
Simon Pegg e Nick Frost sono una garanzia, grandi amici e una coppia comica fenomenale, protagonisti del serial "Spaced" e dei due film "L'alba dei morti dementi" e "Hot Fuzz", dei quali Pegg ha scritto anche la sceneggiatura; la notizia della realizzazione di questo "Paul" avrebbe dovuto riempirmi di gioia ma così non è stato. Non so perchè, forse il non coinvolgimento di Edgar Wright (regista che aveva collaborato alle precedenti incursioni cinematografiche della coppia Pegg/Frost) mi aveva un po' demoralizzato, sensazione aggravata quando per dirigere il film è stato chiamato Greg Mottola (responsabile del mediocre "Adventureland" e dell'imbarazzante teen-comedy "Superbad"). Esce il trailer e ogni mio timore è confermato: Pegg e Frost si sono venduti a una banalotta commedia americana. "Mi spiace per loro, la ignorerò senza troppi timori" mi ero detto.
Bè, mi sbagliavo.
Complice la proiezione in anteprima al Future Film Festival mi sono fatto forza e ho deciso di vederlo, constatando che "Paul" è una Signora Commedia.
Non fatevi ingannare dal trailer che presenta i momenti più beceri, qui siamo alle prese con un intelligente commedia di fantascienza che gioca con tutti gli elementi e le opere conosciute del genere, senza però essere eccessivamente nerd-oriented. Insomma, non si arriva ai livelli di un Big Bang Theory o uno Scott Pilgrim, qui il film si rivolge alle masse e può fare tranquillamente presa sul grande pubblico (infatti negli USA è arrivato al #1 al botteghino, anche se c'è da dire che è uscito in un week-end un po' fiappo). Direi che è un po' come Men in Black; a mio parere si meriterebbe anche di entrare nell'immaginario collettivo com'è avvenuto per il film con Will Smith e Tommy Lee Jones, ma temo proprio che non sarà così.
Comunque di cosa parla 'sto "Paul"?
Simon Pegg e Nick Frost sono due nerd (ok, già qui il film mi aveva semi-catturato, lo confesso) inglesi, nel bel mezzo di un viaggio in America per visitare la Comic-Con di San Diego e tutte le location degli avvistamenti alieni in stile Roswell. Durante la loro avventura nerd incontrano Paul, un alieno che beve birra, fuma e fa commenti sarcastici, che chiede ai due ometti di accompagnarlo in un posto preciso per un motivo che non può rivelare. Paul è sfuggito da un'area di detenzione, popolando la vicenda di tutti gli elementi classici del road movie americano: agenti FBI sulle sue tracce (il vero cattivone più due goffi agenti molto divertenti), camionisti arrabbiati nel fast food, la fanciulla di turno che deciderà di seguire il bizzarro terzetto, mancanza di soldi, ecc.
Tutto ben congegnato, il ritmo è sempre alto, non passa mai troppo tempo tra una risata e l'altra, con qualche momento emotivo (senza toccare chissà quale vetta, però dai, ci sta qualche sfacettatura più seria).
Le citazioni a X-Files, Spielberg, l'immaginario nerd mi hanno fatto ridere della grossa, tutti i comprimari hanno caratterizzazioni deliziose, e Simon Pegg è in forma al punto che la definirei una delle sue migliori performance.
Sembra un filmettino, ma merita davvero di essere visto.
Non è ancora ben chiaro quando il film uscirà in Italia: la locandina del film dice il 13 maggio, Wikipedia e altri siti di informazione cinematografica lo hanno in calendario dal 10 giugno. In lingua originale Paul è doppiato da Seth Rogen (attore che detesto e pensavo facesse un'interpretazione caciarona, invece qui doppia con una sensibilità insospettabile), mentre nella nostra versione ho letto che l'alieno avrà la voce di Elio; speriamo che mantenga il feeling originale, perchè è davvero efficace.


