seconda già mostrava la corda, e l'impressione era che Mark Millar per scrivere un fumetto ancora più di rottura non avesse avuto altre idee se non di spingere sull'acceleratore della violenza cieca, inutile e schiaffata in faccia al lettore. La mini su Hit Girl serviva in teoria per far da ponte ai due macro-capitoli delle avventure di Dave Lizewski, ma in realtà era fan service per tutti i lettori ammaliati dalla ragazzina guerriera.
Potevo solo immaginare, tremando, cosa sarebbe potuto essere Kick-Ass 3, che da questo luglio Panini Comics pubblica in Italia con l'ormai consolidato formato di 4 albetti sottiletta, al ritmo di uno al mese e di 3 euro cadauno.
Invece questa prima parte non mi ha costernato come temevo: vediamo Kick-Ass insieme a ciò che resta del super-gruppo Justice Forever continuare, tra varie difficoltà, a pattugliare le strade e a compiere imprese eroiche. La loro inadeguatezza li rende credibili e offre vari spunti per una comicità paradossale che funziona, e la cosa si riscontra soprattutto nei siparietti con un membro particolarmente scazzato del gruppo, tal Juicer, e ancor di più nei tragicomici tentativi di far evadere Hit-Girl, dove è stata reclusa dopo i fatti avvenuti alla fine di Kick-Ass 2.
Ecco, quel che ritrovo tra queste pagine è un po' di genuina comicità, anche nonsense e un po' sopra le righe, che apprezzavo nella prima miniserie.
Poi, certo, già la seconda parte diventa più pesante, quando ci si focalizza sulle condizioni Chris Genovese/Motherfucker e sui sentimenti di sua madre, ma per ora la cosa aggiunge spessore e riflessioni alla trama, limitando lo splatter gratuito, quindi ben vengano anche queste situazioni.
Per ora, dunque, mi dico soddisfatto: un acquisto fatto più per completismo che per altro, e con basse aspettative, si rivela nei suoi primi passi qualcosa di più gradevole di quanto mi aspettassi. Aspetto con interesse l'evolversi della situazione nei prossimi albetti


