RW Lineachiara sta proseguendo coerentemente a proporre i diversi volumi della collana, e a Lucca mi sono procurato il terzo e il quarto:
Poldino Spaccaferro #3: Le Dodici Fatiche di Poldino Spaccaferro
Questa volta abbiamo Peyo supportato da Walthery nei disegni e soprattutto da Delporte alla sceneggiatura. Delporte è l'uomo dietro a molte delle prime (e migliori) storie dei Puffi, a cui ha saputo sempre conferire una certa vena satirica. Sebbene qui il suo stile sceneggiatorio "disteso" si senta, la storia mi è parsa fin troppo episodica e decompressa. Ho apprezzato il ritorno del Signor Trombetta, il tassista del primo volume, e anche di un altro personaggio di quella storia, che viene ripreso in modo imprevedibile. Tutto ruota intorno ad una corsa contro il tempo: Poldino e Trombetta devono recuperare uno dopo l'altro tutti i compagni di band del vecchio tassista per mettere insieme i frammenti di un atto di proprietà che renderà i vecchietti ricchissimi, ma devono dribblare i tentativi di sabotaggio di un losco figuro. Niente di troppo originale: la storia è tutta impostata come una lista di recuperi e situazioni bizzarre, alcune molto simpatiche e visivamente varie, ma troppo lunga. Gli episodi sono tanti, pure troppi e con una scorciatina qua e là la sostanza della storia non sarebbe stata compromessa. Ottimo come sempre il lavoro fatto sui personaggi, Poldino in primis, sempre teneri e umani.
Poldino Spaccaferro #4: Lo Zio Placido
Questa volta a collaborare con Peyo alla sceneggiatura troviamo Gos. La storia, come la precedente, consiste in un lungo susseguirsi di fughe concitate. Poldino fa visita allo Zio Placido e si ritrova a doverlo aiutare a far da guardia del corpo ad un diplomatico straniero, incaricato di recuperare una preziosa valigetta. Sebbene anche questa volta sorga il dubbio che la serie si stia un po' arenando su schemi preimpostati, la lettura è piacevolissima. La sceneggiatura è meno frammentaria e più movimentata rispetto alla storia precedente, anche se graficamente lo stile si fa leggermente più "freddo". E' essenzialmente lo spionaggio secondo Peyo, una parodia anche graffiante (le scarpe ricetrasmittenti) di quel genere cinematografico. Le gag sono buonissime, il lavoro sul protagonista è ancora ottimo, anche se il livello della Signora Adolfina non viene raggiunto.