[Sam Mendes] American Life

Una cartella dedicata a quel grande magico calderone che è il cinema e al fascino magnetico che lo schermo gigante continua ad esercitare ancora oggi.
  • Scritto da Dave Eggers e consorte, fralaltro.
    Inutile dire che su American Beauty, Jarhead, Era mio padre e Revolutionary Road la pensiamo diametralmente all'opposto :solly: American Life ancora mi manca, mannaggiammè. Lo [spoiler]scaricai[/spoiler] sin dall'uscita americana ma non mi ci sono più dedicato...
    Comunque sono andato a controllare e per la precisione in America non è uscito in 4 sale, se non il primo weekend (che non vuol dir niente, era praticamente un anteprima). Attorno al quinto weekend era a 500 sale. Che ovviamente per l'America è pochissimo, ma d'altronde nonostante il regista questo è praticamente un film indie per cui 500 sale sono un numero più che sufficiente. E' da noi che la distribuzione è stata pessima. Arriva con un anno di ritardo e in 84 sale (che è pochetto ma c'è di peggio. Poi era Natale, quindi non avrà resistito per più di due settimane in gran parte di quelle sale...).
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Ah ok, allora almeno un passaggio dignitoso l'ha avuto.
    Da noi boh, ricordo di averlo sentito nominare come titolo ma non ci avevo prestato attenzione, si vede che avevo bypassato il nome di Mendes.
    Comunque l'ho recuperato in un'arena estiva e ne sono rimasto folgorato.

    Se abbiamo gusti opposti sugli altri, allora preparati a odiarlo :P
    Tanto ho visto che la critica in giro per il mondo l'ha classificato come un filmetto minore appena sufficiente...
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
    Nerdlandia - Facebook - Blog - Flickr - Youtube
  • Finalmente l'ho visto, qualche settimana fa. E l'ho comprato nella bella edizione in DVD+Libro Feltrinelli, nonostante l'avessi già scaricato secoli fa e non avessi mai avuto occasione di vederlo ([spoiler]capito capoccioni? #piratacelodiciassoreta[/spoiler]).
    Ovviamente è un film adorabile. E' talmente anomalo nella produzione di Sam Mendes che non mi stupisce che, solo in questo caso, con Deboroh sono d'accordo :P Il merito è principalmente della storia degli sceneggiatori Dave Eggers e Vendela Vida, due autori che quell'anno (il lontano 2009) esordirono al cinema dopo che Eggers era già diventato un mito vivente della letteratura americana con capolavori di umorismo e creatività misti a tragedia come L'opera struggente di un formidabile genio (una sorta di autobiografia, e il titolo non mente), Conoscerete la nostra velocità (ho pianto, ma forte), e alcune opere più o meno basate su fatti realmente accaduti come Zeitoun (sui danni dell'uragano Kathrina) e Erano solo ragazzi in cammino (storia del profugo sudanese Valentino Achak Deng). Insieme a American Life esce anche Nel paese delle creature selvagge di Spike Jonze (scritto da Eggers, e da cui Eggers ha tratto poi un romanzo, riscrittura del preesistente romanzo culto di Maurice Sendak).
    Se si leggono i suoi romanzi, si riconosce inevitabilmente in Burt e Verona i personaggi sfacciati, diversi, liberi e profondi (o profondamente segnati) delle storie di Eggers. Nel libro dell'edizione feltrinelli c'è un'intervista a Eggers che spiega che la storia di Burt e Verona non rispecchia minimamente la vita sua e di sua moglie Vendela, anche se i personaggi hanno molto in comune con loro due, e lo spunto iniziale era proprio raccontare la vita di una coppia, quando loro stessi lo erano diventati e stavano affrontando i loro stessi problemi (dove abitare, quali amici scegliere, ecc...).
    Comunque, è divertentissimo, commovente e liberatorio.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Torna a “Cinema a 360°”