[Pratchett & Gaiman] Buona Apocalisse a Tutti
Inviato: domenica 24 maggio 2009, 18:19
Terry Pratchett, Neil Gaiman – Buona Apocalisse a tutti

Chiudo il mio tour sui romanzi di Neil Gaiman con questo, che segna la sua collaborazione con un altro osannato scrittore del genere fantastico, quel Pratchett che un anno fa mi è stato citato insieme a tanti complimenti da un mio amico, che ha scritto al saga del Mondo Disco, che riesce a scrivere di fantasy in modo umoristico senza svilire nessuno dei due generi ma esaltandoli.
Comincio subito col dire che questo libro è bellissimo. Ok, American Gods e Nessun Dove continuano a batterlo, eppure c’è qualcosa in questo libro che ti prende e ti coinvolge e che ti resta dentro. Perché questi due geni della narrazione riescono a mascherare da romanzo umoristico e divertente (il che è vero) un romanzo che ha però tanto da dire, tante riflessioni sul tema che più causa riflessioni nell’uomo. La Creazione, Dio, il Paradiso e l’Inferno e… la Fine del Mondo, ovviamente.
I protagonisti sono l’angelo Azraphel e il diavolo Crowley, che col passare dei millenni hanno iniziato a intessere una sorta di collaborazione/amicizia, nonostante l’appartenenza ai due partiti opposti. Entrambi vivono sulla Terra, col risultato di avere in comune una specie di affetto per l’umanità, dove si trovano tanto bene. Ovvio che il compito che l’Inferno affida a Crowley, quindi, non lo metta di buon umore: consegnare a un gruppo di suore sataniste il Figlio di Belzebù, l’Anticrtisto, l’Armageddon in persona, per essere scambiato con il figlio di un’inportante personalità diplomatica e poter spargere meglio, quando verrà il momento, la sua ondata di distruzione.
Per questo Crowley e Azraphel si coalizzano per cercare di sventare l’Apocalisse, mentre il loro destino si incontra con quello di Newton Pulsifer, soldato semplice dei Cacciatori di Streghe comandati dal sergente Shadwell, di Madame Tracy, di Adam (questi il nome dell’Anticristo) e della sua banda, i Quattro, di alieni, d tibetani, dei Quattro Motociclisti dell’Apocalisse, di Metatron (la voce di Dio) e dei diavoli Hastur e Ligur, e di Anatema Device, discendente della strega Agnes Nutter, che aveva previsto e scritto nel suo libro di profezie i destini di tutti costoro ben 300 anni prima dell’inizio di questa avventura.
In un crescendo di tensione scandita da strani eventi, la situazione tende sempre più a precipitare nonostante gli sforzi di molte delle persone citate. La fantasia dei due autori va a briglie sciolte, e riesce a creare battute a go go, divertentissime a volte, e situazioni al limite dell’assurdo. Un libro quindi sicuramente folle e proprio per questo divertente.
Ma come dicevo, un libro che ha anche un’altra chiave di lettura: attraverso le 381 pagine di romanzo, Pratchett e Gaiman sembrano chiedersi il senso di un mondo creato per poi essere distrutto. Il senso del Piano Ineffabile, il senso del piazzare un albero in mezzo a un Giardino vietando poi il coglierne in suoi frutti. E lo fanno instillando spesso il dubbio proprio in Azrpahel e Crowley, che invece più di tutti dovrebbero aver fiducia in queste dinamiche "superiori". Crowley sbotterà “Questi non ci capiscono nulla” riferendosi alle alte cariche delle due Schiere contrapposte.
Implicitamente, comunque, pur portando a galla dubbi e timori di sempre dell’umanità (e approfittandone per sottolineare i disastri che l’umanità stessa ha creato negli anni al proprio Mondo, tentando l’immaginazione del lettore tramite la purezza di un bambino su come potrebbe essere migliore il mondo se si ricominciasse da zero) nelle ultime due facciate i due autori osano dare una simil risposta in modo metaforico.
Una galleria di personaggi incredibili, assurdi ed esilaranti e una vicenda tanto folle quanto drammatica, condita da una prosa abile, veloce ed esilarante, fanno sì che questa collaborazione sia meritoria di aver creato un piccolo capolavoro.
A questo punto, leggerò presto Il colore della magia…

Chiudo il mio tour sui romanzi di Neil Gaiman con questo, che segna la sua collaborazione con un altro osannato scrittore del genere fantastico, quel Pratchett che un anno fa mi è stato citato insieme a tanti complimenti da un mio amico, che ha scritto al saga del Mondo Disco, che riesce a scrivere di fantasy in modo umoristico senza svilire nessuno dei due generi ma esaltandoli.
Comincio subito col dire che questo libro è bellissimo. Ok, American Gods e Nessun Dove continuano a batterlo, eppure c’è qualcosa in questo libro che ti prende e ti coinvolge e che ti resta dentro. Perché questi due geni della narrazione riescono a mascherare da romanzo umoristico e divertente (il che è vero) un romanzo che ha però tanto da dire, tante riflessioni sul tema che più causa riflessioni nell’uomo. La Creazione, Dio, il Paradiso e l’Inferno e… la Fine del Mondo, ovviamente.
I protagonisti sono l’angelo Azraphel e il diavolo Crowley, che col passare dei millenni hanno iniziato a intessere una sorta di collaborazione/amicizia, nonostante l’appartenenza ai due partiti opposti. Entrambi vivono sulla Terra, col risultato di avere in comune una specie di affetto per l’umanità, dove si trovano tanto bene. Ovvio che il compito che l’Inferno affida a Crowley, quindi, non lo metta di buon umore: consegnare a un gruppo di suore sataniste il Figlio di Belzebù, l’Anticrtisto, l’Armageddon in persona, per essere scambiato con il figlio di un’inportante personalità diplomatica e poter spargere meglio, quando verrà il momento, la sua ondata di distruzione.
Per questo Crowley e Azraphel si coalizzano per cercare di sventare l’Apocalisse, mentre il loro destino si incontra con quello di Newton Pulsifer, soldato semplice dei Cacciatori di Streghe comandati dal sergente Shadwell, di Madame Tracy, di Adam (questi il nome dell’Anticristo) e della sua banda, i Quattro, di alieni, d tibetani, dei Quattro Motociclisti dell’Apocalisse, di Metatron (la voce di Dio) e dei diavoli Hastur e Ligur, e di Anatema Device, discendente della strega Agnes Nutter, che aveva previsto e scritto nel suo libro di profezie i destini di tutti costoro ben 300 anni prima dell’inizio di questa avventura.
In un crescendo di tensione scandita da strani eventi, la situazione tende sempre più a precipitare nonostante gli sforzi di molte delle persone citate. La fantasia dei due autori va a briglie sciolte, e riesce a creare battute a go go, divertentissime a volte, e situazioni al limite dell’assurdo. Un libro quindi sicuramente folle e proprio per questo divertente.
Ma come dicevo, un libro che ha anche un’altra chiave di lettura: attraverso le 381 pagine di romanzo, Pratchett e Gaiman sembrano chiedersi il senso di un mondo creato per poi essere distrutto. Il senso del Piano Ineffabile, il senso del piazzare un albero in mezzo a un Giardino vietando poi il coglierne in suoi frutti. E lo fanno instillando spesso il dubbio proprio in Azrpahel e Crowley, che invece più di tutti dovrebbero aver fiducia in queste dinamiche "superiori". Crowley sbotterà “Questi non ci capiscono nulla” riferendosi alle alte cariche delle due Schiere contrapposte.
Implicitamente, comunque, pur portando a galla dubbi e timori di sempre dell’umanità (e approfittandone per sottolineare i disastri che l’umanità stessa ha creato negli anni al proprio Mondo, tentando l’immaginazione del lettore tramite la purezza di un bambino su come potrebbe essere migliore il mondo se si ricominciasse da zero) nelle ultime due facciate i due autori osano dare una simil risposta in modo metaforico.
Una galleria di personaggi incredibili, assurdi ed esilaranti e una vicenda tanto folle quanto drammatica, condita da una prosa abile, veloce ed esilarante, fanno sì che questa collaborazione sia meritoria di aver creato un piccolo capolavoro.
A questo punto, leggerò presto Il colore della magia…