
Questo fumetto fa schifo. Il protagonista è un poliziotto cannibale. Non è che gli piaccia smozzicare carne umana, anzi, fa discretamente schifo anche a lui. Ma è il suo dono, e il suo lavoro. Si chiama Tony Chu, ed è un cibopatico. Quando mangia una cosa riesce a captarne la storia. Se mangia una mela, conosce l'albero da cui è nata, i vermi che l'hanno insinuata, il giorno che è caduta, ecc... Se mangia un cadavere, capisce come è morto... e eventualmente chi l'ha ucciso. Capirete che è un'enorme risorsa per la polizia.
Nell'universo di Chew speciali compiti di polizia li ha la FDA (Food and Drug Administration, il corrispondente dei NAS italiani), poiché nell'universo di Chew la famosa "influenza aviaria" non si è dissolta come una bolla di sapone (come nel nostro universo) ma ha fatto 130 milioni di vittime, e ha portato l'umanità (e in particolare il governo degli Stati Uniti) ad adottare politiche completamente restrittive verso... i polli.
Il pollo è bandito. Viene sostituito da surrogati artificiali dal sapore discutibile, mentre allevamenti clandestini e smercio di polli sono in mano alla criminalità organizzata.
Ma c'è chi pensa che in realtà quella dell'aviaria sia una grossa bufala, che nasconde un gigantesco complotto di cui il governo degli Stati Uniti è complice. Tony Chu combatte questi dissidenti, ma suo fratello stesso (Chow Chu... ancora non so come si pronuncia) ha compromesso la sua carriera di celebre chef televisivo per esternare la sua contrarietà al bando del pollame.
Una storia così disgustosa o non si può leggere o è geniale. Questa è geniale. Non si prende sul serio, il che è fondamentale per essere credibile. L'ambientazione e i ritmi polizieschi non sono inediti, ma sicuramente sono incalzanti e divertenti. Quello che è originale, almeno per ora che siamo agli inizi, è l'intreccio degli eventi, le cose che non quadrano, i loschi figuri che ancora non vediamo ma la cui (in)fama li ha preceduti.
I momenti schifosi forse sono limitati agli inizi della storia generale. Già verso la fine di questo volume, le smozzicate cannibali sono molto diminuite, gli autori non si cullano sul quid horrorifico e non si sottraggono al dovere della caratterizzazione dei personaggi, che sanno quindi sostenere un capitolo per tutta la sua lunghezza senza dover ricorrere al peculiare pasto.
La serie è giovane. E' partita l'anno scorso e mensilmente è giunta al numero 15 in uscita questo mese. Quest'estate al ComicCon ha vinto l'Eisner Award come miglior nuova serie, proprio mentre il primo volume (contenente i primi cinque numeri mensili, che esauriscono il primo "story-arc", introduttivo) andava in stampa in Italia per i tipi della Bao Publishing. A Lucca il canino editore milanese ha presentato anche il secondo volume (coi numeri 6-10), ma io per codardia non ho voluto rischiare e ho comprato solo il primo volume. Ora faccio i salti mortali per avere il secondo, e temo il momento in cui mi metterò in pari con la pubblicazione americana e dovrò aspettare un mese ogni volta. In America è anche uscito un volumozzo con copertina rigida contenente i primi 10 numeri, e non nascondo di stare facendoci un pensierino.
Il quindicesimo numero, che conclude il terzo story-arc, ha una copertina tripla che ricalca l'usanza americana di reinterpretare "L'ultima cena" di Leonardo Da Vinci nella chiave del fenomeno popolare del momento (film, telefilm, saghe). E' molto spoiler guardarla nel dettaglio, soprattutto se si è un pirla come me che ha letto solo il primo volume:

Lo stile dei disegni mi fa pensare a Corrado Mastantuono. Che secondo me è pure meglio. Adesso mi parte la fantasia di Mastantuono che disegna un numero di Chew. Sarebbe pazzeschissimo!
Comunque i disegni (e il colore!) di Rob Guillory sono ugualmente pazzeschi.

