
Oh, ve lo dico subito. Per me Il Cavaliere Oscuro è il miglior film di supereroi che si sia mai visto, e credo che difficilmente si riuscirà mai a fare qualcosa di meglio.
Se in Batman Begins il soggetto e la sceneggiatura erano stati realizzati quasi interamente da Christopher Nolan (con la collaborazione di David Goyer, che però non vi si pote dedicare adeguatamente perchè al lavoro su un altro film); su Il Cavaliere Oscuro Goyer ha potuto applicarsi con tutto l'impegno, e la sceneggiatura è opera di Jonathan Nolan, fratello di Christopher e suo collaboratore in
The Prestige e
Memento.
La produzione cerco di far passare le riprese in grans egreto, come avvenne per Batman Begins, ma se allora non si poteva immaginare che Nolan stesse filmando il nuovo Batman, per il sequel tutto risultò più complesso e i fan continuarono a scambiarsi giorno per giorno informazioni rubate dai set.
Il film è accidentalmente collegato a una serie di fatti sgradevoli:
- durante le riprese, un tecnico degli effetti speciali si schiantò con la sua 4x4 contro un albero, effettuando dei test
- Heath Ledger è stato ritrovato morto nel suo appartamento appena concluse le riprese, e il probabile suicidio fu collegato dai media alla sua faticosa interpretazione del Joker
- Subito dopo l'uscita americana del film, Christian Bale fu accusato di violenza dalla madre e dalla sorella
- Morgan Freeman, due settimane dopo l'uscita del film, ha avuto un'incidente in macchina causato da un colpo di sonno
Tutto ciò ha fatto piombare su Il Cavaliere Oscuro l'aura di film maledetto,
Joker.
Vogliamo iniziare a parlare di Joker?
Il Caos assoluto incarnato in una persona.
Il villain più malvagio che si sia mai visto, senza un passato da buono, o un evento che giustifica la sua natura.
Pura cattiveria, anarchia assoluta mescolata con istinti dinamitardi.
A mio parere, il cattivo migliore della storia del cinema.
E un cattivo strettamente collegato con il protagonista, i modus operandi dei due sono concatenati, così come le loro azioni e i loro desideri; il legame e l'affiatamento tra i due si vede anche nel numero di incontri/scontri tra Batman e Joker che ci sono nel corso della vicenda, superiore a qualunque altra coppia di protagonista/villain in film di questo genere.
Bruce Wayne/Christian Bale si dimostra un degno contraltare del Joker/Ledger, cresciuto sia come personaggio (molto più risoluto rispetto al primo film), sia come doti recitative.
Con lui, anche tutti i comprimari sono arricchiti e risultano ancor più affascinanti che nel primo film: Gordon è per certi tratti il vero cuore del film, Alfred continua ad essere un'amorevole figura paterna che intenerisce nel non consegnare a Bruce il biglietto di Rachel, mentre Lucius Fox ci regala la scena migliore del film (da ovazione), quando risponde per le rime all'uomo che vuole ricattare Bruce Wayne minacciando di rivelare la sua identità.
Peccato per Rachel, che a differenza del primo film risulta un personaggio un po' impoverito;strano, dato che nelle passate performance Maggie Gyllenhall aveva dimostrato di saper essere ben migliore di Katie Holmes...
L'altro nemico del film è Duefacce, il villain che più di tutti in questo genere di film ha potuto godere di una degna narrazione delle sue origini; la trasformazione dal procuratore distrettuale senza macchia allo spietato Duefacce ha a disposizione i tempi di cui necessita, e risulta credibile. Sul personaggio, rimane qualche dubbio sulla rapidità con cui decide di collaborare con Joker, il responsabile della morte di Rachel e della sua trasfigurazione); mantengo qualche riserva anche sulla resa visiva di Duefacce, forse "troppo" deturpato, al punto di sembrare quasi Terminator, e con bruciature così profonde è poco credibile che non ci siano altri effetti, anche solo nel modo di parlare.
Anche Gotham City ora è una città vera e propria: forse esteticamente non sarà affascinante come la versione gotica di Burton, ma ora la sua società è ben tratteggiata, i suoi cittadini sono un'entità viva, nel voler uccidere l'uomo che potrebbe evitare che Joker faccia esplodere l'ospedale, o a bordo della nave che potrebbero far saltare in aria. Un disegno molto più complesso dei bonari cittadini di New York che sollevano Spiderman sopra le loro teste a bordo della metropolitana in
Spiderman 2.
Lodi sperticate al montaggio incrociato, presente in diverse scene (Harvey Dent/Rachel legati ai capi opposti della città, le due navi che stanno per esplodere, la sequenza finale...) capace di accrescere vertiginosamente la tensione del film.
La sceneggiatura è talmente densa e ricca di elementi più profondi, spunti di riflessione che non è possibile stare solo a godersi le scazzottate e le acrobazie senza soffermarsi su questioni etiche e morali in più momenti della trama. Sono molti gli eventi memorabili del film: c'è la finta morte di Gordon (uno dei pochi personaggi della storia dei fumetti che mi pare non sia mai morto) e la conseguente scena in cui sua moglie incolpa Batman. C'è la morte di Rachel, prima madamigella da salvare che muore in un film di supereroi, ottenendo quel ruolo di "perdita dell'innocenza" per l'universo supereroistico che nei fumetti aveva avuto Gwen Stacy. C'è l'introduzione che chiude il cerchio di Batman Begins, con la cattura dello Spaventapasseri, rimasto in libertà alla fine del precedente capitolo. Ci sono i "finti Batman", cittadini che decidono di emulare il cavaliere oscuro, diventando però vigilanti con scarsi risultati. C'è la questione etica sul computer che riesce a "scannerizzare" tutta la città, secondo Lucius una violazione della privacy dei cittadini; un apparecchiatura che appare forse eccessivamente sviluppata, ma che è appropriata al personaggio del pipistrello, fungendo come un vero e proprio radar. C'è la campagna elettorale di Dent, figura di giustiziere ben più utile a Gotham di quanto lo sia Batman. C'è l'assunzione di responsabilità da parte di Batman per gli omicidi compiuti da Dent, che lo trasformano in criminale.
Tutti questi sono elementi che avrebbero benissimo potuto essere sviluppati maggiormente, in un film di supereroi come quelli visti finora, ma la cui compresenza in un unico film ci regala un'opera densa come poche altre.
A un certo punto, dopo lo scontro tra Joker sul camion e il Bat-pod di Batman, pensavo che il film stesse per finire, quando in realtà dopo poco arriva la fine primo tempo, e da lì in poi arriva la parte migliore.
Sono due film in uno, e infatti dopo il successo di Batman Begins, lo sceneggiatore David Goyer scrisse la sceneggiatura per due sequel, il primo col Joker e Harvey Dent, il secondo con Dent trasformato in Duefacce e lo scontro finale col Joker; scelta azzeccata riunirli in un solo film, così da realizzare un capolavoro.
Il Cavaliere Oscuro è il film definitivo su Batman, nel quale viene compresa perfettamente l'indole del protagonista, dei suoi due principali avversari, e anche di Gotham City. Se Batman begins era una riflessione sull'Eroe, questo sequel è un'analisi del Bene e del Male, della complementareità dei due elementi, una disanima sulla Giustizia e perchè no, sulla natura umana quando l'intera società si trova alle prese con tutto ciò.
Qualcuno l'ha definito "il più film commerciale di sempre", io lo definisco semplicemente il miglior film di supereroi che si sia mai visto, e che probabilmente mai si vedrà.
Ci sarà un sequel?
La questione è dubbia, anche se il fatto che gli incassi siano superiori a qualunque altro film mai uscito sembrano già darci la risposta; il dubbio rimane sulla presenza di Nolan/Bale and company o meno.
Finora per Batman vige la regola non scritta che ogni regista giri due film e poi il franchise si rinnovi, staremo a vedere; la produzione già vocifera di un Johnny Depp/Enigmista e un Philip Seymour Hoffman/Pinguino, ma mi pare un po' prematuro un annuncio simile, senza neanche sapere chi scriverà/dirigerà la pellicola. A mio parere Nolan ha scritto il film definitivo su Batman, e può tranquillamente lasciare il carrozzone soddisfatto: Gordon è qui divenuto Commissario, Joker è prigioniero ad Arkham ma il suo rapporto con Batman è delineato alla perfezione, e al termine del film l'Uomo Pipistrello è braccato dalla polizia come un criminale, anche se Gordon ha un rapporto bizzarro con lui. E' lo status quo originario di Batman, idealmente chiunque potrebbe vedersi i due film di Nolan come introduzione, per poi passare a leggersi un qualunque fumetto di Batman.
Certo, se Nolan rimanesse e riuscisse a dirigere una pellicola ai livelli delle due precedenti, sarei il primo a fare i salti di gioia; dato che finora si è ispirato alle principali graphic novel del personaggio (
Year One, The Long Halloween, The Killing Joke) non sarebbe male una storia ispirata a Dark Knight Returns, e lo status finale di Batman/criminale lo consentirebbe anche.
Il più grande rammarico però, rimane il non poter più vedere in opera il Joker di Ledger, uno dei personaggi più affascinanti e meglio interpretati che abbia osservato al buio di una sala cinematografica.
Bramo ha scritto:in questa pellicola mi ha straniato la storia sul fatto che si è sfigurato la faccia con un coltello per allargare il sorriso. Ma da quando? Dato che la scelta dei Nolan era di non mostrare le origini del Joker (strana cosa, questa), allora si poteva evitare questa inesattezza di spiegazione che il Joker stesso dà, o la si deve intendere come una battuta di follia? Insomma, nessuna attinenza con le origini tratteggiate da Moore in "The Killing Joke".
Bè, tutti i film di supereroi hanno la loro continuity ben distinta dai fumetti, e questi film di Nolan hanno una continuity diversa da quella degli altri film di Batman.
La battuta sulle cicatrici io la trovo fantastica, angosciante.
E poi, non è fondamentale l'attinenza al fumetto, se ci regalano qualcosa di altrettanto (se non di più) affascinante.
Ricordiamoci che secondo questo principio nel primo film avremmo dovuto vedere Bruce Wayne che legge il giornale e un pipistrello che entra rompendo la finestra
Per me le cicatrici "tagliate" sono molto più interessanti, anche perchè poi sono la causa dell'amore di Joker per le armi da taglio (o chissà, forse ne sono conseguenza), e del meraviglioso dialogo sulla lunghezza della morte e sugli ultimi istanti di vita di un essere umano.
Bramo ha scritto:La pecca è che questo ha quasi del tutto sacrificato la parte ironica del personaggio
No, no, no.
Tutto ma non questo.
Il Joker di Jack Nicholson non era ironico, era un cabarettista.
Il Joker di Ledger è colmo di ironia: nel modo in cui fa sparire una matita e poi prosegue come se nulla fosse con un sorriso sulla faccia, nel pettinarsi il ciuffo con un coltello appena vede la bella Rachel, negli occhi sornioni che fa al poliziotto che sta per picchiarlo nell'aula dell'interrogatorio, nell'utilizzare la telefonata che gli spetta di diritto per liberarsi dalla carcerazione, nell'affacciarsi del finestrino della macchina per sentire il vento sferzargli contro, come un cagnolino sull'auto del padrone...
Questa è ironia pura, il Joker di Nicholson era "solo" un istrionico giullare, cosa che Joker in realtà è molto più velatamente.