David Murphy 911 # 4 – Armi di distruzione di massa
OVVIAMENTE CONTIENE SPOILER PER CHI NON HA LETTO QUESTO NUMERO
E con questo quarto numero si conclude in modo eccelso e scoppiettante la prima stagione di
David Murphy 911! Dopo lo slittamento di una settimana rispetto alla data prevista sul # 3, finalmente ho potuto divorarmi questo capitolo conclusivo di quella che Recchioni ritiene una delle sue opere migliori.
Partiamo dalla cover. Semplicemente da urlo, la migliore dei 4 numeri. Un David che sembra più The Punisher che il protagonista di un fumetto italiano. Applausi quindi anche a Dell’Otto.
L’editoriale tira le fila della serie intera, elogia il lavoro degli autori e rimanda alle news dei siti e dei blog collegati a questo progetto per scoprire prossimamente novità sul futuro della testata.
Ed ecco la storia. Probabilmente davvero l’avventura migliore delle 4, se la batte di molto con il secondo e il primo numero. Si riprende dal finale del terzo numero, scoprendo che David si è salvato nello stesso modo usato da Indiana Jones nell’ultimo film della saga (con tanto di citazione stessa nella frase di David…il film in questione non l’ho visto, ma la scena è celeberrima anche per me anche grazie a una strip di Deboroh), e conosciamo chi sono gli alleati del nostro eroe stavolta: America Jones e Jerry Van Zant, due al soldo di Wong (e quindi non più tizi a caso che si trovano nel posto sbagliato, come in precedenza accaduto). Jerry, con il suo atteggiamento da teppista sregolato e dalla battuta facile e acida è un buon personaggio, molto ben riuscito e congegnato.
Grazie all’aiuto dei due e una mano di Randy, il tipo conosciuto nel secondo numero, David capisce dove sia nascosto il covo di Friedman – [spoiler]sotto un parco di divertimenti chiamato Pookaville, dedicato al coniglio Pooka[/spoiler], insomma una sorta di Disneyland Paris (non ha potuto non venirmi in mente l’analogia, vista la mia recente vacanza a Parigi). Lì inizia l’azione vera e propria, e si fa tosta, sempre più tosta e più livelli, con Jerry che combatte contro una parte dei moltissimi scagnozzi di Friedman, coprendo America che ne tiene a bada altri, il tutto per consentire a David di arrivare nel covo vero e proprio, [spoiler]per un combattimento mirabile del nostro eroe contro Miss Robinson a bordo di un esoscheletro[/spoiler](Dio, era dai tempi di PKNA/PK 2 che non ne vedevo uno in un fumetto). Da antologia.
Finale con vittoria di David contro quest’organizzazione, e colpo di scena la scoperta che [spoiler]Miss Robinson è la figlia di Charlie Wong[/spoiler]. E finale che vede David in toto sulle orme del padre, affidando la moglie a Wong e decidendo di essere l’uomo pronto a intervenire in ogni situazione ad alto tasso di pericolo, con l’aiuto delle persone che ha incontrato e aiutato in precedenza (proprio come succedeva a suo padre), gli esempi che vediamo sono ancora Randy e Misha, conosciuta nello scorso numero. E si capisce bene come tutto ciò sia proprio la genesi di un nuovo eroe, grazie alla frase finale, epica, che Recchioni mette nelle ultime tavole:
“Il mio nome è David Muprhy. Alcuni dicono che mi porto dietro morte e distruzione. Altri pensano che io sia l’uomo della provvidenza. A me non interessa saper quel è la verità… tutto quello ch voglio è cercare di fare la cosa giusta!” (frase che ricorda molto il fumetto supereroistico americano, ma anche alcuni telefilm americani anni ’80-’90, tipo McGiver o Sentinel)
Comunque, proprio sul fare la cosa giusta si basa questa avventura conclusiva di stagione. Se nello scorso albo il tema in discussione era la redenzione, qui è proprio il prendere le decisioni giuste. Infatti David ha un’evoluzione/involuzione di parere nel corso del numero: all’inizio raccomanda a Jerry di non sparare alla testa degli avversari, perché si dichiara contro le armi e soprattutto contro la morte, ritenendosi migliore dei suoi nemici. Alla fine, però, quando si trova a tu per tu con Friedman [spoiler]prende la decisione di ucciderlo staccando il tubo che lo teneva in vita, di fronte alle parole del vecchio in base alle quali non avrebbe smesso di tormentare né lui né tantomeno sua moglie e suo figlio[/spoiler]. Insomma, per salvare da problemi e sofferenze la sua famiglia, David decide di terminare il suo nemico. Quando poco dopo verrà uccisa Miss Robinson da America, questa dirà a David “non avevo altra scelta” e David risponderà “lo so, America, ora lo so”, come se nel corso della giornata il protagonista avesse capito qualcosa di nuovo, fosse arrivato a un nuovo livello di ragionamento, secondo il quale in casi estremi, in situazioni al limite in cui noi stessi o peggio le persone che più ci sono vicine e care siamo/sono in pericolo, la scelta moralmente giusta è quella di difendere ciò che amiamo, anche se questo vuol dire arrivare all’atto più estremo e drammatico che l’uomo può attuare – uccidere un suo simile. Riflessione e conclusione molto pesante, condivisibile o no, ma che offre uno spunto di riflessione su qualcosa di molto pesante, filosoficamente, teologicamente e moralmente. Comunque sia, una riflessione sicuramente coraggiosa da inserire in un fumetto. Scena ancora più forte, se vogliamo, dell’ “eutanasia” del secondo numero.
Bene, e così un nuovo eroe è nato. E’ pleonastico dire che con queste premesse, già aspetto la seconda stagione con ansia, ma mi metto il cuore in pace dato che le ultime dichiarazioni la danno per non prima del 2010. Intanto, questa prima stagione non posso che elogiarla in toto, nel suo insieme compatto e solido. I disegni di Cremona sono sempre stati magnifici, superbi, e anche in questo ultimo numero non si scherza, c’è qualità alta nel disegno. Per la trama… questo ultimo episodio è stato quello a più alta concentrazione adrenalinica, probabilmente (come già detto, se la batte con i primi due), e ciononostante molte battute ironiche da classico duro di telefilm americano sono ben presenti e fanno sorridere, coinvolgendo il lettore in modo irresistibile. Una gag che mi ha fatto molto ridere, per esempio – e mi piace chiudere così – è quella in cui nel covo di Friedman David trova altre celle criogeniche dove tra gli altri si possono riconoscere Walt Disney e Elvis Presley!
Di Recchioni ho letto solo questo fumetto, ma di certo si conferma nel mio immaginario grazie a quest’opera come uno dei più capaci autori attuali di fumetto in Italia.