[Fratelli (?) Wachowski] Cloud Atlas

Una cartella dedicata a quel grande magico calderone che è il cinema e al fascino magnetico che lo schermo gigante continua ad esercitare ancora oggi.
  • Questo progetto mi ha incuriosito da parecchio tempo, tanto che ho fatto i salti mortali per leggere il libro (in lingua originale, anche se in italiano c'è) prima dell'uscita del film. L'hype viene principalmente dal libro, che ai suoi tempi (2004) fece molto parlare di sé per via delle sue molteplici peculiarità. Messo in mano ai registi di Matrix (ma anche il regista tedesco non è il primo pirla che passava, eh, vedasi Profumo) l'hype è arrivato a mille.

    Io a Lost non ci avevo pensato per niente. E invece adesso questo pensiero mi attanaglia, perché se avessero sviluppato il libro in una serie TV secondo me sarebbe venuto molto meglio di Lost e del film stesso.
    Sì, tutto è connesso, come in Lost. In Lost erano connessi diversi personaggi sparsi per il mondo, in Cloud Atlas sono connessi gli stessi personaggi sparsi per il tempo. E ognuno di questi personaggi, nelle loro diverse reincarnazioni storiche, è un eroe tormentato. Ci sono quelli con le daddy issues, ci sono quelli che don't tell me what I can't do, ci sono le donne cazzute, ci sono i mindgamer (sia quelli onesti, sia quelli doppiogiochisti), ci sono gli anziani buffi e innamorati, ci sono personaggi tipo il Fumo Nero, ci sono gli Dei, c'è la Nave, c'è l'Isola.
    Immaginate quanto background si porta dietro ogni personaggio. Immaginate che c'è una storia complessa dietro ogni epoca storica.
    Immaginate che il progetto dell'autore del libro era di scrivere nove racconti ma l'editore l'ha convinto a limitarsi a sei. È come se fossero nove libri. Diversi, non capitoli di uno stesso libro. Nove libri, neanche particolarmente brevi.
    Immaginate tutto questo sviluppato in 100 episodi.

    Fatto? Ora immaginate il film di 170 minuti.

    Il film ha dovuto fare tagli drastici (personaggi che non ci sono più, moventi semplificati, indagini completamente glissate) per rendere il film qualcosa di diverso da un film a episodi. Il film è uno solo, e le sei storie non sono più sei storie separate (legate "idealmente") ma sei capitoli di un'unica storia (concretamente). In questo l'adattamento si può considerare riuscito non ci sono buchi (soprattutto se non si conosce il libro), e molte persone che seguo hanno letteralmente amato questo film. Le critiche vengono principalmente dall'America, dove probabilmente la fama del libro ha preceduto il film.
    Dal film risalta di più la componente pseudofilosofica new-age (come nel caso di Matrix) rispetto al valore narrativo (poiché ultrasintetizzato), ed è godibile anche così. Inoltre il film almeno un vantaggio sul libro ce l'ha: il riutilizzo degli stessi attori nei diversi racconti. Quella sì che è una chicca. Forse il makeup non è perfettamente realistico, o forse lo è troppo, ma se riusciamo a non farci caso ci possiamo godere dei momenti impagabili. Cast corale formidabile. Prestare attenzione ai titoli di coda (o spoilerarsi la tabella riepilogativa su Wikipedia) per scoprire chi è chi, se ve ne foste perso qualcuno (io me ne ero persi un bel po').

    Oppure bisogna "accontentarsi" del libro. Ad avere più familiarità con l'inglese sarebbe l'ideale. Qualcuno qui avrà letto la raccolta di Alan Moore La voce del fuoco. Lì i racconti avevano in comune il luogo, ma non c'era nessun idea di "reincarnazione" fra i personaggi dei diversi racconti. A parte questo il concept di quel libro è moolto simile a quello di Cloud Atlas: meno racconti, ma più lunghi, e scritti in stili diversi (inglese del 700, inglese europeo, inglese americano, arrivando a inventarsi un eventuale evoluzione dell'inglese nel 2300 post-apocalittico o dell'inglese futuristico parlato in Corea nel 2100).
    Il libro inoltre ha una struttura a matrioska (che nel film si coglie solo con un'analisi molto astratta), percui non solo i personaggi sarebbero reincarnazioni degli stessi, ma ognuno sta leggendo/guardando (insieme a noi lettori) il racconto della sua vita passata.
    A conti fatti è la nerdata definitiva. E non è escluso che l'autore possa "ampliare" il romanzo con i tre racconti tagliati in precedenza. Magari sarà l'occasione per ampliare anche il film, stavolta serialmente. Oppure possiamo scordarci questo e sognare una serie tv su La voce del fuoco, sarebbe una figata meglio di Game of Thrones.

    #melacantoemelasuono
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • L'ho trovato splendido. Certo, qualcosa che può far storcere il naso c'è, come il "capitolo" di Timothy Cavendish che effettivamente risulta troppo comico rispetto al tono di tutto il film (anche se nel libro rimaneva sempre molto umoristico), con qualche scelta infelice tipo Hugo Weaving che fa la domestica o la scena del gatto abbastanza cinepanettoniana ( :???: ), ma per il resto siamo su livelli veramente eccellenti. Qualcuno è rimasto deluso aspettandosi un trippone mentale incomprensibile per poi trovarsi un film più "facile", ma a mio parere la cosa è stata resa in maniera ottimale ed è stimolante notare tutti i collegamenti tra le varie storie (e sono meno "a caso" di come qualcuno pensa: ad esempio ho trovato ottimo il collegamento con [spoiler]la storia di Sonmi e gli effetti che provoca, da novella Gesù Cristo, sul popolo post-apocalittico del 2321[/spoiler]). Splendida la colonna sonora, certe tracce parevano richiamare l'eccellente lavoro di Giacchino per Lost.

    Mi sento di quotare il post di Franz: adattando Cloud Atlas come serie televisiva ne sarebbe uscito qualcosa di eccezionale, un Lost all'ennesima potenza. Ma vabbè, godiamocelo lo stesso. Possibilmente al cinema.

    E sì, un bel vaffa a Deboroh che a questo filmone preferisce quella merdaccia del terzo Matrix.
  • Allora, io sono rimasto allibito durante la visione del film.
    Perché ne avevo sentito parlare molto bene e invece durante la visione mi sono moooolto annoiato, cercando e aspettando motivi di interesse che non sono mai arrivati.

    I tanti professati collegamenti tra le diverse storie mi sono sembrati all'acqua di rose. Nulla che possa far gridare al miracolo, dopo il film "Crash" e la serie LOST (giusto per citare due delle centinaia di esempi di questo decennio).
    Anche nelle commedie all'italiana a episodi ci sono qua e là degli incontri tra i vari personaggi, ma non c'è quella patina da santoni mistici del "tutto è collegato".
    Ecco, questo mi ha dato piuttosto fastidio.
    Sono sicuro che nei romanzi questo aspetto è più sviluppato e più intrigante. Ma in un film dove tutto è compresso, questa cosa non arriva quasi per nulla. Anche perché ogni storia del film, così compressa, ha circa una ventina di minuti per essere sviluppata. Una ventina di minuti per l'equivalente di un romanzo, da quanto ho capito. Mh, non è granché. È come se invece di fare 6 stagioni di LOST, ne avessero fatto un film. È come se i romanzi di Harry Potter fossero stati adattati in UN film.
    Ovviamente il risultato sarà confusionario e moooooolto superficiale.
    E anche le storie, bah, non mi hanno catturato granché. Salverei solo quella di Cavendish (anche se Hugo Weaving Mrs.Doubtfire è INACCETTABILE) e qualche elemento della storia della "clone" e quella del compositore musicale. Però... boh.
    Sensazione di insoddisfazione e incompiutezza.

    E poi, a parte Hugo Weaving infermierina, mi ha un po' infastidito l'eccessiva presenza di mascheroni invecchianti. Capisco il gioco di far interpretare personaggi diversi ma collegati al medesimo attore, ma ci sono davvero troppi vecchi dalla faccia plasticosa. Visivamente mi sembrava quasi, ovviamente con le dovute differenze, di assistere a una puntata dei Soliti Idioti, con Mandelli e Biggio che fanno i vecchi in buona parte degli sketch.
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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  • LOL Deboroh la storia che più ti è piaciuta è quella di Cavendish che era l'unica cagatella comica? Io ho trovato geniale la storia di Sonmi, più profonda di quanto sembri (ed è anche l'unica meno approfondita rispetto al libro), ma anche quella del mondo post-apocalittico.

    Inoltre non esistono i romanzi; il libro è uno solo (manco troppo grande) con 6 parti autoconclusive che fungono da storia a sé (coi dovuti collegamenti), e nel film hanno imho preso la saggia decisione di fonderle tra loro per non donare una spiacevole sensazione da filmetto a episodi. Per cui no, mi spiace ma il paragone coi SEI LIBRI di HP che diventano un solo film non sussiste minimamente.

    Magari leggiti il libro prendendo coscienza della storia e poi rivediti il film per quello che è, tanto alla fine è sempre la stessa storia: quando uno pompa una roba in maniera eccessiva o ne parla massicciamente, finisci sempre per avere aspettative e prospettive falsate.

    E comunque sì, Lost. E il significato che la storia emana è molto meno scontato dell'apparenza, oltre che stimolante.
  • Vito ha scritto:LOL Deboroh la storia che più ti è piaciuta è quella di Cavendish che era l'unica cagatella comica? Io ho trovato geniale la storia di Sonmi, più profonda di quanto sembri (ed è anche l'unica meno approfondita rispetto al libro), ma anche quella del mondo post-apocalittico.
    Quindi una storiella comica sviluppata per bene, non può essere meglio di un mischione confuso con velleità di profondità non raggiunte (che è la mia percezione, non dico debba essere così per tutti).
    La semplicità non è un deterrente, faccio sempre l'esempio che per me un Kiki's Delivery Service è dieci spanne sopra Princess Mononoke e La Città Incantata, anche se questi ultimi due film hanno mire molto più alte.

    Per quanto mi riguarda, la storia di Sonmi parte da ottime premesse, ha una protagonista forte e un setting accattivante, ma da quando viene "salvata" tutto si sgonfia e (detta senza mezzi termini) non me n'è più fregato nulla. Anche la scoperta dell'indotto cannibalismo, boh, un po' perchè l'avevo nasato, un po' perchè dopo tanto Philip Dick e Matrix ci vuole qualcosina in più per conquistarmi.
    Il mondo post-apocalittico bof, a parte la scena di Hugh Grant che scappa dalla capanna dopo aver ucciso il cattivone, che aveva un po' di adrenalina, non mi ha dato granché. Mi ha affascinato il linguaggio, al punto da desiderare scoprire come è stato reso nella versione originale, ma la trama... no.
    E anche lì, Hugh Grant tribale e minaccioso... non fa nulla di male, lo interpreta anche abbastanza bene... ma cavolo, è Hugh Grant! Dopo 30 anni di commedie romantiche, come faccio a vederlo in quella situazione e non essere stranito?
    È come se domani esce un film con la Litizzetto che fa una parte struggente di una donna che viene violentata, abortisce, e chissà che altro. Magari la interpreta benissimo, la performance della sua vita, però capisci che il reparto casting forse deve porsi il problema...
    Inoltre non esistono i romanzi; il libro è uno solo (manco troppo grande) con 6 parti autoconclusive che fungono da storia a sé (coi dovuti collegamenti), e nel film hanno imho preso la saggia decisione di fonderle tra loro per non donare una spiacevole sensazione da filmetto a episodi. Per cui no, mi spiace ma il paragone coi SEI LIBRI di HP che diventano un solo film non sussiste minimamente.
    Ah, ok, allora ho frainteso alla grande. Avevo capito fossero singoli libri di una collana, quindi mi aspettavo che un'eventuale incarnazione di quel tipo potesse approfondire molto di più le singole trame...
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  • Non era il fatto che fosse "comica" il problema, ma che era certamente la più inappropriata e la più stridente con il resto del film. Certo anche quella la sua importanza ce l'ha, Cavendish sarà protagonista del film che ispirerà Sonmi che diventerà una dea che al mercato mio padre comprò, ma di certo il film ha altro da offrire. E se consideriamo che quel "capitolo" contiene la ridicola Mrs Doubtfire e la cinepattoniana scena del gatto stile "cielo mio marito!", è facile capire perché sia la più debole di tutta la baracca, specie considerato il restante tono di tutta la pellicola.

    Gusti, btw.

    Taccio sugli improbabili e poco consistenti esempi con Kiki e la Littizzetto, ché tanto si è capito che è il tuo pane vivere di paragoni alla cieca. :P
  • L'ho visto qualche settimana fa e l'ho apprezzato molto (Sto ancora rompendo le palle a tutti coloro che non l'hanno visto, per la cronaca, sì non ho nulla di meglio da fare :D ).
    Ammetto di averlo conosciuto tramite il passaparola di amici, ma leggendo la trama mi ha incuriosito e ho deciso di vederlo al cinema.
    All'inizio è stato un po' spiazzante, più che altro il salto da una storia all'altra che superficialmente può lasciare confuso lo spettatore, ma poi guardandolo con attenzione ho trovato anche molto divertente il fatto dei collegamenti tramite un oggetto o un'azione.
    L'episodio che più mi ha colpito, credo che sia l'episodio di Sonmi un po' per la storia, un po' per l'ambientazione.
    Mi ha lasciato con molte domande e infatti credo che lo rivedrò per formulare un'analisi più approfondita.
    Volevo chiedervi: Qualcuno di voi ha letto il libro? Me lo consigliate? Ho sentito un po' di pareri discordanti, a dir la verità.
  • Io ho letto il libro, posso dirti solo una parola: LEGGILO.

    Se, come me poi, hai apprezzato il Verbo di Sonmi-451 lo devi assolutamente leggere. Perchè c'è moltissimo altro sulla sua triste vita che nel film non è stato raccontato, con molta più intensità...da commuovermi pure :P

    Comunque il libro (come sempre) è nettamente superiore e dà modo di conoscere meglio i personaggi che nel film, per quanto sia lungo, avranno una ventina di minuti a testa dedicati. Decisamente non abbastanza.
  • L'ho visto i giorni scorsi, e devo dire di averlo apprezzato tantissimo. Sono uscito dal cinema davvero estasiato, e il tema molto lostiano del film ha continuato a risuonarmi in testa a lungo.
    Molto bravi gli attori, ma davvero eccelse le interpretazioni di Tom Hanks, Halle Berry e Jim Broadbent.

    Vito ha scritto:L'ho trovato splendido. Certo, qualcosa che può far storcere il naso c'è, come il "capitolo" di Timothy Cavendish che effettivamente risulta troppo comico rispetto al tono di tutto il film (anche se nel libro rimaneva sempre molto umoristico)
    Se ci pensiamo, ogni storia ha un tono completamente diverso; ad esempio, se consideriamo le sole storie ambientate [spoiler]nel futuro[/spoiler], troviamo anche lì atmosfere e ritmi completamente diversi. Ma questo è il bello del film. Ma capisco il discorso, la storia di Cavendish è effettivamente l'unica commedia in mezzo ad un insieme di storie drammatiche. Solo che a me è piaciuta un sacco, vuoi per l'interpretazione di Broadbent, vuoi per i ritmi e per il fatto che è servita a smorzare un po' i toni delle altre, alcuni dei quali molto cupi. E poi devo dire di aver trovato molto poetica la storia di Cavendish.

    Vito ha scritto:con qualche scelta infelice tipo Hugo Weaving che fa la domestica
    DeborohWalker ha scritto:(anche se Hugo Weaving Mrs.Doubtfire è INACCETTABILE)
    Ci tengo a precisare che mai e poi MAI dobbiamo dimenticare che prima di essere l'Agente Smith, Elrond e V, Huguo Weaving è stato lei:

    Immagine

    Priscilla la Regina del Deserto. Ergo, non vedo dove stia il problema.

    Vito ha scritto:Io ho trovato geniale la storia di Sonmi, più profonda di quanto sembri (ed è anche l'unica meno approfondita rispetto al libro), ma anche quella del mondo post-apocalittico.
    Idem per il sottoscritto, anche se tra le due preferisco la seconda (ma qui è veramente questione di gusti). Della storia di Sonmi devo dire che mia ha lasciato un po' meh l'interpretazione di Bae Doona. Tra l'altro ho letto che inizialmente il ruolo era stato previsto per Natalie Portman (che tra l'altro fece conoscere il libro ai Wackowsky durante le riprese di V for Vendetta), ma data la sua recente gravidanza si è dovuta cercare un'altra interprete. Peccato, perché una sua interpretazione del personaggio di Sonmi sono sicuro che avrebbe potuto dare molto.
    Sulla faccenda delle storia poco approfondita, devo dire che pur non avendo letto il libro la cosa s'intuisce; per quanto si rimanga coinvolti dalla storia e dalle ambientazioni, si capisce che c'è dell'altro non detto.

    NuttyIsa ha scritto:Io ho letto il libro, posso dirti solo una parola: LEGGILO.

    Se, come me poi, hai apprezzato il Verbo di Sonmi-451 lo devi assolutamente leggere. Perchè c'è moltissimo altro sulla sua triste vita che nel film non è stato raccontato, con molta più intensità...da commuovermi pure :P

    Comunque il libro (come sempre) è nettamente superiore e dà modo di conoscere meglio i personaggi che nel film, per quanto sia lungo, avranno una ventina di minuti a testa dedicati. Decisamente non abbastanza.
    Ecco, io sono intenzionato a leggerlo. Chiedo allora (a te, Vito e Franz che -se non ho compreso male- siete quelli che l'hanno letto): che consigliate, italiano o inglese? Perché da qualche parte ho letto che la traduzione italiana è stata fatta un po' con i piedi, con parti tagliate e aggiunte senza senso.
  • Io l'ho letto in inglese, con molta difficoltà. Non avevo sentito di una traduzione fatta male, semplicemente avevo paura di una traduzione in mano a un editore che non conosco bene come Frassinelli.
    Però recentemente ho letto questo articolo del traduttore italiano Luca Scarlini che, quanto meno, dimostra che non è stata un'impresa compiuta alla leggera, quindi, anche senza averla letta, non mi azzarderei a definirla "fatta con i piedi".
    Imho, chi non se la sente, può tentare senza troppo timore la traduzione italiana. Chi vuole arrischiarsi nella versione originale troverà tanto tanto tanto da imparare (serve quindi tanta concentrazione e tanto tempo, per lo meno è stato così nel mio caso).
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Franz ha scritto:Io l'ho letto in inglese, con molta difficoltà. Non avevo sentito di una traduzione fatta male, semplicemente avevo paura di una traduzione in mano a un editore che non conosco bene come Frassinelli.
    Però recentemente ho letto questo articolo del traduttore italiano Luca Scarlini che, quanto meno, dimostra che non è stata un'impresa compiuta alla leggera, quindi, anche senza averla letta, non mi azzarderei a definirla "fatta con i piedi".
    Imho, chi non se la sente, può tentare senza troppo timore la traduzione italiana. Chi vuole arrischiarsi nella versione originale troverà tanto tanto tanto da imparare (serve quindi tanta concentrazione e tanto tempo, per lo meno è stato così nel mio caso).
    Chiarisco: che fosse una traduzione non buona e con i problemi che ho indicato l'ho letto in un qualche blog che ora non ricordo, ma mi pare che l'autore del post avesse avuto modo di confrontare entrambe le versioni. Però sì, considerato che tra i vari commenti sul libro che ho letto dopo la visione del film solo uno giudicasse negativamente la traduzione, in effetti il mio giudizio sull'essere "fatta con i piedi" è stato azzardato e me ne scuso. Ad ogni modo, se dovessi ritrovare quella recensione condivido il link.
    Sul leggerlo in inglese, se hai avuto difficoltà tu che lo mastichi meglio del sottoscritto, allora buonanotte! Che poi era quello che presumevo, considerato il fatto che i due racconti del passato sono stati scritti con l'inglese di quell'epoca, e che ci sono le invenzioni linguistiche in quelli ambientati nel futuro (e in particolare in quello nel futuro remoto). Ergo, lo leggerò in italiano. :P
  • Meh.

    Forse dopo mesi di magnificazione e aspettative alle stelle sono partito con un hype che me l'ha un po' falsato. Però c'è anche da dire che quando il film è iniziato ero pompatissimo, e mi aspettavo tutt'altro tipo di resa, ma poi per strada si è sgonfiato. Il film mi è comunque piaciuto, ma ciò non toglie che al termine delle visione ne sono uscito un po' a bocca asciutta. Cerco un po' di capire perché:

    Innanzitutto il problema generale è che il film è troppo scollegato. Sì, ci sono collegamenti tematici (la libertà), ci sono easter eggs (la voglia a forma di cometa), ci sono cose vengono in mente pensandoci approfonditamente, ma ciò non toglie che la resa finale sia un po' pasticciata. Si attende la fine della visione alla ricerca di un quid unico...che poi non c'è. Alcune storie sono più collegate di altre (Sonmi lega Cavendish e la storia finale), altre lo sono in maniera un po' pointless (la storia dei gay e quella anni 70 collegate dal pezzo musicale ma in maniera nebulosa), la prima non ha attinenza alcuna se non dopo il dialogo tematico finale.

    Un po' confusionaria e poco pulita anche la gestione delle reincarnazioni e dei deja-vu che hanno i personaggi. Poteva essere l'occasione per infilare parallelismi e opposizioni nei rapporti tra personaggi, visto che avrebbero dovuto ripresentarsi puntualmente, ma difatto malgrado le allusioni questo non avviene. Si fatica a individuare un preciso schema, o forse non l'ho trovato io. Nell'episodio investigativo Hanks parla alla Berry di reminescenze, ma difatto nei due episodi precedenti fra i due non sussiste alcun tipo di rapporto. Non si capisce neanche come mai alcuni personaggi epoca dopo epoca siano sempre i cattivoni, tipo Hugo Weaving e Hugh Grant, altri siano sempre buoni come la Berry e altri invece come Hanks e Cavendish mutino totalmente caratterizzazione a seconda delle necessità narrative.

    Le storie poi non si dipanano omogeneamente lungo le tre ore di film, alcune sono più interessanti, altre belle ma inutili, altre ancora brutte ma utili. La storia ottocentesca è statica, si riprende molto sul finale, ma per mezzo film viene lasciata in stand by. Quella dei gay è la migliore quanto a narrazione ed emotività, forse, e sa regalare dei momenti e un coinvolgimento niente male...ma serve davvero a poco. La peggiore è la terza, di cui ho veramente faticato a trovare senso e utilità, considerando anche che l'ho trovata un'indagine sciapa e raccontata neanche troppo bene. Cavendish pure sembrava centrare poco però è una storia che sa intrattenere bene ed è solo da qui in poi che la timeline risente di un collegamento concreto tra le storie. Sonmi è una delle più discontinue, ma parte bene e si conclude bene, a dispetto di una parte centrale un po' inconsistente. E poi c'è l'ultima, che è un po' boh. Dipinge uno scenario interessante senza fornire un background storico chiaro, lasciando intendere collegamenti con la storia di Sonmi, certo, ma senza esplorarli davvero.

    E infine una riflessione. Vuoi vedere che la narrazione a montaggio alternato, anziché valorizzare il film l'ha danneggiato? Una narrazione delle sei storie in sequenza forse avrebbe aiutato a dipingere un affresco meno dispersivo e ermetico ma più completo e incisivo? E forse avremmo avuto un film degno di 2001 Odissea nello Spazio?

    Occasione mancata?
  • Mi ritrovo a quotare pressapoco parola per parola le critiche di Valerio, ciònonostante chiudendo un occhio sull'inconsistenza di certi collegamenti tra i racconti e su una sceneggiatura che pur abile nello zompare agilmente da un genere all'altro spesso si perde per strada (problema che a parer mio i sorelli Waciospi si portano dietro dal secondo Matrix) il film mi è piaciuto proprio TANTO e mi ha lasciato un bel senso di compiutezza (paradossalmente) e di soddisfazione. Riguardo al montaggio incrociato credo sia invece una scelta giusta in sè, in quanto presentare le storie in ordine cronologico avrebbe rischiato di svelare fin da subito il messaggio del film, che invece risulta valorizzato proprio grazie al fatto che emerge con chiarezza solo nel finale. Il problema sta piuttosto, come già fatto notare, nel fatto che una volta individuato il filo conduttore guardandosi indietro si scopre che tende a ingarbugliarsi un po' troppo da una parte e a farsi un po' troppo sottile dall'altra.
  • Bé sì, chiaramente la narrazione sequenziale che immagino io non sarebbe dovuta avvenire prendendo gli episodi per come li hanno infine confezionati, ma rilavorando tutto quanto, proponendo elementi concreti che vengono ereditati da una storia all'altra, rapporti causa effetto, ripercussioni ben chiare e solo nel finale, tramite un bel montaggio riepilogativo svelare il senso di tutto (e avrei fatto a meno del montaggio/prologo in cui anticipano gli epiloghi).

    Forse sarebbe stato più banale, ma fatto come dio comanda avrebbe avuto una resa parecchio forte, meglio di questo saltare di palo in frasca, che maschera l'inconsistenza di alcune storyline.
  • Insomma, volevi lo spiegone. Sacro Admin, ma cosa mi dici mai?

    Premesso che non ho letto il romanzo ma do per scontato che sia più approfondito, mi sembra che sia chiaro che il fine di ogni storia sia il finale. Avete citato Lost, no? Il fine di Lost qual era? Portare Jack lì, a chiudere l'occhio. Il fine del film qual è? Portare Hanks e la Berry lì, a guardare [spoiler]Terra[/spoiler]. Che altro serve?
    E Lost, con le sue Costanti e le sue Variabili, spiega anche le caratterizzazioni più o meno predestinate. Chi non cambia se la va a cercare, chi cambia e si evolve sopravvive e arriva alla fine.
    Immagine
    Ottimo lavoro.
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