Cosa caratterizza un pirata? Vincere il premio da pirata dell'anno o... vincere quello da scienziato dell'anno?
Qual è il nascondiglio più efficace a disposizione di un pirata?
Un celebre scienziato può innamorarsi di qualcuna di potente e pericolosa?
Queste e altre risposte in questa pellicola piratesca/animata, dove la Aardman dimostra di non aver perso affatto il suo smalto. Condivido assolutamente le impressioni di Deboroh sull'umorismo della pellicola, assolutamente lontano dalla sbracatezza in cui si poteva facilmente cadere ma invece perfettamente (e sobriamente) inglese, con alcune battute così sottili che ci ho messo quei 5 secondi di troppo a capirle appieno.
Ma non solo: un forte merito della riuscita del film sta anche nell'ottima caratterizzazione del protagonista. Capitan Pirata è un personaggio davvero magistrale, un fanfarone un po' sempliciotto, che si fa facilmente turlupinare, ma che non privo di sentimenti, di orgoglio e anche di uno spirito tutto sommato indomito e coraggioso. Non era facile coniugare in un unico personaggio questi caratteri quasi contrastanti (ma perfettamente umani), ma il risultato è assolutamente promosso. Anche il doppiaggio italiano non ha influito negativamente come temevo, ma anzi ha saputo dare un buon tono al Capitano. Lo stesso vale per la Litizzetto che doppia la Regina Vittoria.
Molto buona anche la trama: non priva di alcuni elementi un po' surreali, che comunque contribuiscono a dare colore alla vicenda e a immergerla in un contesto apprezzabile, presenta anche un paio di colpi di scena non banali ma nemmeno forzati, che rendono tutta la vicenda più briosa e meno scontata, tenendo desta l'attenzione dello spettatore anche con la forza della storia, oltre che con le gag.
Il gran finale, ricco di azione addobbata con quell'umorismo non invadente, è davvero coinvolgente, con l'unico difetto di portare forse alla conclusione del film in modo un po' troppo repentino.
Infine, decisamente vincente l'animazione in stop-motion coi pupazzetti, segnale di stile storicamente assegnato alla Aardman che contribuisce in una buona percentuale all'identità dei prodotti dello studio d'animazione. Come ricordava Valerio, l'affiliazione ad alcune major come la DreamWorks e la stessa Sony Animation in passato hanno portato a film che rinnegavano questa cifra stilistica, ma fortunatamente stavolta la cosa non accade. La fusione, per niente invasiva all'occhio, di stop-motion e CGI offre maggiori possibilità a quest'ultima, rendendo più dinamiche alcune scene e più fluido il movimento dei modelli in plastilina. Ottimo risultato.
E ottima anche l'idea di rendere di grande appeal e molto spiritosi anche i titoli di coda, secondo un'idea che negli ultimi anni sempre più studi tendono ad avallare per dare risalto a quella che era una parte integrante di ciascuna pellicola, ma spesso snobbata e saltata dal grande pubblico.
Insomma, promosso
