


Per favore, mordimi sul collo
Il modesto Park Chan-wook non si firma neanche in un angolino della pellicola, ma bisogna dirlo: la sopraffina regia è il grande pregio di questo film strano e straniante. Sostanzialmente è Dracula in versione moderna, con un vampirismo solo metaforico. Se non fosse per qualche dialogo ambiguo e alcune similitudini appena appena accennate, non sarebbe inusuale chiedersi "perché il film si intitola Stoker?". Alla fine, però, è abbastanza chiaro come Park Chan-wook sia riuscito a raccontare una storia trita e ritrita in modo inusuale e stimolante. Stimolante al punto da giocare molto sulle immagini, sui colori degli sfondi e dei personaggi (sia per quanto riguarda gli abiti che la pelle degli attori), sull'andamento più o meno rallentato delle riprese. Il tutto, ovviamente, grazie anche alla sceneggiatura dell'ebreo afroanglofrancorussogermagiamaicanolandeselibanesesiriano Wenthworth Miller (che ha già pronto il prequel, incentrato sullo zio).
Molto interessante, e mi è piaciuta molto la Wasikowska (che capelli, gnam).
Ultima produzione di Tony Scott.

