
Ormai da una decina d'anni, Tarantino era al lavoro sul copione di Inglorious Basterds, un film che avrebbe dovuto essere il suo personale "Quella sporca dozzina" miscelato ad atmosfere da spaghetti western; sono occorse molte riscritture perché il film raggiungesse la sua forma definitiva, dato che la prima stesura avrebbe avuto la durata di tre film e si pensò addirittura a portarne al cinema una successiva versione ridotta in due parti (come Kill Bill). Era il 2002, il copione era diventato per il regista il testo migliore che avesse mai scritto, perciò si prese altro tempo per perfezionarlo ulteriormente; questo anche perchè stavano per uscire diversi altri blockbuster hollywoodiani sulla seconda guerra mondiale, così per non saturare il mercato, rischiando che il suo film uscisse quasi in sordina, Tarantino decise di dedicarsi nel frattempo ad altri lavori (Kill Bill e A Prova di Morte)
Evidentemente tutto questo lavoro è servito: il risultato è il miglior film Tarantino, superando addirittura mostri sacri considerati cult della storia del cinema, quali Le Iene e Pulp Fiction.
C'è però da dire che Bastardi senza Gloria è il film più atipico di Tarantino pur presentando diversi elementi in comune con la cinematografia del regista.
Partiamo da ciò che ci si aspetta da un film tarantiniano e invece qui non c'è: il ritmo sincopato, il montaggio serrato, la violenza e lo splatter. O meglio, le scene violente ci sono, ma si riducono a tre momenti del film decisamente ridotti (ed estremamente funzionali alla storia), pare che il regista sia diventato più moderato concentrando l'esplosione di violenza solo in pochi punti, concentrandola in modo da farla risultare anche più efficace e d'impatto durante la visione.
Quello che invece caratterizza la filmografia tarantiniana e che qui ritroviamo sono la suddivisione in capitoli, i personaggi sopra le righe, l'enorme tensione tra i personaggi. E gli ottimi, eccellenti dialoghi.
La sorpresa maggiore è quanto il film sia sorretto per lo più da dialoghi scritti divinamente. E lunghi, molto lunghi.
Già dalla prima meravigliosa scena si assiste ad un dialogo tra due persone nello stesso luogo, seduti a un tavolo, che dura circa 20 minuti, catturando lo spettatore con una tensione che si può tagliare con il coltello; non è un caso isolato dato che nel corso del film ci sono altre due sequenze simili, in cui la regia si limita a seguire i dialoghi resi indimenticabili dal modo in cui sono scritti, ma anche dalle ottime interpretazioni che li portano sullo schermo.
Tarantino aveva già realizzato scene simili nei film precedenti, ma ora è tutto portato al massimo: anche delle vuote chiacchierate sugli argomenti più frivoli (in passato avevamo avuto disquisizioni su "Like a Virgin" o sulle patatine fritte, giusto per citare i più famosi) sono dei momenti ricchi di pathos, nei quali non si capisce mai se un determinato personaggio ha capito come stanno veramente le cose e ha scoperto l'identità del suo interlocutore, situazioni in cui potrebbe scoppiare una carneficina da un momento all'altro.
La storia è incentrata su tre diversi gruppi di personaggi che vengono presentati in un apposito capitolo della storia e le cui vicende vengono successivamente sviluppate incrociandosi sempre più con quelle degli altri gruppi, fino all'epica conclusione corale.
I Bastardi senza Gloria del titolo sono un gruppo di soldati anti-nazisti che tendono imboscate ai soldati tedeschi per poi ucciderli, collezionandole gli scalpi; alzeranno il tiro cercando di mettere in pratica un piano per uccidere i più importanti ufficiali nazisti, tra cui Hitler. Tra i personaggi più interessanti ci sono sicuramente l'americano interpretato da un Brad Pitt che sostanzialmente fa se stesso, ma lo fa benissimo, e l'Orso ebreo ovvero un ebreo che massacra i nazisti con una mazza da baseball, il personaggio più splatter del film che nelle volontà di Tarantino sarebbe dovuto essere interpretato da Adam Sandler, ma l'attore era impegnato per altri film, così fu contattato a recitare uno dei registi splatter più di successo degli ultimi anni, Eli Roth. Roth si è anche occupato di girare Orgoglio della Nazione, il film nel film al centro della vicenda, tanto atteso dai nazisti...
C'è poi la coppia di gestori del cinemino francese: l'ex-ebrea Shoshanna (che ha visto coi suoi occhi lo sterminio della famiglia da parte dei nazisti) e il suo marito di colore. Assieme, anche loro ordiranno un piano per assassinare il Furher, sfruttando il fascino che la giovane ebrea esercita su un attore tedesco particolarmente apprezzato dai nazisti.
I villain di turno sono (ovviamente) i nazisti: esistono diversi personaggi ognuno con il suo spazio nella storia, ma il ruolo del mattatore in tutto il film ce l'ha sicuramente Christopher Waltz nei panni dell'affascinante cacciatore di ebrei Hans Handa, un freddo e spietato soldato pronto a tenere in pugno i suoi avversari non tanto con armi ed eserciti, ma soprattutto con le parole e i sorrisi beffardi. L'attore austriaco regala davvero un'interpretazione impressionante, recitando in inglese, tedesco, francese e italiano, le quattro lingue parlate nel film; Tarantino ha addirittura affermato che Bastardi senza Gloria non sarebbe potuto essere fatto senza Waltz, un attore che ha saputo risvegliare la sua vocazione registica.
Tra l'altro il film, presentando dialoghi nei 4 idiomi citati, è in gran parte sottotitolato; proprio perchè l'italiano è una delle lingua parlate anche in originale, nella nostra versione c'è una piccola sbavatura quando si passa dall'inglese (da noi doppiato in italiano) all'italiano (che quindi rimane italiano). Gli spettatori più perspicaci possono intuire comunque il passaggio, ma per godere al meglio del film in alcune sale italiche il film è giunto in versione originale, completamente sottotitolato.
Il culmine del film Tarantino riesce a raggiungerlo proprio nel finale, dove tutte le trame introdotte riescono a intrecciarsi alla grande: [spoiler]lo spettatore teme che i due complotto di Shoshanna e dei Bastardi ai danni dei nazisti possano annullarsi a vicenda, ma nonostante l'incredibile tensione e i numerosi incidenti di percorso, entrambi i piani vanno a buon fine, riuscendo addirittura ad uccidere Hitler, in un finale che distaccandosi dalla realtà trasforma quest'opera in una sorta di fumettone con personaggi esasperati nella loro caratterizzazione che riescono a infrangere la barriera della realtà storica.
Tutto avviene non casualmente all'interno di una sala cinematografica, con un momento di alto cinema quando l'immagine di Shoshanna sullo schermo (mentre la vera Shoshanna è già morta) si rivolge ai nazisti illuminata dalle fiamme delle pellicole...uao.[/spoiler]

