Rispetto agli altri animali l'uomo ha un'utile facoltà: può immaginare cose che non esistono, generando interi mondi fantastici grazie al potere della fantasia. E c'è chi di fantasia ne ha così tanta da non inventare solo storie ma da creare universi che riempiono più e più libri, e che ora sono raccolti in questa cartella.
Bello.
Non farò spoiler, come promesso.
Dico solo che: il titolo non c'entra abbastanza, ci si può immaginare qualcosa che non ha niente a che vedere (problema simile del "Calice di Fuoco"); il finale del IV volume è ancora inarrivabile, ma in quanto a epicità e drammaticità ci siamo vicini; c'è una serie di rivelazioni niente male; c'è da rimanere sconvolti per quanto i ragazzi siano entrati nella maturità sessuale e sentimentale... e l'ultimo libro si prospetta con un'impostazione completamente diversa da tutto quello che abbiamo letto finora! E queste sono solo le prime cose che mi vengono in mente... avrei una voglia di parlarne, ma senza rovinare le sorprese è impossibile!
EDIT: piccolo ammonimento del Direttore Editoriale: le descrizioni vanno usate per descrivere il thread. il "non contiene spolier" forse non andava usato come descrizione... non è una predica, eh... giusto per tenere ordinato il forum
porta pazienza e presto ne parleremo tutti insieme (e cmq se proprio non resisti c'è l'opzione spoiler).
Nel frattempo hai tutto il tempo di aprire i thread ufficiali degli altri 5 volumi più un Harry Potter - Discussione Generale...
Pazienza? Ci vorrà più di un mese e mezzo finché qualcun altro l'abbia letto 8) Per gli spoiler... è inutile, nessuno sano di mente leggerebbe quanto potrei scrivere con le anticipazioni.
Sulle altre sezioni... ci penso :oops:
E' un fatto curioso che tutta la magia nel mondo di Harry Potter non sembri così difficile da applicarsi: tutto quello che devi fare è alzare la bacchetta,, dire: "Lumos!", "Expelliarmus!", e se non sei un babbano o un magonò, se in altre parole hai la giusta concentrazione di midiclorian o quello che è, sei a posto.
Quello che J.K. Rowling ha fatto nel suo ultimo lavoro, il Principe Mezzosangue, allo stesso modo non sembra così difficile: mettere insieme un certo numero di linee narrative diverse, in un unico contenitore ben equilibrato, senza apparentemente alcuno sforzo.
"And now," dice Silente agli inizi del libro, "let us step out into the night and pursue that flighty temptress, adventure". Insomma, voliamo in questa avventura oscura con entusiasmo, ben sapendo che ci si può aspettare di tutto da un libro che sarà molto dark, un "Ordine della Fenice" nella forma, ma un "Prigioniero di Azkaban" nella sostanza.
La struttura del libro ricorda appunto l'ordine della fenice, tanti indizi e poi il gran finale. In effetti, dopo i primi capitoli, ci sono un duecento pagine a mio avviso un tantino noiose...sembra quasi che la Rowling approfitti del suo sesto lavoro per analizzare un po' meglio caratteri e relazioni dei personaggi secondari e dei protagonisti, in vista di un finale dove per tutto questo non ci sarà più spazio.
L'abilità della scrittrice, tuttavia, si riflette molto in questo tipo di impostazione.
Il libro ti prende non solo perchè vuoi sapere che cosa succederà o quale personaggio sarà il prossimo a morire, ma anche e soprattutto perchè si tratta di una storia portata avanti dai personaggi stessi. Mi spiego meglio: la Rowling ci mostra come ogni scelta e ogni avvenimento intorno ad un personaggio determini quello che sarà la mappa della sua vita, e questo porta il lettore a desiderare di conoscere ogni cosa possibile dei protagonisti, diventati così palpabili, quasi reali ai suoi occhi.
Vogliamo conoscere di più riguardo ai genitori di Harry - come si conobbero e sposarono- perchè questo potrebbe spiegarci meglio le decisioni e i comportamenti del ragazzo. Vogliamo sapere di più riguardo all'abitudine di Silente di cercare sempre il meglio e credere nelle persone, perchè questo ci può spiegare in che modo sceglie di fidarsi di una persona o meno. Vogliamo sapere di più sulle circostanze della nascita di Tom Riddle, perchè questo potrebbe spiegarci il motivo per cui è diventato Lord Voldemort.
Nel principe Mezzosangue alcuni di questi interrogativi saranno svelati, altri lasciati in sospeso anche dopo il gran finale. Un finale pieno di drammaticità che, in verità, mi ha lasciato un tantino perplesso, ma del resto pare che sesto e settimo volume siano strettamente concatenati tra loro, quindi qualcosa in sospeso deve essere lasciata. Qualche indizio sparso qua e là, poco visibile a dire il vero, fa intendere che forse l'evento principale del libro non sia stato casuale, ma orchestrato con grande spirito di sacrificio in modo che Harry possa vincere il suo scontro finale con Voldemort.
Il libro è in definitiva un bel libro, non eccellente a mio avviso ma che ti tiene incollato (anche se non sempre in modo forte) dalla prima all'ultima pagina. E', come gli altri, un romanzo fatto per divertire, ottimo per i ragazzi. I più grandicelli, tra cui chi scrive, naturalmente tenderanno a cercare in esso qualche significato. C''è da dire che sebbene in mezzo a questo calderone pieno di cose sia difficile rintracciare un qualche messaggio nascosto, si può notare tuttavia un tema ricorrente nel libro: l'amore. L'amore corrisposto, richiesto, negato, perverso, represso e ossessivo. L'amore in tutte le sue forme, insomma, tema che viene trattato dall'autrice un po' da commedia, un po' in tono tragico. L'amore sembra in questo libro - ma forse lo era anche negli altri - ancora più importante della magia. Il vero mistero, per la Rowling, è il cuore umano, non è importante la bacchetta che fa la magia quanto piuttosto la mano che la tiene e i sentimenti della persona che la usa. E' la forza del cuore che si vede, nel bene e nel male, in ogni pagina del romanzo, quella di Silente, quella di Piton, e soprattutto quella di Harry, che ancora una volta dimostra grande coraggio e forza d'animo. Sono proprio queste due qualità che fanno di Harry un mago diverso dal normale, nient'altro. Harry non è superman, non può cambiare il destino ma anzi lo subisce in questa lotta contro un potere più grande di lui. E nonostante questo, il suo cuore rimane sempre grande, e il suo animo nobile. E allora appare chiaro che se il potere di Harry deriva dall'amore della madre che si sacrificò per salvarlo, un amore vero e puro, il potere di Voldemort non può che essere il prodotto di un amore forzato, represso, da cui l'unica cosa che può nascere è il male.
Il volume mette quindi sostalmente le basi per il settimo capitolo, svelando molte cose importanti anche se in modo un tantino prolisso. Il settimo, che non uscirà prima di un paio d'anni, si preannuncia con uno schema differente dai sei precedenti. Nel frattempo, alla befana uscirà finalmente in italiano questo libro di transizione, in cui presente, passato e futuro dei protagonisti si intrecciano in modo indistinguibile in un mix di humor, azione, lezioni di magia e tragedia. Tragedia da cui Harry, sarete felici di saperlo, uscirà molto più maturo e deciso verso l'ineviitabile battaglia finale con colui che uccise i suoi genitori.
Ultima modifica di manzpker il sabato 25 febbraio 2006, 23:49, modificato 2 volte in totale.
manzpker ha scritto:E' un fatto curioso che tutta la magia nel mondo di Harry Potter non sembri così difficile da applicarsi
E' vero, è uno dei miei pochi grandi dubbi sul mondo di HP. Sembra solo una questione di memoria, alla fin fine.
dopo i primi capitoli, ci sono un duecento pagine a mio avviso un tantino noiose..
Noiose non direi; perlomeno, c'è gente come il sottoscritto che apprezza molto quando non succede niente, che ama leggere della vita quotidiana dei personaggi.
sembra quasi che la Rowling approfitti del suo sesto lavoro per analizzare un po' meglio caratteri e relazioni dei personaggi secondari e dei protagonisti, in vista di un finale dove per tutto questo non ci sarà più spazio
Sì, molto probabile. Io credo anche se la saga avesse venduto qualche migliaia di copie in Inghilterra, gli ultimi romanzi, questo compreso, sarebbero stati lunghi la metà e non si sarebbe "permessa" di prendersi tutti i suoi spazi.
Il libro è in definitiva un bel libro, non eccellente a mio avviso ma che ti tiene incollato
Ottima definizione... quanto la recensione, davvero illuminante!
un tema ricorrente nel libro: l'amore
In genere è un tema che, trattato in questo modo, mi fa scendere il latte alle ginocchia, ma ha una sua valenza forte, in un mondo governato dalla magia.
Non sei rimasto sconvolto anche tu dalla forte componente sensuale dell'amore?
se il potere di Harry deriva dall'amore della madre che si sacrificò per salvarlo, un amore vero e puro, il potere di Voldemort non può che essere il prodotto di un amore forzato, represso, da cui l'unica cosa che può nascere è il male.
Questa me la scrivo!! :o
E' il perfetto sunto della saga!
Forse la versione che ho letto io (in italiano :roll: ) usava termini più forti dell'originale inglese. Come "pomiciare". Non che mi sconvolga di per sé, ma nel contesto di un romanzo che leggono anche i bambini. Per non parlare della turbolenta nascita di Tom Riddle che citavi tu...
Ah, se ben ricordo lo stesso termine era usato nella traduzione dell'Ordine della fenice, quindi niente di nuovo. In effetti pomiciare non mi piace molto, ma non saprei trovare una parola migliore per esprimere il concetto. Qui a Torino comunque non si usa (o, almeno, io non l'ho mai sentito). In inglese c'è un termine che dà questo significato, forse un tantino meno volgare. Al momento però non ho il libro sotto mano.
L'avrei lasciato in originale. Horace Lumacorno è proprio brutto. Per non parlare di Flebo e di un paio di altre cosette che mi danno i nervi: lo slug club che diventa Il club delle lumache, la Torre al posto di The lighting struck tower (la torre colpita dal fulmine) e infine la chicca: Un ricordo lumacoso...bleah!
Lo so, ma non contesto infatti la correttezza della traduzione in sè. Semplicemente mi chiedo: quanti arriveranno ad associare il titolo La torre alla carta dei tarocchi?
Io ho pensato per prima cosa alla Torre degli scacchi, per esempio. Per cui non mi è venuta nella testa l'immagine della torre che prende fuoco. Il compito del traduttore è appunto questo, anche nel caso dei nomi del personaggio: richiamare nella mente del lettore la stessa immagine che gli darebbe la lettura della versione originale.
manzpker ha scritto:Lo so, ma non contesto infatti la correttezza della traduzione in sè. Semplicemente mi chiedo: quanti arriveranno ad associare il titolo La torre alla carta dei tarocchi?
Boh, pensavo ci fosse di mezzo la Cooman (altra traduzione opinabile, ma almeno è sensata), ma non so. QUESTO non lo so, vedi? :lol: