
Quarto film, terzo regista: tocca a Newell.
E' proprio questo il gran problema dei film di Harry Potter: mentre l'opera originale ha tra i suoi punti di forza le innumerevoli sottotrame che di volume in volume si evolvono in maniera del tutto imprevedibile ma evidentemente preordinata, qui nei film oltre al tempo tiranno che porta a tagliare mille cose pesa parecchio il continuo cambio di realizzatori, spesso con idee contrastanti tra loro. Prendiamo ad esempio Columbus che nella camera dei segreti aveva inserito le sboronaggini di Percy in vista della sottotrama che l'aveva come protagonista. Bè nel CdF di Percy leccapiedi di Crouch non c'è traccia. Altra cosa carina sarebbe stata il mostrare Dobby, magari di sfuggita senza per forza tirare in ballo il CREPA. Ma non è stato fatto, con tanti saluti alla continuity dei film. L'apice dell'idiozia poi si raggiunge con Peter Minus qui chiamato Codaliscia tutto ad un tratto dopo che nel terzo film la trama degli Animagus era stata nettamente tagliata.
Ma venendo a particolari un po' meno da fanatici, non si può non notare una certa regressione recitativa un po' in tutto il cast. Che sia l'adolescenza, o il doppiaggio italiano, alquanto scadente, è inevitabile accorgersi di quanto parecchie frasi siano forzate e poco spontanee, una per tutte la sequenza del campeggio dei maghi dove una comparsa urla in modo assolutamente caricaturale "UUUH, I MANGIAMORTE!!".
Assolutamente fuori luogo anche alcune smorfie, che tutto ad un tratto facevano erri, neville e soci, che mandavano allegramente a donnine alcune scene con delle cadute di tono pazzesche.
Tristerrima la partita di Quidditch, che sembra star per iniziare per poi ripiegare nell'ellissi più inopportuna della storia del cinema, come tristerrima è anche la Skeeter introdotta per poi essere bellamente ignorata, tagliando il finale che dava un senso alla sua presenza nel libro. La cosa mi ha non poco urtato, dal momento che mi piaceva molto come era stata interpretata.
Venendo poi alla trama vera e propria, che nel libro vedeva l'intelligente convergere del consueto gialletto, con la storia di ben più ampio respiro del torneo, va segnalato che l'intero giallo è stato eliminato. Barty Crouch Jr si vede da subito, lo spettatore già sa che è Malocchio Moody, e non c'è alcun colpo di scena. Capisco le difficoltà di adattamento, però così mi è sembrato decisamente troppo. Tanto più che ovviamente dal torneo potevano essere comodamente tagliate alcune sequenze, come la sboroneggiante lotta di Harry contro il Drago, qui trasformata in un duello all'ultimo sangue in perfetto stile Balrog. Molto tende al forzato e al sensazionale, non si esime neanche la scena con Mirtilla Malcontenta, che da maliziosa si trasforma in novella stupratrice.
Di positivo c'è che la nascita di Voldemort è narrata nente male, e non mi è affatto dispiaciuto com'è stato recitato il personaggio. Un peccato che non sia stato spiegato il motivo per cui avviene la prior incantatio, anche perchè nel primo film Olivander aveva tanto insistito con la storia delle bacchette. Buona anche la scenain cui Harry ricompare nel campo, portandosi dietro il cadavere di Cedric.
Una delle cose più tristi per rimane il modo in cui è stato liquidato Caramell sul finire del film. Avrebbero potuto inserire una scena che preludesse all'ordine della fenice, mostrando il ministero della magia prendere una posizione diversa da Silente, e mostrando quest'ultimo reclutare i suoi affiliati. Non è stato fatto, si è preferito glissare e lasciare la responsabilità al prossimo malcapitato. Il film si chiude poi sulla nave e la carrozza alata di durmstrang e beuxbaton che se ne vanno, come a indicare che con questo film non finisce il primo arco narrativo della saga di Harry Potter, no. Finisce solo il torneo Tremaghi.





