Sleuth

regia di Kenneth Branagh
sceneggiatura di Harold Pinter
tratto dalla commedia teatrale di Anthony Shaffer
L'immagine che ho messo accanto alla locandina non è il fotogramma del film, ma è una foto di scena. Perché stravolgere questa tradizione del sollazzo? Perchè in quella foto ci sono quattro personalità non indifferenti: Kenneth Branagh, il regista del film; Michael Caine e Jude Law, i due unici attori; e Harold Pinter, drammaturgo e premio Nobel per la letteratura. Oh, beh... anche sceneggiatore del film. Insomma, questo film l'hanno fatto loro quattro, con al massimo lo scenografo e il direttore della fotografia. Il resto è servitù ben pagata
Un film dalle mille curiosità, e quindi dai mille motivi per vederlo: il regista, Kenneth Branagh è solito portare sul grande schermo le commedie di Shakespeare, mentre stavolta si è "abbassato" a Anthony Shaffer (fratello del più celebre Peter, l'autore di Amadeus e Equus); è il remake di un film del 1972, il quale è basato appunto sulla commedia di Anthony Shaffer, film di Joseph L. Mankiewicz con Lawrence Olivier e Michael Caine; e proprio Michael Caine è di nuovo presente in questo film, ma interpreta la parte che fu di Olivier; Jude Law invece interpreta il ruolo che fu di Michael Caine (e non è la prima volta, infatti ebbe il ruolo di questo stesso attore anche nel film Alfie); Harold Pinter, premio Nobel, ha curato questa versione della sceneggiatura.
Appreso tutto ciò da una recensione di Tullio Kezich appesa fuori dal cinema, mi appresto bel bello a godermi questo valzer di remake, attori che si scambiano i ruoli e autori celebri.
La storia è intricata. Andrew Wyke è stato cornificato dalla moglie in favore del giovane Milo Tindle (al secolo Tindolini, padre italiano). Per vendicarsi Andrew invita Milo in casa sua per contrattare la separazione dalla moglie, ma in realtà è un trabocchetto, poiché Andrew vuole coinvolgere Milo in un gioco che lo porterà a un'umiliazione abbastanza pesante. In questo "gioco" sta la meraviglia (ideata da Shaffer, ma arricchita in questa nuova versione dai dialoghi di Harold Pinter): Andrew Wyke infatti recita, facendo credere a Milo di essere sia serio che scherzoso, alternativamente, portandolo a una confusione e quindi alla paura, quando poi cominceranno a spuntare fuori i coltelli e una pistola. Ma una volta umiliato Milo vorrà vendicarsi, e ci riuscirà, suscitando l'ammirazione di Andrew che lo aveva mal giudicato.
In questo film recitano solo due attori (più una comparsata di Harold Pinter, in tv), sono quindi loro (e i dialoghi) il centro dell'attenzione, è il loro vorticoso botta e risposta (di parole, ma anche di intenzioni) che tiene viva l'attenzione e trascina lo spettatore fino alla fine. Se non fosse per la fantastica scenografia (l'interno di una casa dal design moderno) parrebbe di stare a teatro. Anzi, a teatro sarebbe meglio, perché al cinema la sensazione è molto strana. Non c'è folla, non ci sono comparse, ci sono solo questi due che si punzecchiano e non si capisce se stiano giocando o se si odino. Michael Caine è il padrone dell'azione, è lui che organizza il gioco, almeno nella prima parte della storia, perché poi il gioco dovrebbe essere in mano a Jude Law, ma non ci riesce, e Michael Caine stesso non riesce a fare il topo braccato, se il gatto è Jude Law. In quel punto infatti la credibilità della storia viene meno, e non la si recupera più, secondo me. Jude Law cerca di essere istrionico quanto il suo collega e quanto la sua parte gli richieda ma, secondo me, non è il suo forte. A questo punto sono curioso di vedere la prova di Caine nel primo film, quando era lui a interpretare quel ruolo...

