[Vertigo/Moore & Lloyd] V for Vendetta

Non solo Marvel e DC ma anche le classicissime strips e il fumetto autoriale di Alan Moore, Frank Miller o Jeff Smith.
  • Bè, basterebbe dire che è stato messo al 25° posto nella classifica delle opere letterarie migliori del 20 ° secolo. Ed è l'unico fumetto presente, in mezzo a un mare di romanzi o testi teatrali.

    Ma se questo non basta vi dico che ne penso io: meraviglioso. Più di Watchmen.
    Senza descrivere più di tanto la storia (è una di quelle vicende nelle quali, raccontando qualunque fatto che avvengono dopo le prime pagine, rovini la sorpresa al lettore...) proverò a dire quanto l'ho apprezzato. L'incipit è il seguente:
    Siamo a Londra nel 1997 (l'opera è stata scritta nel 1988, quindi va considerato come un ipotetico futuro) è il popolo è succube di un autoritario stato di polizia, causato dal Fascismo, salito al potere dopo una guerra nucleare.
    In questo regime un vigilante mascherato, fa giustizia, attaccando il Governo e fronteggiando i soprusi che i poveri cittadini sono costretti a subire.
    Durante una di queste azioni salverà una ragazza che si unirà a lui; lo seguirà sue operazioni fino a scoprire quanto la propria libertà è stata limitata, e capendo che esiste un modo per reagire.

    Non spingendomi oltre (per non rivelare troppo, tenete conto che questo avviene nelle prime 10 pagine) mi limito a dire che la storia è raccontata con maestria e l'atmosfera che riesce a ricreare è qualcosa di unico.
    I colpi di scena non mancano e la vicenda (pur essendo "lenta" ma non in senso negativo) si legge benissimo. I disegni sono adatti alla storia raccontata; come già detto nella recensione di powerless, non mi piacciono molto i tratti realistici, ma mi è bastata qualche pagina per abituarmi allo stile di disegno.
    Per dovere di cronaca vi informo che in Italia potete trovarlo in due differenti versioni, entrambe edite da Magic Press.
    La prima versione, uscita circa un anno fa, è in bianco e nero, così come fu pubblicato originalmente il fumetto; la seconda, uscita a novembre, è a colori.
    Personalmente ho scelta questa seconda versione perchè, pur preferndo di solito le prime versioni dei fumetti, la colorazione che è stata effettuata mi attirava più del bianco e nero originale.

    E già che ci sono vi ricordo che a Marzo uscirà il film di V for Vendetta, sceneggiato dai Fratelli Wachosky, con Natalie Portman e Hugo Weaving nei panni dei protagonisti.
    Personalmente ero scettico sull'opera (non tanto per gli attori, ma temendo in una devastazione della sceneggiatura)... Ma vedendo i trailer la mia opinione si è ribaltata e ora sono profondamente fiducioso, soprattuto per la fotografia (e purtroppo l'uomo che ha fatto la fotografia di questo film è morto qualche giorno fa...)
    Se volete vedere il secondo trailer, messo online qualche giorno fa:
    http://vforvendetta.warnerbros.com/trailer_2.html
  • me l'avevano consigliato... ma devo dire che leggendo i vostri post la voglia di leggerlo è aumentata...
  • Lo stile non mi attirava neanche un po'. Ma ieri sera l'ho inizato e mi ha preso, ma tanto. C'è poco da fare, Moore sa raccontare troppo bene le cose.
  • Letto e recensito. Se alzate il naso troverete la recensione nel primo post del thread, che ho prontamente editato.
  • DeborohWalker ha scritto:Bè, basterebbe dire che è stato messo al 25° posto nella classifica delle opere letterarie migliori del 20 ° secolo. Ed è l'unico fumetto presente, in mezzo a un mare di romanzi o testi teatrali.
    esagerazione immane, considerando anche che è il gemello farlocco di 1984 di Orwell, e se ha dei meriti sono prettamente tecnici a livello di sceneggiatura, e i disegni non mi sembrano granchè. Adesso citerò dei fumetti che secondo me dovrebbero essere nella lista delle migliori opere letterarie del secolo, e ciò rivelerà la mia ingenuità e poca esperienza in materia. "Una ballata del mare salato" di Hugo Pratt, "The Life and Times of Scrooge McDuck" di Don Rosa, e "Maus" di Art Spiegelman. Sicuramente c'è ben altro nel mondo del fumetto, ma fra le poche opere corpose che ho letto, questi tre per me sono ROMANZI veri e propri.

    Cmq, per curiosità, dov'è la classifica che hai citato? mi piacerebbe vedere quanti italiani ci sono :D
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Hai dimenticato Watchmen. Cmq sei un Eretico. Con 1984 non ci azzecca nulla. Una è una opera sull'oppressione, un'altra sulla libertà. E' proprio il punto di vista a cambiare del tutto. Mentre Orwell analizza per bene il concetto di oppressione, Moore indaga il vero significato di libertà giungendo a conclusioni anche inaspettate (la libertà di Evey che passa attraverso la finta reclusione, la libertà mentale di V che nasce dalla Tabula Rasa dei valori).
  • con 1984 c'azzecca. adesso non ho tempo, ma se mi ricordo questa settimana scrivo un piccolo differenze&somiglianze fra 1984 e V, tanto per far capire cosa intendo.

    e ho dimenticato Watchman perchè non l'ho letto :P
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Elikrotupos ha scritto:con 1984 c'azzecca. adesso non ho tempo, ma se mi ricordo questa settimana scrivo un piccolo differenze&somiglianze fra 1984 e V, tanto per far capire cosa intendo.
    Ci ha già pensato il Pellegrino... qui :D
  • oh, ringrazio vivamente :P leggerò...
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Il contrasto Ottimismo/Pessimismo dell'articolo è quanto ho goffamente cercato di evidenziare nel mio post qua sopra. E aggiungo anche che V non è il primo e non sarà l'ultimo fumetto ambientato durante una dittatura totalitarista. E' proprio il continuo insistere di Moore sulle sue didascalie filosofico-citazionose, che rende V for Vendetta un'opera del tutto differente da 1984. Anche il protagonista è differente, mentre nell'opera di Moore è proprio V (e Evey), in 1984 il vero protagonista non è tanto Winston qanto l'oppressione stessa che viene analizzata, minuiziosamente smontata per farci capire come funziona.
  • Non è questione di trovare differenze e congruenze tra Orwell e Moore. E' più che evidente che ci siano dei temi in comune, che ci siano alcune citazione interne al fumetto, anche volutamente scoperte. Ma le due storie sono profondamente diverse. Non è che ogni volta che si parla di totalitarismi si debba necessariamente copiare 1984, in cui l'accento sulla comunicazione come arma è di gran lunga più marcato, e dove il tema della vendetta non è certo centrale.
    Who Watches the Watchmen?
  • Che dire di V for vendetta? Secondo me è il capolavoro di Moore, impreziosito da una resa grafica, ad opera di Lloyd, a dir poco splendida, impostata su giochi di luce, chiaroscuri e un segno a volte sporco e indefinito a simboleggiare la lacerazione di un mondo appena uscito dalla guerra. In quanto a esperienza personale V è stato il primo fumetto in grado, non solo di parlare dell'olocausto in maniera originale ambientado la storia in una Londra del futuro ( ormai passato 1998) , ma in grado di toccare temi forti quali la giustizia, l'amore, l'amicizia, e soprattutto quello della libertà da ogni forma di totalitarismo: libertà di potersi esprimere di poter essere quello che ti pare anche se diverso dalla massa, quella libertà presente in ogni uomo ma soffocata dalle leggi e le norme della società. Il sistema è una grande macchina in grado di plagiare, di trasformare le persone, garantendo ordine, disciplina, sicurezza, in cambio dell'anima, le alternative sono due sottostare alle leggi, oppure far valere i propri diritti, far valere quel centimetro di libertà presente in tutti noi, quel centimetro che ci rende diversi uno dall'altro, quel centimetro in grado di far innalzare la natura umana al di sopra di quella delle bestie, quel centimetro che andrebbe tutt'oggi cercato dentro ognuno di noi per creare un mondo migliore.
  • Allora, l'ho finito di leggere qualche giorno fa. Bello, molto bello. Una storia che mi ha letteramente preso, un straordinario inno alla libertà, individuale e collettiva, una storia dura e potente.
    V è un personaggio straordinario (che a momenti mi ha ricordato Rorscharc), in tutto il suo insieme: la sua storia e come è arrivato alla consapevolezza della libertà, le sue parole, il suo rapporto con Evey, il suo nascondersi dietro la beffarda maschera di Guy Fawkes, il suo amore assoluto per la libertà.
    Un altro capolavoro di Alan Moore, un autore potente che scrive storie che appassionano e dalle forti emozioni.
    Belli i disegni di Lloyd, anche se talvolta ho dovuto rallentare la lettura per capire il volto dei personaggi. Bellissimai i disegni della parte nel (finto) campo di concentramento.
  • Letto pure io, l'h finito circa una settimana fa.
    Che dire? Sì, mi è piaciuto, ma...ma...boh! :mah: Non mi ha convinmto del tutto, o perlomeno non come mi aspettavo. Sicuramente di Moore ho preferito Watchmen, di gran lunga, e probabilmente ho gradito di più persino The Killing Joke (esaurendo così e altre mie epserienze con il buon Alan! :P ). V per Vendetta, pur essendomi in definitva parsa un'opera dall'indubbia originalità, dalle profonde e difficili teramtiche trattate e dagli obiettivi alti che sono stati raggiunti, non è riuscita a catturarmi tanto quanto mi sarei aspettato vista la fama che accompagna l'opera in questione. In realtà non capisco il perchè. Sicuramente però c'entra il fatto che, a parte V stesso ed Evey, nessun altro personaggio intriga e rimane nella memoria, a parte forse la voce radiofonica e, paradossalmente, quello che un personaggio in carne ed ossa non è: il Fato (e quindi, forse di conseguenza, il leader Susan). Per il resto, tutto lo strascico di funzionari del governo non colpisce, tant'è vero che poi anchìio faticavo a riconoscere le facce delle persone e anche a ricordarne i nomi quando ricomparivano nella seconda parte.
    Tra le note positive, il fatto che il tutto sia ambientato in un futuro alternativo in un Inghilterra fascista, che i vari organi del governo sia chiamati come quelli del corpo umano (l'Occhio, l'Orecchio, la Voce...), che il leader inizi a traballare nella sua integrità psicologica, ciò dovuto alla solitudine, il riferimento agli orrori di campi di concentramento descritti in modo così efficace che in un fumetto avevo visto solo in Maus (sebbene lì riferito ovviamente a un contesto storico preciso e reale) e, ovviamente, la figura di V in ogni sua sfaccettatura. La sua eleganza, la sua maschera, il fatto di non sapere chi sia in realtà e avere solo a un certo punto informazioni sul suo passato, la sua passione per il teatro e per la recitazione di varie citazioni di testi durante i suoi scontri, gli ideali che lo guidano, i suoi monologhi interessantissimi e molto d'atmosfera (spledido quella sulla giustizia). Ho citato gli ideali che lo guidano: parte molto interessante, pensando che non è a un concetto semplicistico di libertà quello a cui punta e fa riferimento V (per quanto il concetto di libertà, se sviscerato in tutte le sua forme e sigbificati linguistici, filosofici, pedagogici e psicologogici, è tutt'altro che semplicistico) ma come dimostrano i suoi atti comunemente etichettati dal governo come terroristici, ad un livello quasi parallelo. Punta al caos, all'anarchia come distruzione dello status presente, eliminando le regole, per far sì che le potenzialità degli uomini possano condurre, da questo nuovo punto zero, a una società migliore, che dovrà evere delle nuove regole dopo una prima fase anarchica. L'opposizione anarchia/giustizia (sbagiata, corrotta, la donna amata che tradisce, prostituendosi al lusso della potenza) è molto suggestiva, e Moore sa ben gestirla attraverso questo personaggio. Insomma, dopo l'etica introdotta in Watchmen, si indaga sempre temi scottanti che hanno a che fare con l'essere umano e con i pilastri della sua vita e delle sue relazioni con l'altro.
    Da questo punto di vista, è molto di più di quello che trovo mediamente in un fumetto o graphic novel, molto più di quello che mi aspetto di trovarci, ma sono proprio opere come queste e autori con la A maiuscola come Moore a farci capire che il medium Fumetto (con la F maiuscola) può essere veicolo di storie tutt'altro che basse e/o disimpegnate. Insomma, alte riflessioni sulla condizione umana, sulle scelte, sul terrorismo, su regimi totalitari, sulla giustizia...però il modo in cui Moore ha organizzato il tutto in questa storia non è riuscito a coinvolgermi del tutto, sebbene già scrivere questa recensione mi abbia fatto capire che l'opera mi è piaciuta più di quello che pensavo di primo acchito (roba da matti, sto invecchiando :omg: ), per i motivi citati prima, per i disegni di Lloyd che per quanto bravo ha uno stile che ho faticato a metabolizzare, per la struttura strana che mi ha destabilizzato e non mi ha dato coerenza narrativa nella lettura, cosa che ho trovato di più spalmata nei 12 capitoli di Watchmen . Resta il fatto che la trama, i dialoghi, l'idea di fondo, l'ambientazione, la figura di V e le forti e profonde tematiche siano elementi di pregio e presenti in un modo che dà lustro e importanza a questa storia e al Fumetto in generale, e questo lo percepisco chiaramente persino io che non ho apprezzato in toto questa graphic novel. Se mi chiedete un voto? direi un 7 pieno, consigliato comunque a tutti, fumettomani o no!
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Senza farlo apposta, un anno dopo esatto torno a rileggere quest'opera imprescindibile di Moore, dal momento che come ho anche scritto nel commento qui sopra ricordavo fin troppo bene che non mi colpì come mi aspettavo.
    Ebbene, la rilettura, o un anno in più sulle spalle, o tuttie e due le cose, hanno giovato.
    Mi si è aperto un mondo, letteralmente. Ho riletto avidamente in due giorni tutta la graphic novel, e ne sono ancora adesso pervaso in tutto e per tutto.
    Tutto il concetto dell'anarchia come cosa diversa dal caos, la metafora del teatro e della maschera, le citazioni culturali in un mondo che ha soppresso la cultura, il discorso con la statua della Giustizia che ha una profondità incredibile, tutta la distopia che Moore vede nel suo futuro apocalittico/fascistico, un'Inghilterra controllata in tutto e per tutto da chi comanda, la figura tragica del Leader... un concentrato di idee potenti che vengono distillate dalla storia che quel geniaccio di Alan Moore tesse a suo piacimento. Una storia complessa, fatta non solo da semplici attentati del protagonista V ai simboli del potere e della corruzione, ma bensì di un'analisi accurata e non banale della libertà umana, che nessuno può veramente sapere di vivere o no finchè non vivrà un'esperienza così scioccante e traumatica che gli mostri dove e quali sono le sbarre e se tu ne sei dentro o fuori. Trovo quindi che la seconda parte, dove la "protetta" e "apprendista" di V, Evey, si trova imprigionata e vessata sia quella qualitativamente ed emotivamente migliore. Ma anche il finale per me è degnissimo, ottimo per come vengono orchestrate le cose.
    Il bello è che non solo V è centrale nella vicenda, ma anche la ragazzina: Evey ha un passato tormentato e difficile, Evey ha qualcosa che V vede e decide di prenderla con sè e salvarla. E ci avrà visto giusto.
    V è un'idea, più che un personaggio: l'incarnazione di un'idea. Infatti noi non vediamo mai il suo volto. Eppure anche lui ha bisogno di affetto, affetto che si coniuga anche come addestramento.
    Oltre ai due protagonisti, anche il commissario ha un'evoluzione durante la storia, e non da poco: straordinario come empatizza con V. E il Leader è una figura molto più problematica e socialmente malata di quello che può apparire nella prima parte.
    A tutto questo va aggiunto il riferimento al campo di concentramento di Larkin: ovvio il corrispettivo con i campi nazisti, ci mostra con assoluta lucidità l'orrore perpetrato dagli uomini. Che in questo caso ha generato una Vendetta.

    Insomma, rivalutato alla grande. Non che nel post qui sopra avessi detto che era una schifezza, ma non ero pienamente soddisfatto. Forse anche per via dei disegni, Lloyd è bravo ma non riesce mai a convincermi appieno se non proprio nella figura di V, molto d'effetto. O forse per il fatto che avevo letto da poco Watchmen e mi aspettavo qualcosa di simile, mentre qui la lettura è di tutt'altro tenore e direi anche più complessa. O sarà che ero meno sensibile a certi temi di quanto sono oggi, o semplicemente memo maturo per apprezzare appieno una storia così forte. Non è diventata la mia opera preferita del Bardo - lì resta Watchmen - , ma ha guadagnato il secondo posto in classifica a parimerito con From Hell.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Visto dalla ottima testata del sollazzo che è uscita una nuova edizione ad opera di Lion, mi chiedevo se qualcuno ne sapesse di più e vale la pena.

    Per ora ho visto che cosa ben 40€, come l'ottimo Eternauta dell'anno scorso.
  • Vii ha scritto:Visto dalla ottima testata del sollazzo
    Oh, lieto che serva al suo scopo principe, oltre che ad abbellire la home :)
    Vii ha scritto:che è uscita una nuova edizione ad opera di Lion, mi chiedevo se qualcuno ne sapesse di più e vale la pena.

    Per ora ho visto che cosa ben 40€, come l'ottimo Eternauta dell'anno scorso.
    Non so dirti molto di più, purtroppo. A parte che fino al giorno prima del calendario con le uscite settimanali Alastor doveva costare 32 euro e poi si è scoperto che invece il prezzo è di 40 euro, come dici giustamente tu. -_-
    Il prezzo è motivato dal numero di pagine, dato che l'edizione dovrebbe avere un certo numero di pagine di contenuti speciali: in teoria non dovrebbe essere diversa, come edizione, dall'ultima pubblicata dalla Planeta un paio d'anni fa, e in quel caso la maggior parte delle pagine aggiuntive era costituita dalle cover originali e da schizzi di Lloyd. Ma non ho conferme al riguardo.
    Ad ogni modo, se vuoi un consiglio spassionato, eviterei una spesa del genere per questa graphic novel. E bada bene, non perché non valga quei soldi, qualitativamente quest'opera si pone ai vertici del medium fumetto. Il punto è che con V la vera anarchia non è quella incarnata dal protagonista, ma è la gestione del prezzo delle edizioni italiane, che da qualche anno a questa parte cresce ad ogni ristampa.
    Il mio consiglio è di recuperarti una l'edizione della Magic Press, che non dovrebbe essere così difficile da recuperare e costa la metà, in una versione più che buona. La Planeta aveva pubblicato un absolute onesto a 15 euro, per poi "ravvedersi" poco dopo, pubblicarne una ristampa a 35 euro che ha fatto scomparire la prima edizione, che se anche trovassi in giro sarebbe con sovrapprezzo per via della difficile reperibilità (true story -_- ).
    E ora arriva la Lion coi suoi 40 euro, un prezzo davvero esagerato. Io voglio bene a questa neonata casa editrice, ma c'è da dire che negli ultimi mesi la politica dei prezzi sta diventando un po' assassina e la cosa mi inquieta...

    Comunque, tornando a V, il mio consiglio è di cercare un po' in giro, e con pazienza dovresti trovare un'edizione dignitosa dell'opera ad un prezzo più umano. Ricordo quella Magic, ma forse ce ne sono in giro anche altre. Il parallelo con L'Eternauta purtroppo non regge in questo caso, perché con quell'opera la 001 Edizioni ha fatto un lavoro certosino di recupero degli impianti originali e di pubblicazione nel formato corretto, cosa che avvenne per la prima volta in Italia. La Lion con V ha semplicemente preso materiale già a disposizione, contenuti speciali compresi, e lo ha ristampato.
    Poi ovvio, se cerchi un po' e non trovi, e ti stufi, e hai la possibilità di spendere quei soldi senza troppi problemi, prendi pure questa nuova edizione.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Io ho l'edizione tascabile del 2006, che mi sembra costasse 5,90€.
    Paperonescamente mi basta e avanza :P . La consiglio a chi soffre la "crisi" e non è a rischio diottrie


    C'è anche l'edizione Rizzoli a 17€
    Immagine
    Ottimo lavoro.
  • Ringrazio tutti, specie Bramo, ma anch'io V l'ho comprato anni fa nella mitica edizione Rizzoli in bianco e nero, proprio in una collana da libreria, con
    tutti i meriti dovuti ad un'opera fantastica. La mia era curiosità.

    Sul discorso dei prezzi, avete ragione. Ma, vediamo che succede...
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