
Quando ero bambino mi capitò tra le mani un meraviglioso libro che, oltre ad avere una storia divertente e intrigante, era arricchito da illustrazioni meravigliose; si trattava di "The Pagemaster", racconto fantastico nel quale un bambino si smarrisce all'interno di una biblioteca e viaggia attraverso diversi libri alla ricerca dell'uscita. Giusto un anno dopo esce al cinema l'adattamento cinematografico di quel libro, o almeno così credevo: in realtà la produzione del film si è dilungata più del previsto, a causa di due diverse versioni del copione e a dispute legali legate ad essi, così il libro illustrato tratto dalla sceneggiatura arrivò nelle librerie addirittura un anno prima dell'uscita del film nelle sale.
Richard è un bambino decisamente pauroso, abituato a temere ogni cosa vedendone i possibili rischi; durante un temporale si rifugia in una biblioteca dove batte la testa e perde i sensi, immaginandosi protagonista di un viaggio straordinario. Se l'introduzione (così come poi il finale) è girato in live-action con Macaulay Culkin come protagonista e Christopher Lloyd nei panni del bibliotecario, l'odissea che occupa la parte principale del film è interamente animata; la transizione tra le due fasi avviene con Richard risucchiato da un dragone di colori, creatura realizzata in computer grafica facendone così uno dei primi film a combinare riprese dal vivo, animazione tradizionale e animazione in 3D.
Per giungere all'uscita della biblioteca Richard dovrà attraversare un mondo di finzione caratterizzato da tre generi narrativi, che sono incarnati anche in tre libri: il raccapricciante e spaventevole (nel senso che anche lui ha paura di tutto) Orrore, la fatina smaliziata Fantasia (in originale doppiata da Whoopy Goldberg) e lo spavaldo pirata Avventura.
Questi tre libri saranno poi i corrispettivi genere che poi Richard incontrerà nel suo viaggio: a rappresentare l'orrore c'è "Dottor Jekyll e Mr.Hyde" con una citazione iniziale del corvo di E.A.Poe, l'avventura è un mix di "Moby Dick", "L'Isola del Tesoro" e "I viaggi di Gulliver", mentre la fantasia è ambientata in un generico mondo popolato da fatine e draghi.
Il soggetto mi ha sempre incantato (la possibilità di viaggiare e usare i libri già esistenti è stata poi ripresa con toni più epici nella saga di Inkheart) e da bambino ero soddisfatto dal film, che è riuscito ed incanta soprattutto per la riuscita versione cartoonesca di Macauly Culkin; anche i tre libri sono personaggi simpatici e ben caratterizzati che rappresentano il vero cuore della storia.
Il ritmo però è troppo rapido, in meno di un'ora il protagonista attraversa tre mondi narrativi e per forza di cose ognuno viene approfondito solo in modo superficiale, quando avrebbe benissimo potuto essere oggetto di una vicenda interna più sviluppata o un maggior numero di citazioni da opere realmente esistenti. Lo stile cartoonesco con cui viene realizzata la parte cartoon (lo so, è un controsenso
Ho letto che il primo script del film prevedeva che Richard fosse un ragazzino completamente disinteressato dalla lettura che, dopo l'avventura in biblioteca, si appassiona ai libri e comincia a leggere; credo che questo soggetto avrebbe avuto più potenzialità, sarebbe stato molto più in linea con l'ambientazione e anche meno banale, mentre la storia del ragazzino pauroso che acquista coraggio si è già vista in fin troppe incarnazione, oltre a risultare ridondante per la presenza del libro Orrore che ha lo stesso carattere.



