New Moon, luna nuova, è così che si intitola il secondo volume della saga di Twilight. E così ritroviamo Edward, Bella, la famiglia Cullen al completo e una vagonata di nuovi personaggi che contribuiscono a rendere la storia molto più interessante. Il tema portante di questo secondo libro è la perdita del vero amore, ed è proprio a questo che verranno sottoposti i due protagonisti anche se per motivi completamente diversi. Infatti il titolo del romanzo ci rimanda a pensare al periodo in cui la luna non c'è, la luna nuova è la fase più buia del cielo, il quale non vede la luna. Ecco che ancora una volta la Meyer è capace di incantare con la sua fantasia e la sua innata agilità scrittoria. Il tutto comincia con una festa, la festa che Alice organizza per il compleanno di Bella la quale però odia i compleanni, le fanno pesare una voltà di più il fatto che Edward non invecchi mai, il fatto che lui rimarrà diciassettenne per l'eternità. Ed ecco che Bella si taglia con la carta di un regalo, e così facendo provoca un'inaspettata esagerata reazione di Jasper, uno dei fratelli di Edward. Così inizia il tutto, così inizia a sgretolarsi quella realtà che avevamo conosciuto in Twilight che cambia radicalmente e da spazio e forma a una completamente nuova, con mille sfumature in più. Si scopre che le leggende narrate potrebbero essere vere del tutto e non solo in parte come credevamo...e così il soprannaturale diventa la parte fondamentale del racconto. Che si concluderà dopo una breve "avventura" italiana, più precisamente a Volterra, cittadella fortificata Toscana, già di per se piena di magia e descritta in maniera superba e precisa. Gli echi Shakesperiani, che in Twilight si erano solo intravisti, qui diventano più concreti e solidi. Si parla dell'amore, dell'amore perduto, dell'amore che fa soffrire ma che allo stesso tempo ci fa vivere, quell'amore che ci porta a fare gesti sconsiderati, a pensare prima all'altro che a noi stessi...Mille emozioni si intrecciano in questo splendido romanzo che ti rapisce alla prima pagina, per non lasciarti libero fino all'ultima parola dell'ultima pagina.Il tempo passa. Anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera disuguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa. Persino per me.
[Stephenie Meyer] New Moon
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Prosegue infatti il mio cammino di lettura di questa saga romantic-fantasy (checchè ne dicano lo studio e gli esami di settembre),che dopo avermi preso con il primo libro mi ha letteralmente travolto col secondo. Di questo devo ringraziare Minnie che, oltre ad avermi consigliato di leggere questa saga che raccoglie i suoi libri preferiti, mi ha anche regalato i suddetti libri. Grazie, Minnie mia!
Il romanzo riprende dopo i mesi estivi che sono seguiti alla conclusione del precedente romanzo. Durante la festa per il diciottesimo compleanno di Bella a casa dei Cullen, Bella si taglia un dito con la carta e questo scatena la furia affamata di uno dei fratelli dell'amato Edward. Questo spinge la famiglia Cullen a trasferirsi, ed Edward a lasciare Bella.
Fino a qui il libro mi stava prendendo come non mai! A differenza del primo, dove per forza di cose i primi capitoli erano perlopiù introduttivi e qindi pagavano lo scotto di presentare personaggi e situazioni, qui si entrava subito nel vivo con le prime scene di contrasto tra il mondo "normale" e quello "fantastico" che convivono, e poi la festa che è molto movimentata ed educativa per alcune infomrazioni.
Peccato che dopo che Edward lascia Bella e parte, il libro presenti una sequela di capitoli in cui l'azione presentata col botto nei primi svanisca praticamente del tutto. Molto molto buona l'idea di presentare pagine bianche con scritto solo i nomi dei mesi successivi alla partenza del vampiro (da ottobre e gennaio), per simboleggiare lo stato catatonico in cui Bella è entrata dopo essere stata lasciata da quello che era l'amore della sua vita. Da gennaio cerca faticosamente di riprendere la vita normale, riallacciando amicizie del primo libro e cercando di uscire. Ma non è così facile. Infine troverà un inaspettato amico in Jacob Black, conosciuto di sfuggita nel primo libro (era il ragazzo della riserva che le aveva per primo raccontato delle leggende sui vampiri) e che qui viene approfondito. Bella diventa la sua migliore amica, e passano lunghi pomeriggi assieme, dove Bella sta meglio davvero, fino a che Jacob non diventa strano...
Ed è da lì che il libro riprende quella vita di cui aveva bisogno. Dopo un'introspezione psicologica che non ti apsetti in un libro del genere, lunga molte pagine, si inizia a entrare nel vivo della narrazione, nel cuore d questo secondo libro...per scoprire che ci si era già! Infatti una volta superata quella che sembrava una "secca", guardandosi indietro si capisce che non lo era affatto. Certo, già leggendo quella parte si capivano che vi erano piccoli indizi sparpagliati, ma pensavo che l'autrice avrebbe potuto comunque inserirli in un contesto più mvimentato, Col senno di poi, si capisce invece che l'apparente tranquillità era quella che seriva prima della tempesta, che in questo caso vedeva al suo centro la figura stessa di Jacob. Approfondire fino all'estremo la depressione di Bella e il carattere esuberante di Jacb serviva in funzione della scperta di cosa è davvero Jacob, di cosa è destinato ad essere. E questo lo muta in un personaggio molto ma molto più interessante di quanto non fosse all'inizio, quando sembrava giusto un personaggio-riempitivo per sopperire alla mancanza di un carattere maschile in assenza di Edward, senza però averne a disposizione uno che fosse all'altezza. Infatti la mancanza di Edward per praticamente tutto il libro pesa specialmente al lettore che è abbagliato dalla sua figura; torna solo in piccoli ricordi e nelle voci che Bella sente nella sua testa (che rivelano l'abilità ingannatrice della Mayer come narratrice).
Nella trama non mancano riferimenti agli avvenimenti e ai personaggi antangonisti del primi libro, oltre che approfondimenti di temi solo accennati di striscio nel primo volume e che invece avranno (pare) un gran peso nel "Twilight Universe".
La fine del libro porta Bella e una rediviva Alice (come annunciato nella Prefazione, stessa tecinca geniale del primo libro) in Italia, a Volterra, dove Edward è andato a cacciarsi nei guai con la famiglia di vampiri dei Volturi. Ne usciranno alla grande, ma per quanto affascinante per le porte che lascia aperte questo finale manca del pathos e dell'azione che aveva il finale di "Twilight", è molto più pacato, o per meglio dire meno d'azione e più da thriller snervante.
Ciononostante, apprezzabile.
La fine del libro sembra riportare (per motivi che saprà chi leggerà il libro) la sitazione a prima che il libro iniziasse; non è così perchè quello che è dventato Jacob Black - [spoiler]un licantropo, per la Meyer nemici naturali dei vampiri[/spoiler] è antitetico con l'affetto di Bella per Edward, nonostante lei voglia bene al ragazzo perchè lo sente davvero come suo miglire amico. In più, c'è un progresso nel progetto di Bella di diventare una vampira che c'entra con Edward e con i Volturi. E il padre di Bella non vede più di buon occhi Edward come ragazzo dui sua figlia. Insomma, buoni, buonissimi semi lanciati dalla Meyer per ingolosire il lettore, quasi un cliffhanger che porta il lettore a voler leggere il libro successivo, per vedere ora che diavolo succede. Ed io lo inzierò domani, perchè non vedo l'ora di vedere come prosegue la storia di Edward e Bella.
Tra citazioni da "Romeo e Giulietta" e un pescare a grandi mani da vari miti fantastici, la Meyer ha creato un libro intelligente e per molti versi superiore al primo, più maturo.
Il romanzo riprende dopo i mesi estivi che sono seguiti alla conclusione del precedente romanzo. Durante la festa per il diciottesimo compleanno di Bella a casa dei Cullen, Bella si taglia un dito con la carta e questo scatena la furia affamata di uno dei fratelli dell'amato Edward. Questo spinge la famiglia Cullen a trasferirsi, ed Edward a lasciare Bella.
Fino a qui il libro mi stava prendendo come non mai! A differenza del primo, dove per forza di cose i primi capitoli erano perlopiù introduttivi e qindi pagavano lo scotto di presentare personaggi e situazioni, qui si entrava subito nel vivo con le prime scene di contrasto tra il mondo "normale" e quello "fantastico" che convivono, e poi la festa che è molto movimentata ed educativa per alcune infomrazioni.
Peccato che dopo che Edward lascia Bella e parte, il libro presenti una sequela di capitoli in cui l'azione presentata col botto nei primi svanisca praticamente del tutto. Molto molto buona l'idea di presentare pagine bianche con scritto solo i nomi dei mesi successivi alla partenza del vampiro (da ottobre e gennaio), per simboleggiare lo stato catatonico in cui Bella è entrata dopo essere stata lasciata da quello che era l'amore della sua vita. Da gennaio cerca faticosamente di riprendere la vita normale, riallacciando amicizie del primo libro e cercando di uscire. Ma non è così facile. Infine troverà un inaspettato amico in Jacob Black, conosciuto di sfuggita nel primo libro (era il ragazzo della riserva che le aveva per primo raccontato delle leggende sui vampiri) e che qui viene approfondito. Bella diventa la sua migliore amica, e passano lunghi pomeriggi assieme, dove Bella sta meglio davvero, fino a che Jacob non diventa strano...
Ed è da lì che il libro riprende quella vita di cui aveva bisogno. Dopo un'introspezione psicologica che non ti apsetti in un libro del genere, lunga molte pagine, si inizia a entrare nel vivo della narrazione, nel cuore d questo secondo libro...per scoprire che ci si era già! Infatti una volta superata quella che sembrava una "secca", guardandosi indietro si capisce che non lo era affatto. Certo, già leggendo quella parte si capivano che vi erano piccoli indizi sparpagliati, ma pensavo che l'autrice avrebbe potuto comunque inserirli in un contesto più mvimentato, Col senno di poi, si capisce invece che l'apparente tranquillità era quella che seriva prima della tempesta, che in questo caso vedeva al suo centro la figura stessa di Jacob. Approfondire fino all'estremo la depressione di Bella e il carattere esuberante di Jacb serviva in funzione della scperta di cosa è davvero Jacob, di cosa è destinato ad essere. E questo lo muta in un personaggio molto ma molto più interessante di quanto non fosse all'inizio, quando sembrava giusto un personaggio-riempitivo per sopperire alla mancanza di un carattere maschile in assenza di Edward, senza però averne a disposizione uno che fosse all'altezza. Infatti la mancanza di Edward per praticamente tutto il libro pesa specialmente al lettore che è abbagliato dalla sua figura; torna solo in piccoli ricordi e nelle voci che Bella sente nella sua testa (che rivelano l'abilità ingannatrice della Mayer come narratrice).
Nella trama non mancano riferimenti agli avvenimenti e ai personaggi antangonisti del primi libro, oltre che approfondimenti di temi solo accennati di striscio nel primo volume e che invece avranno (pare) un gran peso nel "Twilight Universe".
La fine del libro porta Bella e una rediviva Alice (come annunciato nella Prefazione, stessa tecinca geniale del primo libro) in Italia, a Volterra, dove Edward è andato a cacciarsi nei guai con la famiglia di vampiri dei Volturi. Ne usciranno alla grande, ma per quanto affascinante per le porte che lascia aperte questo finale manca del pathos e dell'azione che aveva il finale di "Twilight", è molto più pacato, o per meglio dire meno d'azione e più da thriller snervante.
Ciononostante, apprezzabile.
La fine del libro sembra riportare (per motivi che saprà chi leggerà il libro) la sitazione a prima che il libro iniziasse; non è così perchè quello che è dventato Jacob Black - [spoiler]un licantropo, per la Meyer nemici naturali dei vampiri[/spoiler] è antitetico con l'affetto di Bella per Edward, nonostante lei voglia bene al ragazzo perchè lo sente davvero come suo miglire amico. In più, c'è un progresso nel progetto di Bella di diventare una vampira che c'entra con Edward e con i Volturi. E il padre di Bella non vede più di buon occhi Edward come ragazzo dui sua figlia. Insomma, buoni, buonissimi semi lanciati dalla Meyer per ingolosire il lettore, quasi un cliffhanger che porta il lettore a voler leggere il libro successivo, per vedere ora che diavolo succede. Ed io lo inzierò domani, perchè non vedo l'ora di vedere come prosegue la storia di Edward e Bella.
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Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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