

A Panda Piace... nasce come una serie di strisce pubblicate online dal suo creatore, Giacomo Bevilacqua, che un giorno ebbe l'ispirazione di creare questo personaggio, un anonimo panda disegnato in maniera quasi "essenziale" il cui leit-motiv sarebbe stato quello di mostrare le cose che gli piacciono e che eventualmente non gli piacciono. Da qui il titolo di questo particolare web-comic.
Dal 2008, data in cui sono iniziate ad apparire queste strip, il successo del personaggio è cresciuto esponenzialmente, riuscendo ad interessare dapprima gli appassionati di fumetto, sicuramente i primi fruitori che si possono raggiungere con un fumetto online, ma arrivando gradualmente all'attenzione anche di un pubblico molto più eterogeneo e diversificato, tanto da far diventare Panda un piccolo fenomeno di costume, un mini-cult.
La Edizioni BD ha annusato il potenziale del progetto, tanto da pubblicare in due volumetti brossurati le strip pubblicate sul sito di Bevilacqua, per poi arrivare a realizzare un volume un po' più lussuoso che raccoglie ulteriore materiale, e invitando l'autore stesso come ospite alle fiere del settore in cui l'editore era presente con un suo stand.
Nel contempo è iniziata la produzione da parte di Bevilacqua di vari gadget ispirati al Panda, venduti tramite il suo sito, è nata la pagina Facebook dedicata al personaggio e l'autore ha iniziato una collaborazione settimanale col il sito dell'edizione italiana della rivista Wired portando le avventure di Panda in un nuovo formato narrativo molto interessante. Non solo, durante le festività natalizie del 2011 Bevilacqua ha realizzato delle brevi sequenze animate con Panda per La7, che le ha usate accanto al proprio simbolo in occasione degli stacchi pubblicitari.
Come si spiega il successo ottenuto da un personaggio così semplice e da un'idea di fondo che sembra essere banale e ripetitiva? L'idea che ho raccolto finora è che stia tutto nell'abilità dell'autore: Bevilacqua è dotato di grande ingegno e fantasia, ed è molto bravo nel riuscire a toccare diverse corde pur avendo strumenti molto semplici in mano. In un'epoca in cui il fumetto crede che per avere successo occorre stupire il lettore con effetti speciali, sperimentazioni, innovazioni e grandi manovre, è sorprendente ma bello vedere che si può ottenere un bel successo anche con qualcosa di semplice, una volta che si sa cosa si vuol dire e come. Bevilacqua lo sa, e grazie al personaggio che l'ha reso popolare e agli amici di cui col tempo l'ha circondato, riesce con levità a far riflettere il lettore su piccoli temi pseudo-filosofici, sulle cose della vita quotidiana e sulle caratteristiche di un certo modo di vedere la realtà, mischiando il tutto con sano divertimento e una buona dose di senso dell'assurdo, di citazionismo e di metanarratività.
Un ulteriore passo in avanti nella fama di Panda è l'imminente sbarco nelle edicole, come annunciato dal banner: previsto inizialmente per lo scorso 26 luglio, è comunicazione di oggi il piccolo rinvio al 31 di questo mese, quando apparirà il primo di 4 albetti da euro 2.70 pubblicati mensilmente dalla GP Publishing, che per quanto esca minata in quanto a credibilità nei miei confronti dopo il fattaccio della ristampa di Monster Allergy, stavolta non dovrebbe più failare avendo un progetto di portata così ridotta.
Gli albi dovrebbero contenere la pubblicazione di alcune delle migliori strip apparse online e sui volumi BD, con aggiunta di materiale inedito realizzato appositamente per questa operazione. Il tutto dovrebbe fare da ponte in attesa che a Romics e a Lucca Comics esca il primo numero di Metamorphosis, nuova miniserie di Bevilacqua pubblicata da Editoriale Aurea che pare non abbia molto da spartire, come stile, con quanto realizzato con Panda.
Io dopo aver scroccato la lettura del secondo volumetto BD e recuperando in queste settimane il materiale apparso online, penso proprio di seguire questa breve collana da edicola, poi commenterò.
Riferimenti:
blog del Panda
rubrica di Wired.it
pagina Facebook















