Pk² - L'analisi
Il 2001 era appena iniziato, ma oltre al millennio almeno un’altra cosa stava per cambiare. PK. Dopo quasi cinque anni di pubblicazioni, le
Paperinik New Adventures stavano per cambiare rotta. Io purtroppo parlo grazie alle informazioni di cronaca lette sulla Tana del Sollazzo e sulle moltitudini di articoli e forum in Internet, dato che il periodo PKNA non lo vissi in prima persona, in (piccola) parte per colpa dell’età e in massima parte per colpa della mia poca spavalderia da appassionato di fumetti (spavalderia che da qualche anno ormai è invece ben presente in me).
Ma Pk² invece lo seguii. Grazie all’acquisto dello
Speciale PKNA 00 mi innamorai delle atmosfere che si respiravano in quella testata, motivo per cui quando vidi un numero 1 in edicola non esitati ad acquistarlo. E nonostante lacune nella mia conoscenza della continuity del fumetto, riuscii pian piano a raccapezzarmi. Insomma, non credo che abbia sentito l’evento come svolta epocale, come invece l’avranno sentito i pkers che da anni seguivano PK, ma il ricominciare da 1 faceva capire persino a un pischello come me che qualcosa cambiava, e che valeva la pena di approfittare del cambio di rotta per salire sul carrozzone.
Narra Grrodon parlando sul Sollazzo che il PK Team avendo intuito un leggero calo nelle vendite del mensile decise di prendersi tutto il tempo per chiudere le varie sottotrame della saga, di modo da chiudere in maniera ottimale lo story-arc, senza bruschi finali rattoppati tipici della chiusure improvvise. E tutto venne preparato dal numero 49/50 di PKNA che da un lato chiudeva la prima serie delle nuove avventure del Papero Mascherato con una sequenza di “What if…?”, dall’altro preparava il terreno agli eventi che un mese dopo si sarebbero scatenati.
Cosa dire di Pk²? Il mio punto di vista, come fatto notare sopra, è particolare avendo praticamente iniziato le mie letture pikappiche da qui, ma quello che già capii dal primo numero e dai successivi quello che nacque come un esperimento senza precedenti nella storia della Disney Italia si rivelò essere qualcosa di totalmente nuovo per la media del fumetto Disney; per la qualità delle storie, per le sperimentazioni grafiche e di trama, il target delle storie se possibile si alzò ancora rispetto a quello già maturo di PKNA. E come il celeberrimo
Numero Zero cambiò decisamente le carte in tavola delle pubblicazioni disneyane da edicola, allo stesso modo il primo numero di Pk² si pose come punto di svolta ulteriore, osando di più e alzando molto il tenore delle storie. Le atmosfere devono molto a MM, più che alla saga precedente.
Pk² è un esempio di evoluzione ulteriore di quella miscela, un pigiare sull’acceleratore dello sperimentale per offrire qualcosa di nuovo restando fedeli alla buona tradizione.
Questa testata mi ha accompagnato per uno splendido anno e mezzo delle mie scuole medie, e mi affascinava per le atmosfere, il carisma del PK Team, la trame e i disegni fantastici. E’ stato qualcosa di basilare per me nella mia formazione fumettistica Disney e non solo, e per questo gliene sarò per sempre grato. Successivamente ho avuto modo di recuperare qualcosa di PKNA grazie a
Reloaded, grazie al Super Mito Mondadori, grazie ad altri volumi speciali… ma Pk² ha un fascino tutto suo, tutto particolare, per i motivi che spero riuscirò a rendere bene nell’analisi che vado a compiere ora.
Il senso dell’analisi? Be’, non l’ho detto chiaramente, ma penso si sia capito dall’introduzione: è soprattutto affettiva, perché vi sono molto legato, ma slegandosi dalle ragioni soggettive seguire il percorso di Pk² può risultare interessante per osservare le innovazioni adulte che vengono usate in questa tipologia di fumetto Disney e per notare i suoi alti e bassi e la sua fase leggermente calante che a un certo punto intraprenderà.
Pk² # 1 – Ducklair
Un editoriale del PK Team apre spiegando con il suo stile ermetico le ragioni del cambio di titolo, motivando con il bisogno di non ristagnare in schemi ormai collaudati, che si accompagna alla voglia di osare e di cambiare un po’ le carte in tavola. Dico qui per non ripetermi nei prossimi numeri che gli editoriali saranno sempre molto profondi, quasi filosofici, ponendo belle riflessioni ispirate ad alcune tematiche che sono presenti nella storia contenuta nel numero in questione. Una consuetudine che adoravo.
A seguire la
Pk² Mail, che per l’occasione pubblica solo lettere finte. Finte? No, che dico, reali. Solo che le firme sono tutte abbastanza note! Lol, vedere lettere scritte da Sciarrone, Scarcella, la direttora Muci, Sisto, la Cannatella è stata una cosa bellissima, perfino io conoscevo gran parte dei nomi e leggere quelle battute e quelle frecciatine con i nomi della redazione che gira per la Disney Italia era una cosa che da un lato ti faceva scompisciare e dell’altro creava un clima di convivialità che credo mai in nessun’altra rivista si sia verificato.
La storia è preceduta da
Updating, la facciata in cui si analizza per ogni personaggio importante per l’avventura che si sta per leggere quello che gli è successo recentemente nelle storie immediatamente precedenti. Un ottimo modo per fare il punto della situazione, ora e in futuro.
Ducklair (Artibani, Sciarrone), infine. IL capolavoro. Questa storia mi sensibilizzò parecchio, pur avendo idea solo a grandi linee di chi fosse Everett Ducklair e tutta la sua storia alle spalle, mi coinvolse emozionalmente tantissimo, tanto che ancor oggi la considero tra le migliori storie a fumetti che ho letto, e riuscii comunque a capire tutta la vicenda qui raccontata e seppi emozionarmi moltissimo. Fu la prova definitiva per me della magia narrativa del PK World, oltre che della bravura di Francesco Artibani come sceneggiatore e di Claudio Sciarrone (pardon, Jimmy Manolesta

) ai disegni.
Ma cosa succede di tanto spettacolare in questa storia?
Di per sé un grande avvenimento: Everett Duckalir è tornato dal suo esilio volontario a Dhasam-Bul e stavolta per restare, non per fare solo una capatina come in
Due. Se questo sulle prima entusiasma Paperinik, presto si ricrede capendo che la Duckalir Tower ritorna la sede di affari di Everett e anche che Uno è stato disattivato. Insomma, venivano tolti i grandi simboli di PKNA, quelli che più rappresentavano la svolta rispetto al Paperinik tradizionale. Rimaneva solo lo scudo Extransformer e la Pikar, ultimo regalo da parte di Uno, che nel corso della serie provocherà più guai che altro al nostro eroe.
Oltre a queste sconvolgenti novità nello status quo, Pikappa deve anche cercare di capire i motivi per cui Everett è tornato a Paperopoli, dato che la cosa non lo convince del tutto, e nei panni di Paperino trova anche lavoro come agente in prova della Starcorp, una grande compagnia di vigilanza. Conosciamo quelli che saranno i colleghi di Paperino nei prossimi numeri, e quelli che bene o male popoleranno la vita di Paperino, che sarà un buon 40% delle storie di Pk². Conosciamo il suo superiore, Mortimer Bloom, e i colleghi Tempest Gale, Rupert Potomac e Fitzroy, che spesso seminerà zizzania.
La storia trova proprio il cuore dell’azione proprio durante il primo giorno in prova, quando nell’ipermercato Duckmall Center (visualizzato la prima volta in PKNA # 12) irrompe il Verificatore, droide comandato da Everett per stanare Paperinik. Per qualche motivo, il papero ha forse visto qualcosa nei sotterranei della Ducklair Tower che non doveva e che preoccupava Ducklair, e voleva sincerarsene. Ma cosa? Il colpo di scena è nell’ultima tavola dell’epocale avventura.
E’ importante comunque anche quel poco che su Ducklair si scopre già ora: il magnate ha il potere della telecinesi, quindi sa leggere nella mente, e ha così scoperto che Paperino e Pikappa sono la stessa persona! Ma promette di non rivelarlo a nessuno.
Insomma, sono capaci tutti di fare una bella storia mettendo 4 o 5 sconvolgimenti belli grandi e da bocca spalancata, ma occorre molto più classe a minare le certezze della serie (e del protagonista), certezze con cui spesso i fan identificavano tutta la saga, per creare un nuovo status quo in cui Paperino trova un lavoro fisso e in questo modo acquisisce importanza nella serie dedicata al suo alter ego mascherato, deve tornare in qualche modo a usare il vecchio rifugio segreto sotto casa e l’apparente nuovo nemico è un vecchio amico che ha l’ambiguità come caratteristica principale. Ci vuole anche coraggio, ovviamente, e anche mestiere nel sapere mettere in tutto in una storia dai ritmi giusti e dalle trovate il più naturali possibili.
Ducklair appare quindi come un vero e proprio nuovo inizio per Pikappa, così come lo era stato
Evroniani per Paperinik, in entrambi i casi senza disconoscere il passato (al contrario di Frittole) ma rinnovando lo sfondo. E lo fa con maestria, in una storia che interessa per i semi che getta, diverte per le battute e le gag, commuove (io piango sempre a rileggere l’addio di Uno) e affascina con i disegni di uno Sciarrone più in forma che mai! Tutto perfetto, tanto di cappello a una storia del genere.
Unica cosa che non ho mai capito: perché nella copertina quello che vorrebbe essere il Verificatore sembra un semaforo?!?
Novità sensibili nelle nuove rubriche sono date per esempio da
Tekno Room. Sorta di contraltare serio alla
PK Mail, qui i lettori non vengono bellamente sbeffeggiati ma alle loro domande più tecniche sulle vicende del fumetto viene data esauriente e spesso scientifica risposta.
Per tornare al cazzeggio,
Riportage si pone come spazio only-lol, in cui si costruiscono “scoop” o reportage che spesso raggiungono i vertici del demenziale e quindi del divertimento.
Ma con
Digital PK2 si ritorna seri, dato che qui si resta sul piano tecnico-scientifico per analizzare aspetti controversi delle storie del mensile.
Una nota sul retrocopertina: non è più la continuazione del disegno di copertina come in PKNA e in MM, ma è l’anticipazione del numero successivo con titolo e immagine più o meno anticipativa. Bello vedere in basso come dei titoli di coda di un film, e dai nomi si poteva capire chi sarebbero stati i protagonisti di questa nuova serie.
Serie che da questo primo numero prometteva molto bene.
Pk² # 2 – Solo Un Po’ di Paura
Il secondo numero si avvale di una strepitosa copertina di Sciarrone, migliore a mio parere di quella del primo numero, e che ci introduce alla storia “di mezzo” della trilogia introduttiva di Pk². In
Solo un po’ di paura (Artibani-Sisti, L. Pastrovicchio) il lettore come Paperino deve fare i conti con lo stordimento dovuto al nuovo status quo che è iniziato il mese prima, quindi vediamo un Paperino che sogna di incontrare ancora Uno, che ricomincia a pensare in termini del suo vecchio rifugio segreto, che deve trovare un posto sicuro per la Pikar (dopo l’infelice idea del cassonetto nello scorso numero) e che deve ambientarsi con il suo nuovo lavoro. In tutto questo un misterioso nuovo personaggio, vestito con un saio che gli copre anche il volto, che si fa chiamare Profunda dai barboni di Paperopoli che vivono nel sottosuolo e che l’hanno trovato, riesce tramite una sorta di ipnosi a comandare questi senzatetto per far fare a loro quello che vuole, manipolando le loro paure. Riesce a ipnotizzare anche Pikappa, il quale è convinto che Profunda sia Everett e che ha un piano per distruggere la città. Così, in questo stato di trance, Paperinik si reca alla conferenza stampa che Ducklair ha indetto per il suo ritorno agli affari, attaccandolo e azionando un misterioso congegno che si rivela essere un risuonatore di panico.
In tutto questo, Paperinik non ci fa una bella figura, e si inimica ancor di più il magnate. Che però ha mostrato di riconoscere la tecnologia di quel risuonatore, e che continua a celare un mistero nei sotterranei della Ducklair Tower, segreto che sempre più ci appare come il motivo del suo ritorno.
Situazioni rilevanti in questa storia sono Paperinik che si ricorda della Century LTD, una vecchia fabbrica abbandonata in cui vorrebbe parcheggiare la Pkar e in cui si intravede uno strano personaggio. Inoltre appare chiaro come Angus Fangus abbia ormai spostato l’obiettivo delle sue inchieste da Pikappa a Everett Ducklair, obiettivo che perseguirà per tutta la seconda serie di PK. Infine abbiamo modo di conoscere Birgit Q e Anymore Boring, braccio destro e sinistro di Everett che lo affiancheranno in questo ritorno nella vita economica di Paperopoli. Come scopriremo in in futuro
Tekno Room, Boring lavorava già per le industrie Ducklair prima dell’esilio di Everett, Birgit venne assunta da Boring stesso durante l’assenza del principale. Comunque per ora i caratteri dei due sono solo abbozzati e ci sarà tempo per specificarli meglio, anche nella loro contrapposizione.
I disegni ci mostrano un Lorenzo Pastrovicchio in fase calante, che alterna alcune tavola buone con altre in cui Paperinik e altri personaggi non sono certo ritratti benissimo. Peccato.
Rubriche nella norma.
Pk² # 3 – La Voce del Buio
E’ con
La voce del buio (Artibani, Sciarrone) che la trilogia introduttiva trova il suo apice narrativo e di impostazione della nuova saga pikappica. Se
Ducklair rimane insuperata come shockante inizio e
Solo un po’ di paura si carica su di sé le fatiche della puntata centrale, con questa terza storia alcuni tasselli vanno al loro posto e si ha la base su cui costruire l’epopea di Pk². L’inizio è particolarmente d’effetto, con Everett che apre la cella criogenica dove era custodita sua figlia Juniper, un momento molto intenso. Lo svolgimento poi si costruisce tutto attorno alla costruzione di uno strano gigantesco aggeggio nel parco della villa di Ducklair, al trasferimento alla villa di Juniper e all’attacco decisivo di Profunda a Everett. Profunda prima cerca l’aiuto di Paperinik (mandando Hobey, il più rappresentativo dei barboni che servono la misteriosa ragazza incappucciata, a prendere in ostaggio alcuni clienti del mall in cambio dell’arrivo di Pikappa), poi decide di agire da sola, ma cadrà nella trappola che Everett le ha teso appositamente, usando i poteri telepatici di sua figlia. Perché la voce che Profunda sentiva nella sua testa era quella di Juniper, la sorella di Profunda, che altri non è Korinna, altra figlia di Ducklair. Dopo uno scontro incredibile tra padre e figlia, Juniper già sconvolta di suo si sconvolge ancor di più e Korinna fugge.
Insomma, se già dal finale del primo numero si sapeva che Everett custodiva la figlia nei sotterranei delle Ducklair Tower, la notizia che anche la misteriosa Profunda fosse prole del magnate fu sconvolgente, così come i loro poteri psichici. La storia si chiude con un inasprimento dei rapporti tra Pikappa e il suo ex-mentore, e con un Paperinik più inquieto che mai per il futuro.
La storia ci mostra l’accoppiata Pikappa-Lyla, che insieme decide di recarsi alla villa di Everett seguendo i droidi che vi stanno portando Juniper. Inoltre, appunto in questo numero esordisce la Ducklair Manor, residenza di Everett che prima non ha mai avuto bisogno di comparire con il ricco papero sempre fuori Paperopoli ma che in questa serie vedremo spesso. Inoltre iniziamo a tastare con mano i problemi che Pikappa deve affrontare senza Uno, come fare il pieno di monometilidrazina alla Pikar, e vediamo la Ducklair Universe come uno dei luoghi di rifioritura delle attività del problematico papero.
Inoltre si ritorna sul sentimento che il collega Rupert prova per Stella Nice, una commessa di un negozio del Duckmall Center, cosa che già era stata mostrata nel primo numero.
Infine, come non citare la famiglia che vediamo in auto nelle ultime due tavole? Tre personaggi del tutto simili a Homer, Bart e Lisa di una certa famigliola gialla…
I disegni di Sciarrone sono meravigliosi, da lustrarsi gli occhi, graficamente perfetti, esteticamente mirabili e sopraffini, eguagliano (e nel caso di Everett forse addirittura migliorano) la magnifica prova data nel # 1.
Con questo numero insomma le basi del nuovo corso sono gettate. Ovviamente le zone d’ombra rimangono, e sono tante, ma perlomeno le fondamenta ci sono. Un viaggio che si preannuncia interessante e maturo ha inizio…
Rubriche nella norma.
Pk² # 4 – Linee di Memoria
Dopo quella che possiamo interpretare come la trilogia introduttiva a questa nuova serie, ecco che
Linee di memoria (Cordara, L. Pastrovicchio) si pone come una storia che da una parte si può considerare come apripista di una “quadrilogia” in cui ci si concentra nel capire il mistero delle antenna che Everett Ducklair inizia a installare per Paperopoli tramite la supervisione di Boring, dall’altra mostra una delle caratteristiche di questo nuovo corso di PK: le atmosfere urbane, che spopolano in questa serie e si contrappongono a quelle più fantascientifiche di PKNA.
Infatti Paperinik stavolta se la deve vedere con tre persone, cittadini normali, che si lasciano andare ad improvvise azioni violente. E la scia di follia continua con altre persone che impazziscono, tra cui uno che cerca di buttarsi da un palazzo imbottito di dinamite. Nel corso delle indagini, Paperinik conoscerà un certo Hired Squarie, professore universitario di sociologia delle leggende metropolitane, che ha trovato un nesso tra tutti questi tizi: tutti hanno lavorato nelle imprese Ducklair. Prima che Pikappa possa ottenere spiegazioni, ecco che un altro pazzo tiene in ostaggio una scolaresca nella metropolitana. L’azione clou del numero gira attorno a questo episodio, in cui Paperinik e una squadra Duckair guidata da Birgit Q riescono a salvare i ragazzi e a portare il folle alla Ducklair Tower insieme con gli altri affinché venga loro rimossa la causa del loro cambiamento: un chip impiantato da Ducklair nel loro cervello, capace di renderli terroristi perfetti.
In questo numero insomma sembra non andare molto avanti la trama, che invece inizia a mostrare la determinazione di Everett nel portare avanti quel che cerca, con l’installazione delle antenne per la città e con questo caso dei chip, che sembra essere stato solo un diversivo per distrarre il nostro eroe dalle antenne. Inoltre Paperinik trova finalmente quello che può considerarsi un buon nuovo rifugio, nella vecchia fabbrica abbandonata della Century che abbiamo visto nel secondo numero.
La trama di Cordara scorre abbastanza bene, i disegni di Pastrovicchio continuano la loro fase calante. La copertina di Sciarrone è invece molto bella, al solito: le copertine di questi primi numeri sono tutte splendide.
Rubriche nella norma.
Pk² # 5 – La fine della Storia
Toh, un numero che più di tutti è in continuità ideale con la prima serie. Ci sono infatti i viaggi nel tempo come tema principale, pur rispettando il fenomeno della microcontrazione, e c’è Lyla nella veste di droide della Tempolizia, cosa che in PK2 non è molto frequente… Inoltre, in
La fine della storia (Cordara, Turconi) viene introdotto un nuovo personaggio, il cui nome già campeggiava dalla quarta di copertina del primo numero, nei “titoli di coda”, ossia Tyrrel Duckard. Costui è creduto un pericoloso criminale fuggito dal penitenziario, mentre è invece un tempoliozotto rimasto bloccato nella nostra epoca per colpa della microcontrazione. Di più, era il fidanzato di Lyla. E quando i due si incontrano, Tyrrel decide di chiedere aiuto proprio a lei per recuperare dalla Ducklair Enterprise i congegni che gli serviranno per costruire una macchina che li riporti a entrambi a Time 0. Peccato che Tyrrel sia invece ormai impazzito, a causa della prigionia ingiusta e del non aver potuto portare a termine la sua ultima missione, e la macchina che ha costruito serva invece per cambiare il continuum spazio-temporale, per la precisione voleva far riuscire l’esperimento Sole Freddo (PKNA # 3), che avrebbe dovuto distruggere buona parte di Paperopoli ma che l’intervento di Paperinik fece fallire, causando un errore nella linea temporale secondo Duckard. Ma Paperinik e Lyla, ancora una volta insieme, riescono a fermare il folle.
La storia si incentra più su Lyla che su Paperinik, che continua ad apparire sullo sfondo in questa serie, per motivi diversi. Intanto, mentre Lyla incontrava il suo vecchio fidanzato e Paperinik indagava su Tyrrel, Everett continua a cercare un contatto con la figlia Juniper, cercando di raccontarle del suo passato. E Lyla nel frattempo è diventata addetta stampa di Everett Ducklair. Segnalo inoltre che d’ora in poi Paperinik non potrà più godere dell’appoggio della PBI dato che la sua amica Mary Ann Flagstarr è stata sostituita da Malice Sturling, che non vede di buon occhio Pikappa. Non sarà l’unica, nel corso della serie, dato che se Angus Fangus si è disinteressato di lui si è guadagnato l’odio di Korinna, Everett, la Sturling e altri nei prossimi numeri.
I disegni di Turconi sono divini, riesce a restituire freschezza e dinamicità a Lyla avvicinandosi al tratto di Sciarrone ma dandole un piglio più sbarazzino. E anche Tyrrel viene reso molto bene.
Tyrrel Duckard era un personaggio interessante, tanto che verrà pure ripreso e frittolato in PK Frittole (PK F # 009). Peccato che in Pk² questa sia la prima e ultima apparizione. Da Grrodon sappiamo che era pronta almeno un’altra sceneggiatura con il droide protagonista, e fra qualche numero scopriremo che anche un albo lo avrebbe confermato. E il fatto che il suo nome continuasse ad esserci insieme a quelli degli altri regular nei “titoli di coda” non fa che confermare. Che fosse una sottotrama a sé stante o se si sarebbe dovuta congiungere alla trama principale non è dato saperlo, fatto sta che il destino di Tyrrel rimane misterioso.
Rubriche nella norma.
Pk² # 6 – Onde Alpha
Continuare ad “andar per campi” dando un occhio solo marginale alla trama principale non ha fatto bene.
Onde Alpha (Sisti, Gervasio) non è certo una storia indimenticabile. Riallacciandosi ai temi della prima serie tanto cari a Sisti, gli alieni, ecco che qui veniamo a conoscenza di uno scontro avvenuto tra due popolazioni aliene differenti per il controllo della Terra. I vincitori hanno lasciato il nostro pianeta in mano ai terrestri ma i “perdenti” hanno lasciato un condizionatore mentale, che ai giorni nostri ha i suoi diabolici effetti sul povero Rupert Potomac, collega e amico di Paperino nella Starcorp. Paperinik deve quindi lottare contro il pacioso sorvegliante guidato dall’aggeggio alieno, avendo ovviamente la meglio. I disegni di Gervasio non sono proprio niente di che, purtroppo, non raggiungeranno i bassi livelli della terza serie ma la parabola è discendente.
Ma succede qualcosa di rilevante in questo numero? Effettivamente sì: intanto Paperinik inizia a trasferire il suo armamentario alla Century, e qui iniziamo a conoscere per bene Lyonard D’Aq, burbero guardiano della vecchia fabbrica abbandonata, che gli intima di sloggiare. Costui è davvero un personaggio tra i più interessanti creati per Pk², un anziano custode della fabbrica che avrà modo (e le qualità per farlo) di diventare nuovo alleato di Pikappa. Non potrà mai sostituire Uno, né per Paperinik né per i lettori, ma è comunque un buonissimo character.
Poi continuano a diffondersi le antenne che Everett sta facendo installare per la città, e che Paperinik guarda con sospetto. Infine, verso la fine dello scontro tra Rupert e il superpapero, il nostro salva Juniper che stava per essere ferita, e per gratitudine Everett cancellerà dalla sua memoria l’identità segreta di Paperinik. Quando si dice la riconoscenza…
Rubriche nella norma.
Pk² # 7 – Ancora Un Giorno
Se si vuole trovare il numero che chiude il secondo mini-arco narrativo di Pk², è a questo che si deve guardare. In
Ancora un giorno (Sisti-Macchetto, Cabella) infatti non vediamo solo il ritorno (come si vede nella magnifica copertina di Sciarrone) il ritorno di Hobey Robson, l’uomo chiave tra i seguaci di Profunda nei numeri 2 e 3. C’è anche la conclusione della vicenda delle antenne che Ducklair ha fatto istallare per tutta Paperopoli e che, ormai l’abbiamo capito chiaramente anche nei numeri precedenti, gli permettono di leggere nella mente dei suoi concittadini. In pratica fungono da ripetitori e amplificatori della lettura della mente di cui Everett è già esperto, e grazie a questa rete a rifrazione mistica l’ambiguo papero può scandagliare le menti dei paperopolesi, presumibilmente per trovare indizi sul luogo in cui è ora la figlia Korinna. Intanto, sul fronte figlie, l’ancora fragile Juniper (anche per via dell’incidente dello scorso numero) viene affidata a Lyla, ormai collaboratrice a pieno titolo di Everett e che ne gode la fiducia, per cercare di farla ambientare a Paperopoli.
Ma mentre Paperinik tenta (senza successo) di capire la funzione di quelle antenne, Hobey (che è stato rilasciato e che è tornato a fare il vagabondo) si rende conto che il condizionamento mentale che subì da parte di Korinna non è stato senza conseguenze, dato che riesce a sentire, anche se in modo disordinato, i pensieri delle altre persone, anche grazie all’amplificazione dovuta alle antenne. Ne approfitta per tentare ci ricattare il governatore, e poi decide di prendere le difese delle antenne di Ducklair, che sono oggetto di una rivolta popolare fomentata da Angus Fangus. Ducklair e un attonito Boring stanno seguendo la vicenda, ma Everett ha un piano magnificamente geniale in serbo: far esplodere tutte le antenne, partendo dal presupposto che se una cosa spaventa la gente è meglio eliminarla e contando sul fatto che l’importante era salvaguardare i cavi, i quali sono integri e pronti per essere riutilizzati. Il tutto seguendo e pilotando eventi del caso, che è un essere che si diverte a portare sulla scena perfetti sconosciuti per un giorno, per poi farli tornare nel dimenticatoio (da qui il senso del titolo).
La storia in effetti non è nulla di che, l’animo di Everett è sempre più ermetico e Hoby non è che sia un personaggio poi così interessante. Ma il fatto che le antenna vengano distrutte è importante, inoltre si sviluppa il rapporto tra Pikappa e Lyo, dato che da quando gli ha riservato un’area tutta per lui si nel numero scorso si prodiga per dargli anche consigli, in qualità di antico aiutante supereroe. Eh già, perché un tempo Lyo era il braccio destro di Astrongman, un supereroe degli anni ’50 che aveva il suo rifugio proprio alla Century.
Per le rubriche: La
Pk² Mail diventa un bilocale in questo numero, perché aggiunge una pagina per poter contenere le lettere delle lettrici di un nuovo magazine Disney, rivoluzionario e destinato (anche se all’epoca nessuno poteva nemmeno lontanamente immaginarlo) a raggiungere un successo planetario senza precedenti. Sto parlando di
Witch, ovviamente, che all’epoca era al suo quarto numero. Facendogli la dovuta pubblicità già a partire dai numeri scorsi, ormai sempre di più il PK Team (e Vitaliano in primis) ha capito quanto può giocarci su questa cosa delle streghette, specie contrapponendo le witchers ai pkers. Qui inizia a esplodere la cosa, in uno spazio della posta memorabile.
Il
Riportage ha per protagonista Bertoni, che nei panni di supereroe (panni in cui si è calato nello
Speciale 00) sventa l’inquinamento nelle sue varie forme. Lol.
E’ poi presente un estratto dal RomPK, la nuova rivista di enigmistica targata PK, e un
Digital Pk² dedicato alla storia della Century (che verrà smentita in PK Frittole nei primi numeri, per poi tornare a questa versione originaria verso la fine della terza serie di PK)
Pk² Speciale 01 – Duckmall
Il PK Team ci tiene a continuare la fortunata tradizione degli speciali estivi, una delle tante particolarità di PK. Quindi anche se siamo alla seconda serie non occorre rinunciare a quello che per tutti i pkers è un appuntamento estivo imprescindibile. Si decide di continuare sulla scia del precedente speciale,
Super, che raccoglieva alcune storie autoconclusive e prettamente ironiche e divertenti, invece che fare una storia lunga particolare come nello Speciale 99, ma forse per le particolarità di struttura narrativa di Pk² era la soluzione migliore. Lo speciale viene intitolato al luogo di lavoro di Paperino,
Duckmall.
Introdotte da un
Prologo (Cordara, Mastantuono) di due paginette con l’ipermercato che parla mostrando la vita che lo popola nel corso delle giornate, le storie raccolte hanno tutte a che fare con il Duckmall.
Io, Robyonte (Macchetto, A. Pastrovicchio) è una storia abbastanza inutilina, sembra che le brevi di Macchetto subiscano questo effetto. Fatto sta che Paperino che viene creduto un giocattolo e venduto strappa qualche sorriso ma niente di più. Bah.
Nei panni sbagliati (Catenacci-Petruccelli, Gervasio) gioca ancora su una situazione abbastanza assurda per creare una storia only-lol. Mortimer Bloom, Tempest Gale e Fitzroy devono fare il turno in borghese dato che le divise sono a lavare, e rincorrendo un ladro vengono ostacolati dalla clientela che li crede teppisti. Divertenti le scuse della ditta che doveva consegnargli le divise. Dimenticabile come i disegni.
Il piatto del giorno (Artibani, L. Pastrovicchio) vede come protagonisti Angus Fangus e Mike Morrighan, il giornalista di Channel 00 che da sempre è in rivalità con Angus. La storia verte su una sfida tra i due a colpi di notizia, ma l’esito sarà inaspettato. Il cliché con cui si risolve la cosa è noto, ma Artibani sa come raccontarlo.
Qualcosa che manca (Enna, Sciarrone) è probabilmente la storia migliore del numero. La meno pretestuosamente legata al centro commerciale è anche quella che non cerca di puntare solo sulla risata, che nello speciale estivo ci può anche stare ma entro certi livelli. La poetica di Bruno Enna è un tocco soave all’interno dell’albo, continua la sua indagine dell’animo di Lyla che ha toccato il vertice in
Frammenti d’autunno e che riproporrà sul quarto numero di PK Frittole. Qui vediamo una Lyla smarrita in questo tempo non suo cercare un contatto che la faccia sentire meno sola. Se a ciò aggiungiamo i disegni ultra-wow di Sciarrone non possiamo che amare questa breve storia. Applausi.
Circuito… chiuso (Arrighini, Ziche) è una storia decisamente al femminile, in cui Rupert cerca di parlare a Stella Nice per invitarla fuori ma succede sempre qualcosa che lo interrompe. Il tutto commentato da voci fuori campo, ma… di chi saranno?
Un gioco da ragazzi (Ambrosio, Migheli) è, credo, la prima prova di Ambrosio sul mondo di PK. La storia non è male, vede protagonisti Everett e il suo secondo Anymore Boring, dove Everett realizza una musichetta per il Duckmall che invoglia la gente a comprare. Bellissima la frase finale sull’importanza dei telecomandi per spegnere le invenzioni.
Infine
Kid’s corner (Cordara, Mastantuono) finalmente ha per protagonista Paperinik, ma in una storia abbastanza banale e stereotipata. Si salvano però i disegni di Mastantuono, sempre buonissimi.
In definitiva, lo Speciale 00 è decisamente migliore sotto moltissimi aspetti, ma lodo la volontà del PK Team di tenere viva quella che ormai era una tradizione a tutti gli effetti.
Pk² # 8 – Soltanto Un Amico
Nemmeno la magnifica copertina di Sciarrone può nascondere una raffigurazione poco interessante. In effetti la dimostrazione di quanto siano urbane le storie di questo nuovo corso di PK, oltre che nel # 4, la abbiamo qui. Soltanto un amico (Ambrosio, Gula), oltre ad essere la prima storia lunga del tanto vituperato Stefano per Pk² e per PK in generale, non aggiunge assolutamente niente alla storia di Everett, ma si pone come puro divertissement.
La trama ruota attorno a una guerra tra clan rivali a Paperopoli, i Raven e i Rats, che si combattono con armi molto avanzate, decisamente troppo, sembrano quasi militari. L’indagine di due nuovi personaggi, appartenenti alla polizia di Paperopoli, il detective Spider e la recluta O’Hara, li porta a scoprire la presenza di un microchip delle industrie Ducklair in queste super armi. Ma Everett ha amici potenti, e sa come allentare sospetti (una volta tanto infondati) da lui e farli cadere su chi gli crea troppi problemi, Pikappa, che nemmeno a Spider sta troppo simpatico. La vita privata di Paperino entra nei problemi di Paperinik quando Fitzory tenta di far credere a Rupert che Paperino ci sta provando con Stella, dato che Stella è l’ex-fidanzata del capo di una delle due bande.
Insomma, un gran casino, in cui se da un lato Ambrosio ci regala una storia veramente molto adulta a colpi di bande rivali, armi, battute sul bere alcolici, polizia, microchip e pure solitudine (quella che prova dentro di sé Stella e quella che prova Rupert), di certo poco si amalgama con i misteri che sono stati seminati nei primi numeri di questa serie. Dal punto di vista della continuity, quello che si evolve è il licenziamento di Lyla da addetta stampa delle industrie Ducklair, in favore (come apprendiamo grazie alla rubrica
Digital Pk²) di Mike Morrighan, che d’ora in poi non sarà più giornalista di Channel 00, dunque. E’ sicuramente più in linea rispetto a quello che si aspetta Everett da chi ricopre quel ruolo, devozione assoluta al capo, cosa che Lyla non poteva dare in quanto paladine della verità. Lyla sarà d’ora in poi nuovo caporedattore di Channel 00. Intanto si incomincia a intravedere che Juniper si è infatuata di Pikappa e che Spider, per quanto apprezzi l’operato del superpapero, non lo può tollerare.
Bah, una storia strana, non certo brutta, molto adulta nei temi (l’Ambrosio di una volta non scriveva sempre e solo rivolto ai bambini) ma che appare poco legata al contesto.
Per le rubriche: il
Riportage presenta il delirio puro, una pseudo-inchiesta di Bertoni che in realtà si sdoppia in due persone diverse (con tanto di improbabili parrucche) per dimostrare l’esistenza di un mostro lacustre nel lago di Garbagnate. Demenzialmente divertente.