Ed è meraviglia!!!
Senza paura di dirlo, affermo che questo terzo libro della “Twilight Saga” è l’apice della narrazione della Meyer, delle avventure di Bella ed Edward e dell’esplosione di sentimenti più o meno latenti precedentemente. Anche se non è affatto la conclusione della saga (il quarto e ultimo libro è uscito in America all’inizio di agosto e arriverà in Italia il 31 ottobre), sicuramente rappresenta per diversi motivi un punto di svolta e di non ritorno.
Andando con ordine. Il romanzo riprende da poco dopo essersi interrotto in
New Moon, all’incirca poche settimane dopo. E’ maggio e manca poco alla fine di quello che per Bella è l’ultimo anno di superiori, con relativa consegna dei diplomi. Data importante dato che in base alla fine del precedente volume era quella la data spartiacque per la trasformazione di Bella. La situazione è immutata da come l’avevamo lasciata, dunque, con suo padre che l’ha posta in punizione con uscite ristrette e con Jacob Black che non vuole più vedere Bella. L’amicizia tra Bella e Jacob sembra quindi compromessa, ma si riuscirà ad appianare e diventerà un problema e un motivo di inquietudine per Edward, che oltre a vedere di malo occhio il ragazzo-lupo sapendo i sentimenti che nutre per Bella è anche preoccupato per la sicurezza della ragazza, data l’instabilità dei licantropi. Ma pian piano deciderà di fidarsi delle rassicurazioni di Bella. Gli ultimi giorni di scuola scorrono con notizie poco piacevoli da Seattle, dove impazzano gli omicidi. Omicidi che i Cullen intuiscono possono derivare da un vampiro neonato fuori controllo, e forse sarà meglio provare a fermarlo prima che attiri i Volturi e che magari questi decidano di fare una visitina a Bella, rischio che è meglio evitare.
Ma il neonato sarà uno o più di uno? E se più, quanti? Chi li ha creati, e perché? Domande che torturano la mente di Edward, come se l’amicizia di Bella con Jacob non gli desse già abbastanza preoccupazioni…e come se non bastasse, un vampiro dall’odore sconosciuto è entrato in camera della ragazza! Perché?
Un sacco di domande per i protagonisti, e le risposte di ciascuna sono di vitale importanza e decideranno le sorti future di tutti loro. Inoltre le ombre di nemici che ci trasciniamo fin dal primo libro (Victoria e i Volturi) aleggiano non ancora sconfitte, e Bella preme per diventare una vampira, cosa che Edward vorrebbe evitare. In tutto questo pare sempre più inevitabile uno scontro, che potrebbe portare a inedite alleanze…
Molti, moltissimi elementi in gioco in un libro con qualche capitolo in più dei precedenti. E tutti molto interessanti. Sorprendentemente sarà l’arguzia e la finezza di cervello di Bella a risolvere molti misteri che non si riuscivano a sbrogliare, e il finale lascerà abbastanza appagati tanto quelli che ricordano con ardore il finale al cardiopalma di
Twilight quanto quelli che hanno apprezzato la
suspence della conclusione di
New Moon.
Per quanto riguarda la narrazione, scorre molto meglio che nel secondo libro, che ricordo era stato penalizzato la lunghi mesi di nulla e senza la presenza carismatica di Edward. Ma alla luce di questo magnifico
Eclipse, è chiaro che la decisione della Meyer è stata quanto di più azzeccato e coraggioso; perché era una tappa necessaria, quella di far vivere e Bella quei mesi in cui ha e abbiamo conosciuto meglio Jacob e la faccenda dei licantropi, all’interno dell’affresco del “Twilight Universe”, con pesanti ripercussioni in questo terzo libro. Quindi è stato un po’ pesante solo all’apparenza, guardandolo ora col senno di poi ci si rende conto che era del tutto giusto e normale una sequenza del genere.
In questo libro, oltre alla pletora di misteri disseminati all’interno dei capitoli e che si risolveranno volta per volta, trovano il loro giusto spazio anche approfondimenti indispensabili sulle origini e le vecchie storie della tribù dei licantropi di La Push e sulle origini di un vampiro e sul passato di due componenti della famiglia Cullen che fino ad ora erano stati quelli più avvolti di mistero; qui scopriremo le loro origini e le origini di certe loro caratteristiche. E inoltre, continuerà l’evoluzione sempre più contrastata e sempre più difficile dell’amicizia tra Bella e il suo migliore amico Jacob, con pagine che negli ultimi capitoli raggiungo vette di lirismo rare. Senza contare il rapporto controverso tra Edward e Jacob.
Non mancano i temi importanti, oltre al sentimento dell’amore e all’importanza dell’amicizia: qui io ritrovo il rispetto e la paura della morte e al contempo di una vita eterna, l’esistenza dell’anima (e per chi…) e l’aspetto, che si ritrova più e più volte a mo’ di leit motiv e per motivi diversi, del “compromesso”, termine che la Meyer sembra voler sviscerare per sfaccettarlo e mostrarne l’importanza per lo svilpuppo dei rapporti umani.
La Prefazione continua ad avere quello sguardo intrigantissimo che ti butta in mezzo alla vicenda per mezza paginetta senza al contempo spoilerare nulla, e l’Epilogo a sorpresa è narrato dal punto di vista di Jacob, e non di Bella come fino ad ora tutta la serie è stata.
In sostanza, sono rimasto felicemente colpito da questo terzo volume, che offre molte risposte e molti avvenimenti interessanti ed emozionati, d’azione e di sentimento. Oltre che caratteri straordinariamente umani, a dispetto delle connotazioni fantastiche che la maggior parte di loro ha.
Ora sono in trepida attesa della traduzione italiana del quarto e ultimo volume,
Breaking Dawn, che come detto dovremmo vedere per la fine di ottobre. L’edizione originale è un mattone tipo quinti libro di Harry Potter, e la cosa mi aggrada. Peccato solo che (a notizia di oggi, che spero in un possibile futuro cambierà) la Meyer abbia annullato la stesura di
Midnight Sun, che avrebbe dovuto riscrivere le vicende di
Twilight dal punto di vista di Edward, dal momento che uno dei suoi fidi ha pubblicato i primi 12 capitolo on line

. Sarebbe stato un esperimento interessante, ma vabbè, mi accontenterò di
Breaking Dawn, che chiuderà il cerchio delle avventure della ragazza che si è innamorata di un vampiro.