
Da fine gennaio la RW-Lion ha distribuito il primo volumetto di Transmetropolitan, serie Vertigo iniziata nel 1997 e ideata da Warren Ellis (Authority, Planetary). E finalmente al Cartoomics sono riuscito a pigliarmelo, pure in versione cover variant!
Iniziamo col dire che mi sono appassionato in maniera efferata ed esagerata a Transmetropolitan. Già che il protagonista fosse un giornalista, vista la mia passione per la categoria e l'ambiente, mi metteva in buona predisposizione d'animo. Ma questa caratteristica potrei dire che è solo il "la" per tutto quel che di ottimo propongono questi primi episodi!
Non si può non cominciare lodando la figura di Spider Jerusalem: il protagonista della serie rappresenta la motivazione per la stessa, dal momento che col suo carisma, il suo cinismo, il suo sguardo disincantato verso il mondo e le sue velleità da raddrizzatore di torti, non è solo il personaggio principale ma è l'essenza stessa di tutto il fumetto, rappresenta quello che condanna, il perchè lo condanna e lo fa con uno stile cazzaro e determinato, estremo e incisivo. Leggete questa descrizione applicandola a Spider e applicandola alla serie e vedrete che funzione in entrambi i sensi.
La figura di un giornalista anticonformista, estremo, ironico/satirico, decisamente pazzo e perlopiù fatto, con una vena creativa formidabile e un grande senso della moralità e della giustizia a suo parere cestinate dalla società... è semplicemente un modello narrativo vincente, che funziona e ha facile presa sul lettore appena un attimo attento a certe tematiche.
Perchè anche con l'ambientazione futuristica, è indubbio che le critiche lanciate da Spider al lassismo della società e alla sua dissoluzione sono perfettamente additabili alla nostra realtà attuale.
Ed in definitiva io, da giovane rockettaro con uno straccio di voglia di onestà addosso e con un certo disprezzo per come certi atteggiamenti siano sempre più diffusi e veicolati anche e soprattutto ad alti livelli e dai posti di potere (che sia polito, sociale, mediatico), non posso che esaltarmi all'ennesima potenza quando Spider Jerusalem scrive un pezzo sulla guerriglia urbana tra polizia e un gruppo di "diversi" direttamente dal cuore dell'azione e smascherando intrighi sordidi; o quando affronta il presidente in un bagno pubblico; o quando tenta di sopravvivere ai talk show-merda televisivi, o infine quando vuole smascherare tutte le finte religioni che imperversano.
In ognuna di queste situazioni il protagonista si trasforma in tante piccole schegge impazzite che si muovono con aria beffarda in mezzo a tutto lo sporco che ci circonda, lo disprezzano e ci sputano addosso.
Perchè Spider Jerusalem incarna lo spirito del vero giornalista: non quello che scrive e basta, ma quello che attraverso la sua scrittura vuole cambiare quello che non va nel mondo che lo circonda. Ed io lo amo per questo.
Ottima l'idea di affiancargli, ad un certo punto, una giovane assistente, Channon, che ben si amalgama alla figura estrema di Spider.
Le citazioni a Watchmen e a Preacher, poi, impreziosiscono il tutto.
I disegni di Darick Robertson sono davvero fantastici! Costituiscono una buona parte dell'esaltazione provata, infatti riescono con il loro segno fresco e pulito ad essere dettagliati nel mostrare l'estetica del protagonista, decisamente iconico, ma anche gli ambienti futuristici che sono davvero interessanti e graficamente molto suggestivi.
L'edizione Lion, a parte le tavole tagliate ai bordi che sono effettivamente una cosa poco simpatica, per il resto mi pare molto buona: copertina con alette, introduzione di Garth Ennis molto sentita, e in fondo al volume un pezzo molto interessante sul periodo storico in cui è nata la serie e su alcuni aspetti della stessa, scritto dal bravo Riccardo Corbò che all'interno del TG3 Web sta facendo belle cose riguardo al fumetto.
Meno male che fra poco esce già il secondo volume!











