
locandina pulp

Una bella congrega di vips unisce le forze per mettere insieme un film con gli alieni nel vecchio west. Prodotto da Ron Howard e Brian Grazer, scritto da Damon Lindelof, Roberto Orci e Alex Kurtzman, diretto da Jon Favreau e interpretato da Daniel Craig, Harrison Ford, Olivia Wilde e Sam Rockwell, Cowboys & Aliens è un film quantomai bislacco.
Tratto da un GN di Scott Mitchell Rosemberg, narra una vicenda accaduta nel 1873, quando una genia di alieni cattivissimi invade l'Arizona. Si intrecciano così le vicende del rude e innominato protagonista (Craig), che non ricorda perché ha un bracciale anacronistico al polso, del patriarca degli allevatori Woodrow Dolarhyde (Ford), tormentato dal figlio bulletto, della misteriosa Ella (Wilde), che pare ben conoscere Craig, e del vigliacco gestore del saloon locale (Sam Rockwell), sbeffeggiato dagli sgherri di Dolarhyde jr. Il film si mantiene in costante equilibrio fra western e sci-fi, alternando le location e giocando qua e là sulla dicotomia spazi aperti / spazi chiusi, sfogando i ruggenti extraterrestri ora nei primi ora nei secondi: si passa da scene alla Indipendence day ad altre alla Alien, e in ogni caso questi alieni brutti, sporchi e cattivi hanno un che di xenomorfo. Ovviamente le dure vicende porteranno i vari personaggi ad imparare la lezione e a migliorarsi. Non poteva essere altrimenti, visti gli sceneggiatori.
Favreau fa sostanzialmente un buon lavoro, senza particolari guizzi e, anzi, con una discreta dose di noia, ma ha il pregio di riuscire a mantenere in piedi un plot decisamente sforacchiato, e non solo dai colpi di pistola. Infatti, almeno stando alla rivelazione di Alfredo Castelli contenuta in una videointervista del 2012, questo avrebbe dovuto essere il film di Tex. Sì, Tex Willer, uno dei personaggi del fumetto italiani di cui gli americani detengono i diritti cinematografici. Probabilmente avrebbe dovuto essere una versione elaborata della celebre storia di Tex Willer contro l'alieno, scritta da G.L.Bonelli eoni fa. Poi, per vari motivi, le cose sono cambiate. Ma quanto può essere vera questa testimonianza se ufficialmente la sceneggiatura è basata su un GN americano? Quel che è certo è che nel film abbiamo un quartetto di protagonisti, costituito da un duro (Tex/Craig), un burbero buono (Kit Carson/Ford), un giovane (Kit Willer/il ragazzino che accompagna il cast per tutto il film) e un Apache (Tiger Jack/il capo della tribù che si allea ai Nostri). Ci sarebbe anche un'Oliva Wilde abbastanza somigliante alla defunta moglie di Tex, Lilith, ma nel film non è una indiana. In più, come detto, nel film il cast comprende anche il personaggio interpretato da Sam Rockwell. Tuttavia, egli è sostanzialmente inutile ai fini della narrazione.
Insomma, cosa pensare di questo film, forse il primo fiaschetto dell'Abrams Team? Mah, brutto non è, e fra vent'anni avremo piacere a rivedere il buon vecchio Harry nei suoi ruoli di fine carriera (benché in questo caso sia senza Gammino). Inoltre, considerate la genesi più o meno travagliata e la profonda sciocchezza di fondo della storia, il risultato avrebbe potuto essere ben peggiore. Se po' vedè, dai.

