
Quanti film fuffa in CGI stanno uscendo negli ultimi anni? Tanti, e sinceramente pensavo che questo Everyone's Hero sarebbe andato a far compagnia a The Reef e compagnia bella sullo scaffale delle inutilità.
Poi sono venuto a sapere che la regia era stata curata da Christopher Reeve prima di morire, così quando è stato proiettato al Future Film Festival decisi, perchè no, di darci un'occhiata.
Mi sbagliavo, oh, come mi sbagliavo.
Siamo negli anni '30; Yankee è il tipico ragazzino americano, appassionato di baseball, ma una vera schiappa a giocare. Un giorno trova per caso Screwie, una palla da baseball abbandonata con il dono della parola; assieme al suo nuovo amico, Yankee partirà per un viaggio alla ricerca di Darlin', la celebre mazza di baseball del campione Babe Ruth, del cui furto è stato ingiustamente accusato il padre del ragazzino.
Inizia così il più classico dei road movie, nel quale Yankee attraverserà tutta l'America incontrando nuovi amici che accresceranno la sua autostima, sempre braccato dai veri responsabili del furto.
Il film è una boccata d'aria fresca in mezzo alla miriade di film animati che escono al cinema oggi: uscendo dalla sala si ha l'impressione di aver fatto un salto nel passato, e di aver visto una di quelle commedie per famiglie anni '80-'90 che abbiamo ormai imparato a memoria perchè trasmessi a ripetizione alla tv.
I personaggi sono azzeccati: Yankee è il classico bambino buono dal cuore d'oro che intraprende un cammino di crescita, Screwie è la spalla comica, cinico e scorbutico, pronto a commentare ogni azione, mentre Darlin' si rivela una sorta di figura materna per Yankee, saccente e vanitosa, spesso controparte nei battibecchi con Screwie.
La realizzazione tecnica è decisamente buona: sarebbe assurdo fare paragoni con la PIXAR, ma le caratterizzazioni e le animazioni dei personaggi sono molto particolareggiate, con piccoli gesti ed espressioni che contraddistinguono alla perfezione la personalità. Laddove l'aspetto tecnico, sebbene alto, non eccelle, si compensa con le interpretazioni: Mazza&Palla negli USA sono doppiati rispettivamente da Whoopy Goldberg e da Rob Reiner (regista di Stand By Me e Harry ti presento Sally, che qui dimostra un eccezionale talento comico come doppiatore), in italiano hanno un'ottima controparte in Sonia Scotti (la "nostra" voce di Whoopi Goldberg) e Roberto Stocchi (per darvi un'idea, la voce di Al in Toy Story 2 o del pesce Klaus in American Dad). La versione originale è ulteriormente impreziosita dalle performance di William H. Macy, Dana Reeve (la moglie di Christopher Reeve, scomparsa anch'essa poco prima dell'uscita del film) e un non accreditato, ma spassoso, Robin Williams.
L'ambientazione e il contesto storico (in cui un "eroe" come Babe Ruth sapeva distogliere le famiglie americane dal pensiero della Depressione) contribuiscono a rendere affascinante il film, ma ciò che lo rende speciale sono i buoni sentimenti, messi su schermo in un modo che ricorda appunto le commedie di una ventina d'anni fa. Simpatici anche i cattivi, oggetto di numerose slapstick che in più di un occasione riescono a strappare una risata.
La storia del bambino che intraprende un viaggio durante il quale trova il modo di migliorarsi e inseguire il suo sogno nonostante i numerosi ostacoli senza mai arrendersi è già stata vista e stravista ma, un po' per la buona resa del film con un (a mio parere) ottimo climax finale, un po' per il pensiero che un lungometraggio con un simile messaggio è stato fortemente voluto da Christopher Reeve (al lavoro sulla pellicola nei suoi ultimi mesi) io nella conclusione mi sono addirittura commosso.
Fortemente consigliato.
