Nel 1994 James Cameron scrisse la prima bozza di Avatar, 80 pagine partorite in un paio di settimane; la rapidità con cui il film è stato realizzato è inversamente proporzionale a quella dello script, dato che originariamente doveva essere girato nel 1997-1999, subito dopo Titanic, ma Cameron decise che la tecnologia non era sufficientemente avanzata per portare su schermo quello che aveva in mente.
Nel frattempo l'acclamato regista però non si è dedicato ad altri blockbusteroni (solo un paio di documentari) che potessero distogliere l'attenzione da Avatar, ma anzi si è continuato a ripetere che il film era in lavorazione e sarebbe uscito dopo qualche anno, facendone una sorta di leggenda cinematografica.
Ovviamente con queste premesse l'hype ha raggiunto livelli irraggiungibili e i giudizi successivi alla visione del film risentono di questa aspettativa spropositata.
"Avatar è un capolavoro dal punto di vista tecnico, ma la storia è banale"
"La storia mi ha sorpreso positivamente, ma visivamente mi aspettavo di più..."
"E' solo una gran americanata."
Nulla di tutto ciò: Avatar è un Signor Film, da tutti i punti di vista, un punto d'arrivo nel quale confluiscono tutte le esperienze fatte da Cameron nella sua carriera, iniziata ridefinendo il cinema di fantascienza (Terminator, Aliens) per poi dedicarsi a un kolossal senza precedenti (Titanic).
Capitolo 1 - La Trama
Molte critiche accusano Avatar di essere rivoluzionario dal punto di vista tecnico, ma di non sforzarsi altrettanto narrativamente. C'è chi ci ha visto una copia spudorata di "Balla coi Lupi" o "Il Nuovo Mondo", io personalmente ci ho visto un po' di più di "Ferngully", ma credo che il film abbia una sua personale autonomia.
Ora, facciamo un salto nel passato. 1977, il primo Guerre Stellari: una struttura narrativa sconvolgente per cui strapparsi i capelli? No, una fiaba "eroe a cavallo va a salvare la principessa dalla reggia del mago cattiva" rimescolata in salsa fantascientifica con alcuni elementi innovativi. Ecco quindi che una spada trasformata in lightsaber e un destriero bianco trasformato in un'astronave con salto nell'iperspazio... la rivoluzione è fatta.
Rimaniamo in campo James Cameron, col suo precedente successo che ha fatto stragi al botteghino e alla cerimonia degli Oscar. La storia del Titanic. Già. Immagino proprio che tutto il pubblico in sala si stesse scervellando per ipotizzare come sarebbe andato a finire. Ma per fortuna c'è la love story tra Jack e Rose: due giovani di differente provenienza sociale si amano, ma il loro rapporto è ostacolato dal loro ceto, qualcosa mai visto prima.
Questo per dire che non è importante il cosa ma il come e James Cameron di sicuro sa mettere in scena una storia in un modo efficace e spettacolare come pochi altri nel mondo del cinema.
In realtà poi, ci sono molti elementi innovativi, tante piccole cose che descrivono il mondo in cui si svolge Avatar e che lo rendono particolare.
Prima di tutto, gli Avatar: gusci in grado di contenere l'animo degli esseri umani con l'aspetto di Na'vi (la razza abitante di Pandora), idea che a mio parere si potrebbe permettere un intero film per essere sviluppato. Non che la trovata non sia sfruttata a dovere: Jake Sully è un soldato costretto su una sedia a rotelle, che quindi si ritrova a poter vivere un'avventura con un'esperienza sensoriale più ricca del mondo reale, fino a quando non gli sembra che il suo "secondo corpo" sia quello vero mentre l'involucro umano sia il sogno... Personalmente ci ho visto una metafora del cinema, nel quale o spettatore abbandona per un paio d'ore per immergersi in un mondo fittizio immedesimandosi col protagonista; non credo sia casuale inoltre il trovarci al cospetto del il primo film in "vero" 3D, un'esperienza che immerge ancor di più la platea nelle immagini.
Altra buona trovata, stavolta frutto non della tecnologia umana ma dell'ecosistema pandoriano, è l'Eywa un'energia simile per certi versi alla Forza ma sostanzialmente differente, in grado di mettere in collegamento tra loro tutti gli esseri viventi del pianeta; molto suggestiva come idea, specialmente per la resa del "cordone ombelicale" che lega un Na'vi ad una sua cavalcatura, oppure per la possibilità di scoprire la memoria del passato attraverso le piante.
Capitolo 2 - La tecnologia
Il vero protagonista di Avatar è indubbiamente Pandora.
La cura riposta nel creare ogni singolo organismo o aspetto del pianeta è incredibile, paragonabile forse solo all'universo di Star Wars o al lavoro fatto da Tolkien sulla Terra di Mezzo. Le creature simili a dinosauri, gli insetti, le piante e le montagne volanti sono pura gioia per gli occhi, frutto di un evidente immane sforzo creativo per definire al meglio e arricchire il più possibile il design del film.
Personalmente ho trovato che Pandora dia il meglio di sè di notte, potendo sfoggiare magnifiche piante iridescenti e strati di erba e muschio che si illuminano quando vengono calpestati; altrettanto d'impatto sono alcuni rituali di massa dei Na'vi, come il riconoscimento di un nuovo membro con l'abbraccio collettivo, oppure le scene al cospetto dell'Albero della Vita.
Importante risultato tecnologico sono anche i Na'vi, esempio che la motion capture può essere utilizzata con ottimi risultati non solo per creature mostruose come Gollum ma anche per esseri antropomorfi: i Na'vi sono personaggi veri, vivi, non c'è momento in cui si possa dubitare della loro esistenza o che sullo schermo possano apparire falsi.
Capitolo 3 - Le Tematiche
A parte lo stupore iniziale per il mondo che è stato creato e le scene d'azione più concitate, mi hanno sorpreso molto i due principali messaggi che la visione del film vuole veicolare.
Il più evidente è una forte opposizione alla guerra, rappresentata in modo crudo e mostrando la distruzione che è in grado di compiere, sotto gli occhi di un popolo che osserva il suo mondo venire stravolto da un popolo più avanzato tecnologicamente che sembra non avere alcun rispetto per una civiltà con valori differenti. Impossibile non rivederci gli indiani d'America, ma anche altre popolazioni arretrate che tuttora vengono sfruttate.
Il conflitto stesso è una guerra tremendamente attuale, nel quale gli umani vogliono distruggere un popolo per un prezioso materiale da estrarre dal sottosuolo, una guerra che come viene detto esplicitamente deve dare come risultato un bilancio economico positivo per potersi innanzitutto pagare.
L'altro messaggio è finalmente una morale ambientalista che va oltre al "Da oggi fate la raccolta differenziata!" ma che racconta spudoratamente quello che gli umani stanno facendo al pianeta Terra e cosa sono disposti a fare e a ciò che rinunciano per il proprio "sviluppo" (o degenerazione); sta poi allo spettatore uscire dalla sala più o meno toccato dalla cosa, magari ignorando la realtà che lo circonda e continuando come se niente fosse... Credo che Avatar stia alla distruzione della natura come Wall-E sta all'abuso delle risorse e dell'energia.
Capitolo 4 - La visione in 3D
Così com'è stato promosso in tutto il mondo, Avatar è il primo film che sfrutta pienamente la tecnologia 3D e si vede.
Va però fatta una premessa, di cui sono venuto a conoscenza solo un paio di settimane fa: esistono tre differenti tecnologie di visione 3D e la più avanzata tra queste (l'XPand 3D) è presente solo in un ridotto numero di sale nel nostro paese. Ho letto pareri secondo cui la differenza tra il Real 3D (quello che va per la maggiore) e l'X-Pand 3D è un abisso, per cui mi rammarica il fatto di aver visto finora i film con una tecnologia "a metà"; credo però che Avatar sia un nuovo gradino da questo punto di vista e molto probabilmente gli concederò una seconda visione, disposto pure a farmi un'oretta di macchina per raggiungere il cinema X-Pand più vicino.
Ho sentito comunque opinioni non del tutto entusiaste dal 3D di Avatar... Intanto, bisogna vedere quanto di questo sia dovuto alla visione non-XPand, ma questi pareri si aspettavano astronavi che uscivano dallo schermo e chissà cos'altro.
Per quello credo che ci siano le sale 3D nei luna park, il cinema 3D per come lo intendo io.
Io posso decidere di guardare il panorama fuori dalla mia finestra in fotografia: quello era il cinema finora.
Il cinema 3D è l'equivalente della mia vera finestra, che posso aprire osservandone il panorama in tutta la sua profondità.
Questo non significa che appena aprò la mia finestra mi arrivano schizzi di pioggia oppure mi entrano in casa dei passerotti o oggetti volanti.
Io trovo che la visione in 3D arricchisca in profondità e realismo l'immagine, valorizzando la prospettiva e facendoci giocare i registi come di rado fanno (mi viene in mente la famosa scena di Quarto Potere con lo slittino e i tre piani di profondità).
Insomma, Avatar è un film sorprendente dal quale lasciarsi coinvolgere perdendosi su Pandora, capace di sorprendere e di donare allo spettatore quello sguardo incantato da bambino che ormai ricompare sempre più di rado, assuefatto alla continua evoluzione degli effetti speciali.
In poco tempo è già diventato il secondo film più visto di tutti i tempi (Cameron così occupa 2 gradini su 3 del podio, ottenendo un potere decisionale senza precedenti nel mondo del cinema) e si vocifera potrebbe avere in futuro due sequel che approfondiranno l'esplorazione di Pandora e dei pianeti limitrofi...





