
Terzo film dei Muppet e primo diretto dallo storico performer Frank Oz, The Muppets Take Manhattan è uno dei due a non appartenere attualmente alla Disney, bensì alla Tristar, che non ne ha mai ceduto i diritti (l'Altro è I Muppet Venuti dallo Spazio). Rispetto al precedente è un piccolo passo indietro, è un film meno delirante, meno graffiante, con meno guest star, ma comunque solido e divertente. Ancora una volta Kermit e gli altri non sono propriamente sé stessi ma interpretano ruoli, anche se rispetto a Giallo in Casa Muppet si nota molto meno, visto che in queste nuove vesti non solo mantengono i loro nomi ma anche parte del loro background. E' infatti un film che parla di spettacolo e di un gruppo di studenti fuoriusciti dal college che inseguono un sogno: quello di portare a Broadway la loro opera giovanile "Manahattan Melodies". Solo che i sogni si scontrano con la dura realtà e una volta giunti nella grande città sono costretti a mettere da parte l'ambizione e a disperdersi in cerca di orizzonti più concreti e remunerativi. Il film si focalizza ancora una volta su Kermit, che pur riciclandosi lavorando in un bar non rinuncia al suo sogno, continuando a proporsi presso vari impresari, dimostrando di non tradire la propria inclinazione base anche in questa sorta di veste "alternativa", nella speranza di poter riunire la combriccola e mettere su finalmente il suo spettacolo.
Come si diceva questo terzo film è meno incisivo del precedente, e pur essendo sicuramente costruito meglio del primo la trama non è altro che una sorta di 2.0 in tono minore, visto che parla di raggiungere il successo seguendo una strada alternativa. Lo humor rimane fedele alle personalità dei personaggi anche se la quarta parete non viene più rotta tanto spesso e tutto acquista un tono più soft. Anche le guest star sono sicuramente meno del solito, e stavolta si ricorda Liza Minnelli e poco altro, mentre la parte del leone la fanno nel finale l'intero cast di Sesame Street e di Fraggle Rock.
Le canzoni sono ancora una volta molto presenti, anche se accidentalmente non sono mai state tradotte in Italiano. Il film ha infatti avuto una distribuzione differente dagli altri due, venendo penalizzato qui da noi da un doppiaggio leggermente più scadente. La prima canzone è la più importante, dal momento che viene ripresa come leit motiv lungo tutto il film (e citata anche nel film del 2011!), si tratta di Together Again tema principale del musical di Kermit e soci, a cui seguono You Can't Take No for an Answer, cantata dal Dr. Denti e Saying Goodbye che fuoricampo descrivono tramite montaggio l'insistere del team di Kermit presso i vari impresari e il successivo disperdersi. Ci sono due sequenze musicali puramente filler, Rat Scat in cui vediamo Rizzo e gli altri topi-robottini (e non marionette) lavorare in cucina, e una che è diventata importantissima, I'm Gonna Always Love You, trascinante e tenerissimo svarione mentale di Piggy in cui immagina come sarebbe stato se avesse conosciuto Kermit e gli altri in tenera età. E questa versione immaginaria di una Piggy a sua volta alternativa ebbe un successo incredibile, tanto da generare la serie animata spin-off Muppet Babies, subito dopo.
Verso la fine abbiamo la messinscena del musical, con una serie di canzoni e numeri musicali (Right Where I Belong/Somebody's Getting Married/He'll Make Me Happy) che si alternano senza soluzione di continuità passando dal mondo reale al palcoscenico e poi - a sorpresa! - ancora una volta al mondo reale con la celebre scena del matrimonio tra Kermit e Piggy, che verrà ripresa come foto di scena anche nel nuovo film, a sottolineare il rimpianto di Kermit per una cosa che avrebbe potuto essere.
Fu l'ultimo film dei Muppet prodotto con Henson ancora in vita, prima del team-up con la Disney ed è un peccato che da noi sia così poco conosciuto a causa del problemino di distribuzione. D'altra parte è paradossale come in America ne esista invece la versione BD mentre per i film con marchio Disney questa ancora non si faccia vedere.



