
Regia: Andrew Stanton (co-diretto da Lee Unkrich)
Sceneggiatura: Andrew Stanton, Bob Peterson, David Reynolds
Guest voices originali: Robbie Williams (interprete della canzone finale "Beyond the sea"), Ellen DeGeneres, Willem Dafoe, Geoffrey Rush
Guest voices italiane: Luca Zingaretti, Carla Signoris, Stefano Masciarelli
Colonna sonora: Thomas Newman
Nemo, il pesce del titolo, perde la madre ancora prima di nascere. Visto che il padre di Simba ne "Il Re Leone" aveva ottenuto un immane successo morendo, alla Pixar hanno cercato di emularlo. E in effetti Nemo è più o meno il film d'animazione che ha incassato di più nella storia del cinema, come quasi dieci anni prima "Il Re Leone". Ma FORSE il motivo non è stato solo quello. Perduta la moglie, il padre di Nemo, Marlin, diventa iperprotettivo con il figlio, che il primo giorno di scuola arriva al punto di rottura e si ribella. E come tutti i ribelli, ci rimette le penne, anzi le squame. Un dentista di Sidney infatti lo pesca durante una nuotata subacquea e se lo porta nel suo studio, in attesa di darlo alla sua nipotina malefica. In questa snervante attesa il film si sdoppia, e seguiamo parallelamente la straordinaria odissea di Marlin alla ricerca di suo figlio lungo tutto l'oceano (incontrando un'esilarante pesciolina azzurra e smemorata di nome Dory), e la snervante attesa di Nemo in compagnia dei pesci dell'acquario in cui è stato segregato.
Dopo la peluria di Sulley in "Monsters & co.", la Pixar raggiunge nuovi vertici tecnologici con lo splendido oceano virtuale di questo film. Dinamica dell'acqua praticamente perfetta, rifrazione dei raggi solari, pulviscolo marino più o meno organico sono i magnifici particolari del mare in cui per tutta la durata del film sguazzano i nostri amici pesci. Particolari spettacolari, questo era il difficile. Il facile è la barriera corallina piena di tutti i 16 milioni di colori disponibili sui computer della Pixar e probabilmente anche di più, le riproduzioni di centinaia di specie di pesci diverse (sia fra i protagonisti che fra le "comparse") e non solo. Pellicani, piccioni, meduse, squali, granchi, tartarughe marine e una balena (interno compreso). Pochi umani di contorno, con le solite fattezze esterrefatte e impressionanti che verranno immensamente migliorate nel successivo film "Gli Incredibili". Per la prima volta la Pixar non utilizza come protagonisti dei personaggi "umanoidi", cioè con due braccia e due gambe, ma pesci con le loro movenze che non sono certo facilmente realizzabili con i "normali" software di modellazione tridimensionale. Figurarsi se alla Pixar si fanno di questi problemi... insomma, un film irto di difficoltà e innovazione. Nessuno sarebbe così stupido da invischiarsi in un progetto del genere. Tranne la Pixar, che l'ha fatto, e perfettamente. Ma FORSE non è nemmeno questo il vero ingrediente che ha fatto di "Alla ricerca di Nemo" uno fra i pochi capolavori dell'animazione. Azzardo un'ipotesi. Forse a fare il successo di questo film è la morale, una morale che non è certo quella buonista dei film disney e nemmeno dei pochi film Pixar precedenti (amicizia, sostanzialmente). La morale stavolta è per gli adulti, i bambini hanno poco da imparare da questo film, che anzi... quasi li spinge a disubbidire ai genitori come il piccolo Nemo. Il film dice agli adulti che i loro figli non devono imparare TUTTO dai genitori, ma solo le basi. Poi vanno lasciati liberi di vivere. In sè anche questa è una banalità, però per la prima volta gli adulti che hanno visto "Alla ricerca di Nemo" si sono sentiti coinvolti, mentre per la prima volta i bambini non si sono sentiti bacchettati e non hanno avuto niente da imparare. Risultato: tutti entusiasti. A decorare questo geniale appeal con il pubblico ci sono i soliti (ma bene accetti) momenti comici, garantiti dall'ottimo personaggio di Dory (nonchè dalle sue ottime doppiatrici, in originale Ellen DeGeneres, in italiano Carla Signoris), dagli squali in disintossicazione e che cercano di diventare vegetariani, dalle tartarughe marine pseudosurfiste sulla velocissima Corrente Orientale Australiana, e dal tormentone dei piccioni nel porto di Sidney.
Non solo risate, ma anche forti momenti emozionanti. In primis, l'inizio del film, con la morte della madre di Nemo (Coral, dal nome, volto e voce meravigliosi); l'attraversamento del campo di meduse; i tentativi di fuga dall'acquario con la pittoresca loggia di pesci tropicali, ognuno col suo tic caratteristico: dal collezionatore di bolle, all'igenista ossessivo, al gambero francese, alla svampita che parla con il suo riflesso, alla materna stella marina, al pesce palla che si gonfia quando si arrabbia. E infine lui, un meraviglioso pesce tropicale dal volto e dalla voce di Willem Dafoe, capo di tutta la congrega e mentore del neoarrivato Nemo, soprannominato dopo una scenografica cerimonia di iniziazione Pesce da Lenza.
Proiettato nelle sale con un vecchio cortometraggio Pixar, "Knick Knack".
Premio Oscar come miglior film d'animazione dell'anno, nomination come miglior sceneggiatura originale. Golden Globe come migliore commedia dell'anno.







