Visto ieri sera.
Giudizio positivo. Non c'è da gridare al capolavoro, a mio parere, e sicuramente non siamo dalle parti del Burton dei tempi d'oro.
Ma c'è un abisso tra questo film e la precedente opera di Burton (quell'
Alice in Wonderland che mi deluse molto): in questa nuova pellicola fortunatamente la trama è meno banale e ricalca meno i cliché del genere di riferimento, cosa che invece accadeva con Alice in relazione a una trama fantasy piuttosto piatta e didascalica.
Dark Shadow di certo non brilla di originalità, tra vaghe influenze dalla
Famiglia Addams, la tematica dell'importanza della famiglia che resiste anche ai secoli e l'impegno del protagonista per riportare la famiglia alla ricchezza dei tempi migliori... ma il tutto è raccontato in modo sicuro e solido, di modo che anche uno spunto non eccessivamente innovativo possa risultare comunque godibile. Proprio grazie a questa capacità narrativa abbiamo poi alcune sorprese durante lo svolgimento della storia, niente di eclatante forse ma soluzioni meno ovvie che rimettono in discussione alcuni passaggi.
Lo "scontro finale" è gestito davvero bene, sia come estetica che come regia, e la conclusione del film riesce a concludersi in maniera da una parte prevedibile ma dall'altra meno scontata di quanto potesse essere.
Gran parte del merito va sicuramente ad alcune persone in particolare: Burton in primis, che qui si sente decisamente a proprio agio con una storia che vede per protagonista un vampiro maledetto da una strega che si trova nella famiglia dei suoi discendenti... ambigui, chi più chi meno. Un campionario umano e un'atmosfera che hanno contraddistinto la stragrande maggioranza della produzione burtoniana, e che permette al regista di muoversi con scioltezza.
Johnny Depp è l'altro grande responsabile della riuscita del film: l'attore ha profuso tutto il suo charme e le sue migliori espressioni facciali nella parte del vampiro Barnabas, che doveva risultare una persona di alto lignaggio appartenente ad un'altra epoca e nel contempo un vampiro. Ne risulta un personaggio glaciale, quasi ingessato, nobile nel portamento e nelle reazioni capace però di cedere alla più cupa disperazione nei momenti critici. Depp ci regala un'altra splendida interpretazione.
Ma una menzione la meritano anche Eva Green, davvero arrapante nei panni della strega tentatrice e perfida, e Chloe Moretz che ho trovato cresciuta rispetto a
Kick-Ass ma sempre ottima e calata nel personaggio della ragazzina problematica.
Buona anche la mogliettina di Burton, e la Pfeiffer interpreta bene la parte della matriarca della famiglia, applica al personaggio le giuste dosi di sentimento e doti imprenditoriali.
Il risultato è un film davvero godibile, con pregi su più livelli - di scrittura, di regia, di recitazione - e che, come sostenevo nel primo post, è davvero la quintessenza della burtonianità. Del Burton buono, però
