
Dopo il deludente risultato de "il ritorno di Jafar" la Disney decide di riprovarci con "Aladdin e il re dei ladri". Fortunatamente il risultato sarà leggermente migliore grazie a due elementi:
- una storia (Addirittura!)
- il ritorno di Robin Williaws nei panni del Genio nella versione originale
Questo secondo elemento però ha fatto perdere un po' la bussola agli sceneggiatori che fanno letteralmente impazzire il genio: citazion e trasformazioni a go-go, il Genio non sta fermo un attimo, e difficilmente compare nella sua forma originale... Questo aumenta decisamente la comicità del personaggio, ma gli fa perdere quel minimo di componente "seria" e umana che lo rendevano credibile...
Ma veniamo alla storia: è il giorno del matrimonio tra Aladdin e Jasmine, ma durante la cerimonia irrompono a palazzo i quaranta ladroni, comandati dal Re dei Ladri, che razziano tutti i doni di nozze e distruggono il palazzo.
Aladdin si metterà alla caccia del Re dei Ladri e dei 40 ladroni, arrivando così al loro covo. I ladroni erano arrivati a palazzo per rubare uno scettro grazie al quale è possibile evocare un oracolo in grado di rispondere a qualunque domanda; Aladdin decide di chiedere all'oracolo dove si trova suo padre e ritrovandolo potrà così riallacciare i rapporti con lui...
[spoiler]In vero stile "L'impero colpisce ancora", il Re dei ladri è il padre di Aladdin! Ecco perchè nel primo film era così abile...[/spoiler]
Nell'ultima parte del film Aladdin si metterà alla ricerca della Mano di Mida, un oggetto mitologico in grado di trasformare tutto in oro, scontrandosi così per l'ultima volta contro i ladroni.
Il film può essere considerato ben riuscito: le atmosfere sono piuttosto cupe per uno standard Disney (anche se non al livello, a mio parere eccessivo, de "Il ritorno di Jafar") e il rapporto tra i personaggi è curato piuttosto bene, in particolare il rapporto padre-figlio è analizzato in una maniera non stereotipata, e mostra alcune sfaccettature interessanti del carattere di Aladdin.
Le canzoni non sono particolarmente belle, se escludiamo la memorabile "There's a party here in Agrabah", canzone introduttiva del film.


