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[William Friedkin] L' Esorcista

Inviato: lunedì 19 dicembre 2005, 15:48
da Donocchio
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Fra un "Guardati dal prete" ed un "il potere di cristo di espelle", il resgista di questo splendido film ha costruito un Cult degno di ogni ammirazione.
Fin dall' inizio bollato dalla critica come un film capitalista imbecille, questo film ha saputo veramente SPAVENTARE la gente, tanto da indurre gente a scappare dalle sale piangente o terrorizzata, con tanto di ambulanze fuori dai cinema.
Punto forte di questo film è senza dubbio l' atmosfera: meravigliosa la scena dell' arrivo di padre Merrin a casa dell' indemoniata, fin troppo evidentemente ispirata al famoso dipinti di Magritte.

ciao.
Em@

qualcuno un pò più esperto di me potrebbe inserire la locandina del film?

Inviato: lunedì 19 dicembre 2005, 16:07
da Valerio
Lo vidi ma non tremai. Segnalazione: la famosa scena è stata citata anche in Topolino e il Cervello in Fuga del 1995.

Inviato: lunedì 19 dicembre 2005, 16:24
da Donocchio
noooooooooo!!!!!!!!
non lo sapevo cavolicchio!!!!!!!!!

comunque ovvio che visto oggi tremare non fa più...però ai tempi era davvero così! :shock: .
e comunque la sua buona dose la trasmette ancora...

Inviato: giovedì 29 dicembre 2005, 09:34
da Bender l'Esoterico
Quando questo film uscì nelle sale il cinema horror viveva il suo cambiamento radicale: dal filone gotico (dove regnavano vampiri, il mostro di Frankenstein, castelli e gatti neri) si era passati a mostri meno da letteratura e alle scene splatter.
Questo passaggio era ufficialmente avvenuto nel 1968, col film di Romero, "La notte dei morti viventi".
All'appello mancava il personaggio del Diavolo, che aveva sì fatto delle compersate, così come gli esorcisti, ma non in un gran film.

Il film, a sua volta, è ispirato ad un libro, "L'esorcista" di William Peter Blatty.
Blatty era amico di un esorcista che gli raccontò il caso di possessione di una ragazza.
Blatty era troppo ispirato, e scrisse questo horror (e un seguito, inedito in Italia).

Se ci fate caso, il personaggio dell'esorcista è il vero protagonista del film, non il Diavolo.

Il successo del film è stato quello di aver rifatto parlare la gente, profani e teologi, della possessione diabolica, argomento che è verità per chi crede nei valori cattolici, superstizione per tutti gli altri.

Il regista ha fatto un prodotto commerciale, appunto un film da incasso.
Se pensiamo che in un caso di vera possessione (secondo la Chiesa) possono occorrere più esorcismi, quindi passare settimane, mesi o anche anni e che il diavolo mai si impossessa dell'anima ma solo del corpo dell'indemoniato, ci rendiamo conto di come questo film voleva solo farsi pubblicità con un argomento che richiamasse l'attenzione di tutti.
Ciò non toglie che non sia un bel film.

Re: L' Esorcista

Inviato: lunedì 17 settembre 2012, 21:56
da Achab
Strano ma vero, ho visto per la prima volta questo film solo poche settimane fa. E vedendolo ti rendi conto di come nel cinema di oggigiorno , benché abbondino i film dell'orrore, mancano quasi del tutto quelli del terrore (Paranormal Activity è uno dei pochi casi, ma non mi levò il sonno, come invece la pellicola in questione) . Attualmente si prediligono mezzi facili per far presa sul pubblico : splatter, scene disturbanti e simili, che disturbano per l'appunto, ma non stimolano una crescente paura e tensione nell'animo dello spettatore come invece fa "L'esorcista". Tutto nel film si muove con maestria : regia, sceneggiatura, colonna sonora (firmata dalla grande Jack Niztche), fotografia, recitazione...Importantissimo il contrasto tra l'intima umanità dei momenti di pacato dialogo tra i personaggi e il mostruoso delirio delle scene di possessione, un topos ripreso da un grande classico letterario del terrore, alias "Dracula" di Bram Stoker. E a ben guardare, il film recupera molti temi della letteratura del terrore dell'Ottocento: vedere la bambina mostruosamente deformata, aberrazione posseduta da uno spirito diabolico, è un po' come immaginarsi Lucy del romanzo stokeriano tramutata in vampiro, il viso storto dal ghigno satanico. Anche se il vero creditore dello sdoppiamento di personalità e dell'aberrazione della figura umana al servizio del terrore è senz'altro lo Stevenson de "Lo strano caso del Dr.Jeckyll e Mr.Hyde " (a cui si deve anche l'uso di volgarità e blasfemia per accentuare la mostruosità)
C'è però da dire che nelle scene dell'auto-stupro con il crocifisso e del successivo collo girato di 180° Friedkin bara spudoratamente. Così si gioca sporco.