
Katsu! non è un'imprecazione sarda, ma l'ultimo manga di Mitsuru Adachi sbarcato in Italia, in un periodo in cui l'autore spadroneggia nel nostro Paese, tra la pubblicazione di Cross Game e la ristampa di Short Program; Katsu! (vittoria, in giapponese) è una serie in 16 volumetti, considerata dai fan una delle opere recenti più riuscite di Adachi, che finalmente è ora possibile leggere anche in italiano.
La prima buona notizia è che non è un manga su baseball. Qui da noi il baseball non è molto conosciuto, ma dopo diversi manga Adachiani incentrati su quello sport (quattro per la precisione) ho imparato le regole e mi ci sono anche appassionato un bel po', ma una ventata di novità è cosa gradita. Sempre di serie sportiva però si tratta, questa volta incentrata unicamente sulla boxe, pratica che Adachi aveva affrontato solo marginalmente in Slow Step, ma che qui ha il ruolo da protagonista: il quindicenne Satoyama Katsuki si è appena iscritto senza dargli troppo peso a una palestra di boxe, scoprendo solo in seguito che Mizutani Katsuki, compagna di scuola alla quale è interessato, ha una repulsione per il pugilato e chiunque lo pratichi.
Suo padre infatti è il proprietario della palestra frequentata da Satoyama, e la sua passione per la boxe in passato causò la separazione con la madre di Mizutani, attirandosi così il suo odio.
Il primo numero getta così gli elementi di partenza, di certo non originali ma molto promettenti, che installano le fondamenta per una gradevole commedia degli equivoci; i cognomi uguali, il segreto sulla boxe, il padrone della palestra padre della ragazza amata... tutti fattori che in futuro immagino già saranno rimescolati e sfruttati a dovere.
La non presenza del baseball come già detto da un sapore di novità in vicende Adachiane che altrimenti si assomiglierebbero, e il cast più ridotto rispetto ad altre serie (vedi Cross Game, col quale Katsu! si alternerà mensilmente) garantisce una maggiore caratterizzazione, senza troppe figure marginali a metà tra la comparsa e il personaggio poco approfondito; questa formula a mio parere rende tutto molto meno dispersivo, e con questi pochi elementi a disposizione l'autore ha tutto lo spazio a disposizione per elaborarli in qualcosa di nuovo.
La durata di 16 volumi inoltre è ideale (non troppo corta, ma neanche una sbrodolatura immensa alla H2) ricordando Rough; 4,90 euro è un prezzo onesto, un po' altino per le 180 pagine, ma compensato dall'ottima edizione e dalla cura nell'adattamento, ricco di note e spiegazioni come per Cross Game.









