[William Friedkin] L' Esorcista

Una cartella dedicata a quel grande magico calderone che è il cinema e al fascino magnetico che lo schermo gigante continua ad esercitare ancora oggi.
  • Lo vidi ma non tremai. Segnalazione: la famosa scena è stata citata anche in Topolino e il Cervello in Fuga del 1995.
  • noooooooooo!!!!!!!!
    non lo sapevo cavolicchio!!!!!!!!!

    comunque ovvio che visto oggi tremare non fa più...però ai tempi era davvero così! :shock: .
    e comunque la sua buona dose la trasmette ancora...
    if I were a swan, I'd be Gone...
    Immagine
  • Quando questo film uscì nelle sale il cinema horror viveva il suo cambiamento radicale: dal filone gotico (dove regnavano vampiri, il mostro di Frankenstein, castelli e gatti neri) si era passati a mostri meno da letteratura e alle scene splatter.
    Questo passaggio era ufficialmente avvenuto nel 1968, col film di Romero, "La notte dei morti viventi".
    All'appello mancava il personaggio del Diavolo, che aveva sì fatto delle compersate, così come gli esorcisti, ma non in un gran film.

    Il film, a sua volta, è ispirato ad un libro, "L'esorcista" di William Peter Blatty.
    Blatty era amico di un esorcista che gli raccontò il caso di possessione di una ragazza.
    Blatty era troppo ispirato, e scrisse questo horror (e un seguito, inedito in Italia).

    Se ci fate caso, il personaggio dell'esorcista è il vero protagonista del film, non il Diavolo.

    Il successo del film è stato quello di aver rifatto parlare la gente, profani e teologi, della possessione diabolica, argomento che è verità per chi crede nei valori cattolici, superstizione per tutti gli altri.

    Il regista ha fatto un prodotto commerciale, appunto un film da incasso.
    Se pensiamo che in un caso di vera possessione (secondo la Chiesa) possono occorrere più esorcismi, quindi passare settimane, mesi o anche anni e che il diavolo mai si impossessa dell'anima ma solo del corpo dell'indemoniato, ci rendiamo conto di come questo film voleva solo farsi pubblicità con un argomento che richiamasse l'attenzione di tutti.
    Ciò non toglie che non sia un bel film.
    Questa notte non andare via
    cadono le stelle giù, cadono le stelle
    e va bene resterò un po’ qui
    ti racconterò della neve blu
    che cade sulle case in estate
    ma ogni mille anni è solo in un posto
    e non si sa quale, non si sa dove
    è sempre diversa, è una magia dell’universo
    e quando cade i sogni sono veri
    se i sogni, se i sogni, i sogni sono veri

    (Neve Blu, Francesco Tricarico)
  • Strano ma vero, ho visto per la prima volta questo film solo poche settimane fa. E vedendolo ti rendi conto di come nel cinema di oggigiorno , benché abbondino i film dell'orrore, mancano quasi del tutto quelli del terrore (Paranormal Activity è uno dei pochi casi, ma non mi levò il sonno, come invece la pellicola in questione) . Attualmente si prediligono mezzi facili per far presa sul pubblico : splatter, scene disturbanti e simili, che disturbano per l'appunto, ma non stimolano una crescente paura e tensione nell'animo dello spettatore come invece fa "L'esorcista". Tutto nel film si muove con maestria : regia, sceneggiatura, colonna sonora (firmata dalla grande Jack Niztche), fotografia, recitazione...Importantissimo il contrasto tra l'intima umanità dei momenti di pacato dialogo tra i personaggi e il mostruoso delirio delle scene di possessione, un topos ripreso da un grande classico letterario del terrore, alias "Dracula" di Bram Stoker. E a ben guardare, il film recupera molti temi della letteratura del terrore dell'Ottocento: vedere la bambina mostruosamente deformata, aberrazione posseduta da uno spirito diabolico, è un po' come immaginarsi Lucy del romanzo stokeriano tramutata in vampiro, il viso storto dal ghigno satanico. Anche se il vero creditore dello sdoppiamento di personalità e dell'aberrazione della figura umana al servizio del terrore è senz'altro lo Stevenson de "Lo strano caso del Dr.Jeckyll e Mr.Hyde " (a cui si deve anche l'uso di volgarità e blasfemia per accentuare la mostruosità)
    C'è però da dire che nelle scene dell'auto-stupro con il crocifisso e del successivo collo girato di 180° Friedkin bara spudoratamente. Così si gioca sporco.
    "Secondo me , abbiamo interpretato enormemente male questa faccenda della Vita e della Morte. Secondo me, quella chiamiamo la mia ombra qui sulla terra , è la mia vera sostanza. Secondo me, nel guardare le cose spirituali facciamo troppo come le ostriche che guardano il sole attraverso l'acqua e ritengono perciò quella densa acqua la più sottile delle atmosfere. Secondo me, il mio corpo non è che la feccia del mio essere migliore. Ma se lo prenda chi vuole il mio corpo, se lo prenda pure, ripeto : io non sono quello. E allora tre evviva per Nantucket "

    Herman Melville , Moby Dick, capitolo VII
  • Torna a “Cinema a 360°”