Prima stagione (2010)

La NBC dopo Heroes riprova a propinarci un "erede di Lost", aggiungendoci stavolta anche "erede di 24".
The Event puntava certamente a diventare l'Evento della stagione, presentata già allo scorso Comic-Con (come accadde con Lost), e ci è anche abbastanza riuscito. L'attesa era alta, e il Pilot lunedì scorso è stato seguito da 11 milioni di persone (una quota discreta, anche se Heroes fece di meglio, 14 milioni). Anche l'Italia ha creduto all'"evento", e infatti questa serie va in onda in contemporanea con gli Stati Uniti su Joi (canale della pay tv Mediaset Premium in digitale terrestre), con la stessa formula di Lost e Flashforward l'anno scorso: episodio sottotitolato a 24h di distanza, e doppiato la settimana successiva.
Il Pilot è decisamente d'effetto, e il cliffhanger è di quelli che non lasciano scampo. Il montaggio rapido, l'azione adrenalinica, le cospirazioni misteriose, e il presidente nero degli Stati Uniti richiamano esplicitamente 24 (mancano solo lo split screen e il cronometro). L'aeroplano, i flashback e il colpone di scena finale servono a richiamare Lost. Gli eccessivi cartelli "dodici minuti prima", "una settimana prima", "sei mesi prima", ecc... invece riportano alla mente Flashforward.
L'"Evento" a cui si riferisce il titolo della serie, nel Pilot è stato solo accennato, e dovrebbe trattarsi non di quanto accade nel Pilot (un dirottamento aereo) bensì del più grande insabbiamento della storia degli Stati Uniti, che adesso il Presidente si appresterebbe a rivelare al mondo ma qualcuno glielo vuole impedire.
Nonostante questo fastidioso senso di già visto, a cui dovrò cominciare ad abituarmi se guardo tutte queste serie tv, la serie promette molto bene. Ovviamente adesso dovranno gestire il solito problema dell'attenzione del pubblico: troppi misteri lo incasinano, pochi misteri lo annoiano, poche risposte lo irritano, troppe risposte lo disilludono. La serie si presta molto a fare la fine di Flashforward: molto affascinante ma incapace di "stare sul mercato", e quindi a rischio chiusura dopo una, se non mezza, stagione.
Il protagonista del film è Jason Ritter, figlio dello scomparso e amato John Ritter, e nel cast c'è un attore che avevo conosciuto già nella prima stagione di In Treatment, Blair Underwood (nei panni del presidente nero/latino degli Stati Uniti Elias "Eli" Martinez), e uno che avevamo visto in Lost Željko Ivanek (interpretava l'ex marito di Juliet, Edmund Burke), nei panni di un agente della CIA al seguito del Presidente. Prossimamente entrerà nel cast anche Hal Holbrook (nominato all'Oscar per l'interpretazione dell'anziano mentore del film Into the Wild).
Io gli darò fiducia per tutta la stagione. Qualuno di voi fa altrettanto?




