
David Lynch, regista di culto per film come "The elephant Man", "Dune" e per la serie tv "Twin Peaks", nel 1999 abbandona il suo stile visionario, a volte violento, per confezionare questo piccolo gioiellino.
"Una storia vera" racconta, appunto, una storia realmente accaduta: Alvin Straight, un contadino ottantenne, viene a sapere che suo fratello, che non sente da dieci anni, è stato colpito da un infarto e decide di andare in sua visita. L'unico problema è che il fratello abita a 500 Km di distanza e Alvin non ha nè i soldi necessari ad intraprendere un viaggio in treno o in aereo, nè la patente che gli permetterebbe di guidare una macchina fino all'abitazione di suo fratello. Alvin, nonostante tutti i suoi acciacchi, partirà a bordo del suo tosaerba a motore per un singolare road-movie attraverso la campagna americana. Nel corso del viaggio incontrerà diversi personaggi che gli faranno rivivere le diverse fasi della sua esistenza: prima una giovane ragazza, poi una gentile famiglia, un suo coetaneo con il quale condividerà le esperienze di guerra, ed infine un sacerdote con il quale discuterà attorno al fuoco, accampatosi per la notte vicino ad un cimitero.
Alvin dovrà far fronte a situazioni e difficoltà di normale amministrazione, ma narrate con il magistrale tocco di una sapiente regia che riesce ad alternare sequenze con scelte molto intelligenti..
Il ritmo del film è lento, coerentemente alla pacatezza e alla metodicità di Alvin Straight; attraverso questo infinito viaggio l'anziano protagonista attraverserà i paesaggi più disparati, visivamente affascinanti. La riflessione sulla vecchiaia e sull'incombenza della morte viene presentata in modo magistrale, senza nasconderne la sofferenza ma mantenendo comunque un'atmosfera non troppo drammatica. La fotografia che pennella il film con colori autunnali e le musiche country malinconiche danno quel tocco di magia in più all'atmosfera già ben delineata della pellicola.
Interpretazione sbalorditiva dell'anziano protagonista, circondato da un cast comunque di ottimo livello.
In definitiva un piccolo capolavoro. Personalmente lo considero il miglior film di Lynch che per una volta ha deciso di raccontare una storia più umana, che colpisce lo spettatore con la sua semplicità, i suoi sentimenti, e i suoi toni commoventi.


