
Per poter valutare un prodotto come questo bisogna tener conto di vari fattori.
Innanzitutto è un numero del Lab e come tale già guadagna punti. Trovo infatti irresistibile l'idea che una testata possa ospitare al suo interno soggetti originali, storie ispirate a contesti già noti e, come in questo caso, una trasposizione a fumetti di un celebre film d'animazione degli anni 90.
Nightmare Before Christmas uscì nel 1993, distribuito da una Disney timorosa di legare il proprio marchio a un prodotto così insolito. Il film infatti non era animato tradizionalmente e la computer grafica sarebbe arrivata nei cinema solo tre anni dopo con Toy Story; si trattava infatti di Stop Motion, ovvero animazione a passo uno. Le tematiche poi erano quelle care a Burton, un miscuglio di macabra follia e romantica malinconia amalgamate insieme da una poderosa colonna sonora, opera di Danny Elfman, che contava più di una decina di canzoni.Un prodotto del tutto originale che alla fine venne distribuito indirettamente sotto il marchio Touchstone.
Benchè tutto questo accadesse più di dieci anni fa, il successo del film fu tale che il merchandising a lui legato non cessò mai, anzi si è impennato proprio in questo periodo con l'uscita de La Sposa Cadavere, seconda volta di Burton nel mondo dell'animazione.
Il fumetto contenuto in questo volume, ben più lungo dei suoi due predecessori, ne è la fedelissima trasposizione e questo è il secondo aspetto da prendere in considerazione.
Il volume si discosta dalle trasposizioni frettolose e poco curate, come quelle che negli anni 90 apparivano in due puntate sulle pagine di Topolino, e parzialmente dimostra di poter essere un prodotto fruibile anche da chi il film non l'ha visto. Parzialmente però, perchè c'è una netta divisione tra prima e seconda metà che gioca a vantaggio della seconda: le scene umoristiche coi personaggi di contorno, concentrate soprattutto nella parte iniziale, risultano non poco sacrificate a favore dei personaggi primari e delle loro emozioni, a cui vengono - gustamente - dedicate molte più vignette.
Il terzo aspetto da prendere in considerazione è che questa trasposizione è un manga. é stata infatti realizzata in giappone nel 2004, anche se le vignette sono state rimontate con una disposizione all'occidentale nell'edizione italiana, per renderle maggiormente fruibili per il vasto pubblico. Si spiega dunque il perchè certe scene d'azione, in cui i giapponesi con le loro linee cinetiche hanno sempre primeggiato, appaiano "dilatate" e realizzate meglio. Sarebbe stata tuttavia preferita un'interpretazione più libera nelle scene musicali. é irritante infatti vedere come certi balloon riportino pari pari il testo delle canzoni di Elfman: tutto questo non fa che rendere meno naturale, e paradossalmente meno cinematografica, la lettura. Penso che i molti numeri musicali avrebbero dovuto essere risceneggiati, magari con un taglio narrativo piuttosto diverso, ovviare all'inconveniente non sarebbe stato molto difficile. Per quanto riguarda invece la qualità della carta, non ci si può lamentare: è infatti un tipo di carta molto più adatto alla non-colorazione manga, ricca di retini e tonalità di grigio, e penso che dal prossimo numero si tornerà alla carta di sempre.
Infine l'ultimo aspetto da tenere in considerazione è che l'autrice è una ragazza molto legata al genere shojo e questo si riflette nella caratterizzazone di Sally.
è quasi una reinterpretazione del film in chiave femminile, spesso infatti le didascalie indugiano sui pensieri di Sally e la sceneggiatura appena lei entra in scena diventa più rilassata. I disegni di Jun Asuka di conseguenza rendono maggior giustizia ai due protagonisti, con una certa attenzione all'espressività di lei, le cui cuciture sembrano esser diventate un naturale prolungamento della linea della bocca. Attenzione che invece sembra esser stata negata ai mostriciattoli, assai trascurati come tutto l'aspetto comico.
L'unica "infedeltà"che segnalo è la posticipazione di una scena, che, trasformata in un flashback, è stata spostata nel finale.
La copertina non mi è affatto dispiaciuta, e le rubriche non fanno che confermare l'alta qualità di questa serie che, sebbene alla sua terza uscita abbia offerto un prodotto controverso che non a tutti potrà piacere, continua IMHo ad assestarsi su livelli più che buoni.
Next: Century West di Howard Chaykin.





