DeborohWalker ha scritto:
Venerdì pomeriggio, approfittando di un inaspettato pomeriggio di libertà dal lavoro, ho fatto un giro in fumetteria. Come sempre, ho un sacco di cose in sospeso da comprare e da recuperare, eppure le cose cui più punto al momento non c'erano, o non c'erano nelle edizioni che cercavo io.
Girovagando in cerca di ispirazione per gli scaffali, mi cade l'occhio all'improvviso sul volume dello
Shazam di Jeff Smith. Ricordavo di averne sentito parlar bene qui sul Sollazzo e altrove, e se a questo aggiungiamo che amo Smith per il suo lavoro su
Bone (che durante agosto conto di rileggere nell'edizione BAO, comprata a Lucca e non ancora letta

) e che una sua visione su una figura supereroica era qualcosa che mi intrigava molto, visto che in questo momento sono ancora più attratto del solito da questo archetipo, ho acquistato l'unica copia disponibile. Considerando l'attuale situazione degli arretrati Planeta, ho preferito dare la precedenza a questo piuttosto che a materiale bene o male reperibile anche in futuro senza problemi.
Direi che non sono rimasto deluso. Né per il buon Smith, né per il supereroe.
DeborohWalker ha scritto:Così come in Bone tutto però prende una piega più profonda, anche qui i bestioni sono solo l'incipit per giungere a un piano ben più complesso, con tematiche profonde che sono una palese critica all'America post-11 settembre.
Il film è una rivisitazione delle origini di Capitan Marvel, con Billy Baxton che è un bambino orfano e senzatetto, abituato a vivere di espedienti; una volta diventato il supereroe, il personaggio non è solo (come era in passato) un bambino intrappolato nel corpo di un adulto, situazione che garantiva gag efficaci, ma Capitan Marvel è un'entità nella quale convive anche il piccolo Billy, di cui è una sorta di custode. Questa scelta di Jeff Smith ha permesso di costruire un rapporto tra "i due personaggi" originale, e che si meriterebbe di essere ulteriormente approfondito. Tutto è permeato dall'umorismo dell'autore che si è già visto in Bone, e la serie può essere apprezzata benissimo da un bambino come dal più appassionato lettore di graphic novel, grazie ad un'atmosfera che riesce a far rivivere la golden age dei supereroi.
Insomma, Jeff Smith si conferma un Signor Autore.
La critica all'atteggiamento degli USA nei confronti del terrorismo internazionale e più in generale della sicurezza nazionale ce l'ho visto anch'io, cosa che a mio parere esplode nella figura del ministro della difesa Sivana. Ed è sicuramente un background interessante in cui inquadrare un supereroe, la sua funzione e il suo impatto sui cittadini, sui media e sulle forze politiche.
Per quanto riguarda la storia, sì, ottimo rendere Billy un bambino di 12 anni rispetto al giovane adulto della serie originale, un protagonista di quel genere è probabilmente maggiormente nelle corde di Smith che riesce infatti a renderlo perfettamente con quel mix di ingenuità, curiosità, sventatezza, coraggio e saggezza, date anche dalla vita in strada. E molto intensa è la relazione che si instaura tra lui e Capitan Marvel, che viene visto come entità distinta dal ragazzino.
Partendo da questi accorgimenti, ispirandosi alla storia originale e trattandola secondo il suo personale sentire che, come in Bone, riesce a fondere perfettamente il sense of wonder tipico del fumetto per ragazzi, ma proprio anche della Golden Age cui Capitan Marvel appartiene, con una narrazione che non esita ad essere adulta per quanto riguarda i temi trattati e il pahtos che si respira nell'ultimo capitolo.
In una miniserie di 4 capitoli abbiamo magia, mistero, mostri di un universo precedente al nostro, scene della miglior tradizione supereroistica, colpi di scena, gusto per la narrazione, conoscenza del linguaggio del fumetto, personaggi scritti perfettamente e un intreccio poetico.
In tutto questo, il disegno si conferma come un punto di forza assoluto di questo straordinario autore completo: Jeff Smith scrive cose che potrebbero essere visualizzate solo con il suo tratto divino, cartoonesco ma personale e con inserti che lo rendono adattissimo anche a situazioni più drammatiche. I colori di Steve Hamaker, come nell'edizione Scholastic di
Bone, sono adattissimi ad esaltare lo straordinario talento grafico dell'autore.
DeborohWalker ha scritto:E se già il fumetto in sè è un fumetto meraviglioso, l'edizione italiana è ancor di più un bocconcino per tuti gli appassionati: per 17 euro ci si può portare a casa un volume di 242 pagine, con copertina rigida e sovracoperta, carta perfetta e addirittura (udite, udite!) nessun refuso di traduzione! E alla fine della storia, ci sono una trentina di ghiotti contenuti speciali, tra bozzetti e il diario di produzione dello stesso Smith.
Probabilmente il miglior albo pubblicato dalla Planeta De Agostini finora, per rapporto quantità-qualità/prezzo.
Non ho niente da aggiungere, mi che che ad oggi rimane proprio questo il miglior volume Planeta pubblicato in Italia. Veramente un'edizione da leccarsi i baffi per confezione e contenuti.
Compratelo senza remore se lo trovate in giro: se amate Jeff Smith o anche un certo modo differente dal solito di leggere un'avventura di supereroi, questo volume fa al caso vostro. Essendo poi il remake delle origini del personaggio, non avete neanche il problema del non conoscere il personaggio.
Leggetelo e non ve ne pentirete.