
Nei cinema italiani a febbraio.
Un film di Andrew Niccol. Andrew Niccol è uno che non si capisce tanto bene che intenzioni abbia. Un giorno ti scrive The Truman Show, quello dopo ti fa un film con i numeri al posto delle lettere (S1m0ne), un giorno scrive per Spielberg (The Terminal), quello dopo per Nicholas Cage (Lord of War). Questo giorno ha scritto In Time, tornando alla sua amata futurologia più o meno distopica.
In un epoca abbastanza lontana nel futuro le persone vivono fino a 25 anni, poi non invecchiano più. Semplicemente gli spunta un timer su un braccio che dura 24 ore, e se non lavori abbastanza per ricaricarlo, dopo 24 ore muori. Se invece sei abbastanza ricco riesci a caricare il timer per anni, e illuderti di vivere in eterno (se qualcuno non ti ammazza prima). Un mondo dove quindi il tempo è letteralmente denaro, e come con il nostro denaro attuale le speculazioni stanno drammaticamente incidendo su molti poveri per il benessere e il lusso di pochi ricchi. Il nostro Justin Timberlake un giorno decide che non gli sta più bene, e quando gli capita il colpo di culo di poter entrare nella "zona temporale" dei riccastri, seduce/sequestra la figlia di un banchiere, con la quale faranno taaanta taanta destabilizzante beneficienza.
Se l'idea è vagamente intrigante e persino socialmente impegnata (vedi la metafora anticapitalista), e la realizzazione molto curata (grossi nomi da Oscar dietro le quinte per fotografia, costumi, scenografie, montaggio, musica), nei fatti l'appeal viene meno. Un film dove i personaggi sono tutti 25enni, e i protagonisti sono Justin Timberlake, Olivia Wilde, Amanda Seyfried e Cillian Murphy, capite bene che tende troppo a somigliare a una puntata all'aperto di Uomini e donne. Però c'è anche Johnny Galecky, il nostro amico Leonard di Big Bang Theory. L'inizio, con l'inevitabile spiegone introduttivo di molta fantascienza mediocre, scorre via quasi indolore. Il resto del film non è male. Nonostante alcune improbabilissime situazioni, la tensione e il ritmo non calano mai, e quegli orologi/contatori che zompano rapidamente da pochi secondi a centinaia di anni e viceversa danno una discreta scarica di adrenalina, a volersi concedere a questo film senza troppa spocchia. Purtroppo non è nulla di così rilevante nel panorama cinematografico di quest'anno, ma che non faccia pena è già un ottimo risultato. Stasera cercherò di rifarmi la bocca con un altro film di Niccol che gode di maggiori lodi: Gattaca.



