Questo progetto mi ha incuriosito da parecchio tempo, tanto che ho fatto i salti mortali per leggere il libro (in lingua originale, anche se in italiano c'è) prima dell'uscita del film. L'hype viene principalmente dal libro, che ai suoi tempi (2004) fece molto parlare di sé per via delle sue molteplici peculiarità. Messo in mano ai registi di
Matrix (ma anche il regista tedesco non è il primo pirla che passava, eh, vedasi
Profumo) l'hype è arrivato a mille.
Io a
Lost non ci avevo pensato per niente. E invece adesso questo pensiero mi attanaglia, perché se avessero sviluppato il libro in una serie TV secondo me sarebbe venuto molto meglio di
Lost e del film stesso.
Sì, tutto è connesso, come in
Lost. In
Lost erano connessi diversi personaggi sparsi per il mondo, in
Cloud Atlas sono connessi
gli stessi personaggi sparsi per il tempo. E ognuno di questi personaggi, nelle loro diverse reincarnazioni storiche, è un eroe tormentato. Ci sono quelli con le daddy issues, ci sono quelli che don't tell me what I can't do, ci sono le donne cazzute, ci sono i mindgamer (sia quelli onesti, sia quelli doppiogiochisti), ci sono gli anziani buffi e innamorati, ci sono personaggi tipo il Fumo Nero, ci sono gli Dei, c'è la Nave, c'è l'Isola.
Immaginate quanto background si porta dietro ogni personaggio. Immaginate che c'è una storia complessa dietro ogni epoca storica.
Immaginate che il progetto dell'autore del libro era di scrivere nove racconti ma l'editore l'ha convinto a limitarsi a sei. È come se fossero nove libri. Diversi, non capitoli di uno stesso libro. Nove libri, neanche particolarmente brevi.
Immaginate tutto questo sviluppato in 100 episodi.
Fatto? Ora immaginate il film di 170 minuti.
Il film ha dovuto fare tagli drastici (personaggi che non ci sono più, moventi semplificati, indagini completamente glissate) per rendere il film qualcosa di diverso da un film a episodi. Il film è uno solo, e le sei storie non sono più sei storie separate (legate "idealmente") ma sei capitoli di un'unica storia (concretamente). In questo l'adattamento si può considerare riuscito non ci sono buchi (soprattutto se non si conosce il libro), e molte persone che seguo hanno letteralmente amato questo film. Le critiche vengono principalmente dall'America, dove probabilmente la fama del libro ha preceduto il film.
Dal film risalta di più la componente pseudofilosofica new-age (come nel caso di Matrix) rispetto al valore narrativo (poiché ultrasintetizzato), ed è godibile anche così. Inoltre il film almeno un vantaggio sul libro ce l'ha: il riutilizzo degli stessi attori nei diversi racconti. Quella sì che è una chicca. Forse il makeup non è perfettamente realistico, o forse lo è troppo, ma se riusciamo a non farci caso ci possiamo godere dei momenti impagabili. Cast corale formidabile. Prestare attenzione ai titoli di coda (o spoilerarsi la tabella riepilogativa su Wikipedia) per scoprire chi è chi, se ve ne foste perso qualcuno (io me ne ero persi un bel po').
Oppure bisogna "accontentarsi" del libro. Ad avere più familiarità con l'inglese sarebbe l'ideale. Qualcuno qui avrà letto la raccolta di Alan Moore
La voce del fuoco. Lì i racconti avevano in comune il luogo, ma non c'era nessun idea di "reincarnazione" fra i personaggi dei diversi racconti. A parte questo il concept di quel libro è moolto simile a quello di
Cloud Atlas: meno racconti, ma più lunghi, e scritti in stili diversi (inglese del 700, inglese europeo, inglese americano, arrivando a inventarsi un eventuale evoluzione dell'inglese nel 2300 post-apocalittico o dell'inglese futuristico parlato in Corea nel 2100).
Il libro inoltre ha una struttura a matrioska (che nel film si coglie solo con un'analisi molto astratta), percui non solo i personaggi sarebbero reincarnazioni degli stessi, ma ognuno sta leggendo/guardando (insieme a noi lettori) il racconto della sua vita passata.
A conti fatti è la nerdata definitiva. E non è escluso che l'autore possa "ampliare" il romanzo con i tre racconti tagliati in precedenza. Magari sarà l'occasione per ampliare anche il film, stavolta serialmente. Oppure possiamo scordarci questo e sognare una serie tv su
La voce del fuoco, sarebbe una figata meglio di
Game of Thrones.
#melacantoemelasuono